Con Macbeth nell’abisso profondo – l’orrore in Shakespeare

di Giulia La Face

 

 

Con Macbeth nell’abisso profondo – l’orrore in Shakespeare. Avrete paura?

Che voi tremate? Avete tutti paura? Ahimè io non vi biasimo, poichè siete tutti mortali…” (Riccardo II°, I, 2)

Rileggere Macbeth può essere una esperienza unica considerando questa opera teatrale come un vero capolavoro di orrore e paura. Una discesa agli inferi dove gli incubi personali, esistenziali, l’angoscia metafisica, si mescolano a azioni nella realtà omicidiarie, cupe, violente.

È una tragedia  terrificante, sanguinaria, infernale. In cui, come annunciano in coro le streghe nella prima scena del primo atto:

“Bello è il brutto e brutto il bello”.

Quest’opera è una delle «più potenti realizzazioni della mente umana. Forse sono state composte tragedie più perfette; ma nessuno ne ha mai scritto una più grande» (H. Spencer). E Wilson Knight ne parla come della «più matura visione del male» mai offertaci da Shakespeare.

Il quale scrive una tragedia sulla ambizione smisurata di un uomo del quale lo stesso Shakespeare dice:

Ho messo il manto di un gigante addosso al nano che l’ha rubato”.

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

La prima raccolta delle 36 opere di William Shakespeare curata dagli attori John Heminges e Henry Condell nel 1623 immagine web

Macbeth è una tragedia in cinque atti in versi e in prosa , scritta indicativamente nel 1605-1606. Fu rappresentata per la prima volta nel 1606 e stampata in-folio nel 1623.

La vicenda è in sé molto semplice.

Macbeth, generale del Re Duncan, incontra dopo una valorosa battaglia, tre streghe. Queste lo lasceranno con tre profezie destinate a cambiare il suo destino, predicendogli l’ascesa al trono di Scozia. Duncan, re di Scozia, viene ucciso da Macbeth, con la complicità di Lady Macbeth, quando essi scoprono che il re indica come suo successore il figlio Malcom. L’assassinio e l’usurpazione del trono mandano in frantumi l’ordine sociale. Duncan è infatti il simbolo della serena e giusta convivenza. Mentre Macbeth,con l’aiuto della moglie, salirà fino al gradino più alto del potere, macchiandosi di delitti efferati . Si consumerà nei sensi di colpa, nella follia crescente, fino alla tragica caduta. Minando alle basi questa armonia civile, spalanca le porte all’anarchia e al caos, mentre sale la febbre della violenza. Solo con la morte dell’usurpatore e l’ascesa al trono di Malcolm, legittimo erede di Duncan, viene restaurata l’armonia sociale.


Tanto la vicenda è semplice, quanto complesso è il dramma che si svolge nella coscienza dei due protagonisti.

Latrocità shakespeariana non stupisce, si trova in altre opere intense ed esistenziali di Shakespeare, basti pensare ad Otello, Amleto, Re Laear. O a Riccardo III°, esemplare di ogni bruttezza interiore in risonanza con il  suo ripugnante aspetto esteriore.

Con Macbeth nell'abisso profondo- L'orrore in Shakespeare

Riccardo III -V. Gassman immagine da web

Riccardo III, duca di Gloucester, nato gobbo, deforme, non migliorò il suo orrendo aspetto. Che era comunque ben poca cosa a fronte delle ripugnanti deformazioni di un’anima infernale, inumana e crudele. Genio del male, sanguinario, amorale, spregiatore di ogni sacra istituzione era spergiuro e sacrilego. Molto spietato con i nemici, traditore degli amici, impietoso con fanti e santi. Riccardo III ci ricorda e ci conduce verso gli abissi della follia, della crudeltà, propri del dramma di Macbeth.

Shakespeare stesso tematizza un teatro della crudeltà fatto formulare da Aaron, il moro amato da Tamora, nel suo dramma Titus Andronicus:

I must talk of murders, rapes and massacres/Acts of black night, abominable deeds,/Complots of mischief, treason, villainies/Ruthful to hear, yet piteously performed ” (V, 1, 63-66)” (io devo parlare di assassinii, stupri e massacri, atti della nera notte, azioni abominevoli, complotti dei demoni).

Leggiamo Macbeth dunque! Immergiamoci nel progressivo buio dell’anima. Nelle nebbie fitte di una discesa paurosa nella notte della coscienza e della umana pietà.

Sui personaggi incombe un clima di fatalità maligna. L’azione si svolge in alcuni anni ma non vi sono espliciti riferimenti temporali, quanto il ritmo angoscioso delle vicende che è scandito dall’orrore e dall’angoscia.
Il dramma è pervaso di mistero e di irrazionalità.

Streghe, spiriti, fantasmi, sono protagonisti costanti, sollecitanti le azioni dei personaggi in carne e ossa. Dominano le tenebre, la notte. Ricorre frenquentemente la parola “fear”, “paura”, accompagnata da immagini di sangue.

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

Particolare di “Macbeth e le tre streghe” (1855), di
Theodore Chassèriau; Parigi, Musèe d’Orsay
immagine web

La vicenda è piena di brama di potere, desideri, odi, amori, passioni estreme. Le streghe emergono dalla bruma del mattino. I fantasmi che si manifestano svaniscono in un’aria inquietante. Vi sono battaglie, uomini che vincono, donne che perdono, condottieri che combattono. Appaiono boschi che camminano, occhi che si chiudono e violenza.

Macbeth si muove in un mondo regolato dal delitto. E nel delitto, nell’assoluta aderenza al male, egli raggiunge la sua apoteosi di follia , di esaltazione, di colpa.

Macbeth per diventare re uccide il sovrano legittimo. Poi deve uccidere i testimoni del delitto e coloro che lo sospettano. Poi i figli e gli amici di quanti ha ucciso prima. Infine deve uccidere tutti perchè ha tutti contro di lui.

 

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

Macbeth- Fassbender immagine web

La storia in Macbeth è narrata attraverso l’esperienza personale e mostrata attraverso atti come l’uccisione diretta di re Duncan. Nel Macbeth si sprofonda in un incubo che è l’incubo della coppia omicida:

Io mi sono inoltrato nel sangue fino a tal punto, che se non dovessi spingermi oltre a guado, il tornare indietro mi sarebbe pericoloso quanto l’andare innanzi”

Macbeth inizia e finisce con una carneficina.

L’uomo ha la coscienza dell’incubo. Se è il destino, che si manifesta attraverso le figure maligne delle streghe, il delitto viene vissuto come necessità e come obbligo. Ancora peggiore dell’assassinio è il pensiero ossessivo del delitto che è necessario compiere.

Varcata la soglia del primo omicidio tutto sembra diventare facile. Invece si procede come in una catastrofe oscura, con la coscienza di Macbeth tormentata all’idea di aver ucciso per paura di aver timore di farlo. Di mostrare codardia di fronte a Lady Macbeth, sua moglie.

L’incubo sta nella necessità di uccidere ora che la soglia è varcata per sempre.

“ L’orrore del reale è nulla contro l’idea dell’orrore. I miei pensieri, solo virtuali omicidi, scuotono la mia natura di uomo; funzione e immaginazione si mescolano; e nulla è, se non ciò che non è” ( Atto I, sc. III)

Macbeth sogna la fine dell’incubo, rappresentato dai delitti e dalla necessità di compierli e vi cade sempre di più . Infine inizia a sperare che i morti non risorgano.

Invece risorgono. L’apparizione dello spettro di Banquo al banchetto è una scena potente ed enigmatica. Solo Macbeth vede lo spettro.

Con Macbeth nell'abisso profondo- L'orrore in Shakespeare

Macbeth e lo spettro di Banquo- immagine da web

Il suo equilibrio psichico, già scosso dall’assassinio commesso, non riesce a reggere l’emozione. Così Macbeth dà in escandescenze contro il fantasma del vecchio amico, mentre tutti gli ospiti lo guardano come se fosse impazzito. Chi osserva Macbeth vede una scena di paura e terrore. E di follia.

Macbeth dunque, in preda al terrore, torna a consultare le streghe, da cui ottiene altre tre profezie orrifiche. Preda di paure e sospetti continua la tensione e gli atti omicidiari. Anche Lady Macbeth comincia ad avvertire il peso di tanti crimini e a manifestare ossessioni e deliri.

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

Ellen Terry as Lady Macbeth by John Singer Sargent 1906- immagine web

Il Macbeth si rivela una delle opere più rappresentative dello stile shakespeariano e del teatro elisabettiano.

È una tragedia di violenza e desiderio di potere. Le atmosfere notturne e l’intervento di esseri demoniaci come le streghe conferiscono un costante senso di orrore. Proprio in questo scenario viene collocato il personaggio di Lady Macbeth.

In lei si concretizza quanto di più aberrante e perverso vi possa essere nell’animo umano. Ella si presenta come l’incarnazione stessa del male. È una figura contraddittoria, la cui sete di potere non ha limiti. Il potere diventa ossessione, forza di natura, passione selvaggia.

Questa donna così risoluta, per la quale il delitto, l’inganno, il tradimento non sono ostacoli alla sua volontà di potenza, è il simbolo della passione che acceca.

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

Marion Cotillard in Macbeth di Justin Kurzel- immagine web

Il suo desiderio di grandezza non ha limiti né materiali né morali. Non dormirà più alla fine, perché il rimorso la terrà sveglia, costretta nel suo delirio.

Fantasma allucinato, si aggirerà nel castello guardando inorridita la sua piccola mano che le pare sporca di sangue, che nessun acqua potrà lavare, che “tutti i profumi d’Arabia non basteranno a levigare”. Ha addosso un male che pare incurabile. Demoniaco.

Il dottore, chiamato per curarla, riconosce:

Ha più bisogno del prete, lei, che del medico. Dio, Dio ci perdoni tutti!”

Hegel si riferì al Macbeth dicendo: “Procede verso gli estremi limiti del male e della follia”. È un corpo a corpo con il Male rappresentato come impulso bestiale. Spinta che è parte costitutiva della natura umana, là dove essa è fatta di pulsioni: pulsione di potere, pulsione di morte, pulsione di crudeltà”.

Oh orrore, orrore, orrore. Né la lingua né il cuore sanno concepirti o nominarti!”

gridano i baroni Macduff e Lennox dopo l’assassinio di re Duncan.

Ma di che cosa ci parla dunque la tragedia di Shakespeare?

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

testo from opening scene di Shakespeare MacBeth 1623 immagine web

Di un uomo, Macbeth, che di fronte al semplice presagio di ciò che sarebbe diventato, il nuovo re, entra in una spirale mortale di violenza e crudeltà. Macbeth mette così in scena il divenire di se stessi come desiderio di potere indissolubilmente legato a morte e crudeltà.

Macbeth si risolve, come in ogni racconto di orrore e di discesa agli inferi di una intera coscienza, in modo impietoso. Infatti Macbeth non scorge né un orizzonte di redenzione né un senso alla vita:

Un’ombra che cammina, un povero attore che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena e del quale poi non si ode più nulla: è una storia raccontata da un idiota, piena di rumore e furia, significante niente”(atto V, scena 5)

In ultima analisi troverete in questo dramma di Shakespeare,  non il solo, la voce perfetta, quasi naturale, del delirio dell’essere umano sconvolto da se stesso.

Una sorta di trasposizione degli spasmi di un corpo preso dal tremore dello spavento nella morsa dell’orrido e del peccaminoso. Vi incontrerete anche un’ anima che pure cerca di dialogare direttamente con quel Cielo che Macbeth spera distolga gli occhi dai suoi delitti.

 

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

Globe theatre Londra oggi immagine web

Macbeth, inoltre, ha il pregio di restituire un’atmosfera perfetta per un clima di orrore e di tragedia: castelli cupi, bagliori di fiammelle, streghe che cantano nell’ombra i loro incantesimi. E ancora:  apparizioni di spettri, pozze di sangue e il suono dei corni di guerra .

Macbeth è la tragedia in cui è più presente il soprannaturale. All’epoca si credeva alla dimensione soprannaturale. Lo stesso re Giacomo la studiava. L’opera suscitava negli spettatori vera paura, l’atmosfera che si creava era terrificante.

Anche se come abbiamo visto il soprannaturale non determina l’azione. Le streghe fanno emergere il desiderio di potere e l’inconscio, ma la natura del personaggio è già incline al crimine.

Secondo la tradizione la tragedia di Macbeth porta male e nel mondo del teatro esistono diverse scaramanzie al riguardo.

Secondo una di queste, non si deve mai nominare l’opera per nome, così viene spesso chiamata “La tragedia di Scozia”.

Nei secoli il capolavoro shakespeariano ha trovato interpretazioni, rifacimenti, trasposizioni teatrali. Innumerevoli le trasposizioni teatrali da Gassmann, a  Lavia, a  Bene. Impossibile citare tutti.

 Con Macbeth nell'abisso profondo - l'orrore in Shakespeare

S. Keenlyside in Macbeth di G. Verdi edizione ROH 2011 diretta da Antonio Pappano -immagine web

Il cinema stesso si è appropriato della tragedia. Un Macbeth cinematografico tra gli altri è il lavoro omonimo del regista Justin Kurzel, presentata nel 2015 a Cannes..

E molte sono le opere artistiche e musicali ispirate al dramma shakespeariano: il “Macbeth” di Giuseppe Verdi con libretto di Francesco Maria Piave (prima rappresentazione nel 1847); il poema sinfonico omonimo di Richard Strauss (1890); i quadri di Reynolds, Fuseli, Delacroix e Corot.

Decisamente Macbeth è un classico da paura!

http://drammaturgia.fupress.net/saggi/saggio.php?id=5700

http://www.sapere.it/enciclopedia/Macbeth.html

 

 

C’era una volta… Carmelo Bene: Macbeth horror suite

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *