“Aspects of Alice” nel Teatro Nero di Praga

Donne. Semplicemente.

“Aspects of Alice” nel Teatro Nero di Praga

Recensione di Emma Fenu

Alice

immagine dal web

Aspects of Alice è il più celebre e suggestivo spettacolo del Teatro Nero di Praga, eseguito nel Ta Fantastika e riproposto al pubblico, con successo, da più di vent’anni.

Il Teatro Nero, di origine cinese ma raffinato dalla cultura ceca, deve il suo nome al colore che non consente all’occhio umano di scorgere gli attori vestiti di scuro che si muovono su uno sfondo nero, appunto.

Di conseguenza, lo spettatore sarà affascinato da oggetti e figure umane sospese e fosforescenti, che non parlano ma mimano a ritmo di musica.

Aspects of Alice non è una mera trasposizione dell’opera di Carroll, ma un’interpretazione del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, con la scoperta della sessualità, e una interessante prospettiva su ciò che avviene quando si abbandona il Paese delle Meraviglie dell’infanzia o dell’innocenza.

Vi invito ora a mettere in sottofondo la musica del video di youtube posta a fine articolo.

Alice

immagine dal web

Tutto inizia con una mela.

Una mela nella mano di Alice che è chiaramente, fin dall’esordio, una novella Eva.

Così come l’eroina della fiaba diventa adulta, la progenitrice, rispondendo al “mangiami” seduttivo dell’invito a crescere a dismisura, deve abbandonare l’Eden privo di peccato e di finitezza per dare avvio alla Storia umana.

Alla nostra Storia di figli di un Dio Madre che ci espelle dall’utero buio del nulla per darci la luce del libero arbitrio.

Nel corso dello spettacolo, Alice-Eva comincia a volare sopra i tetti di Praga, ricordandoci Peter Pan, l’eterno bambino che ripropone l’edenica età dell’oro, e, soprattutto, Mary Poppins, la celebre istitutrice munita di ombrello e di borsa da cui tutto esce.

Il confronto con la creatura di Pamela Travers, iconizzata dalla Disney, è particolarmente significativo.

Una donna con un ombrello, simbolo fallico, che ha un ventre in cui concepisce e partorisce.

Ora Alice diventa una e trina: Alice-Eva-Mary.

Ora Alice è la Luna nelle sue tre fasi.

Ora Alice è la Donna, prima fanciulla vergine, poi matura e madre, infine nera di sangue mestruale (che è più scuro del Flegetonte) ma pronta alla ciclica rinascita.

Tutto finisce con una mela.

Le scene conclusive dello spettacolo mostrano, infatti, un bruco (del resto anche in Alice c’è il Brucaliffo) che buca la polpa della mela e, essendo metafora dello spermatozoo che feconda l’ovulo, porterà alla nascita di un figlio.

Campeggia in alto un triangolo, attributo iconografico di Dio, nel quale gli attori rientrano, insinuandosi al centro, al termine dell’esibizione.

Rovesciamo il triangolo o mettiamoci a testa in giù.
Ecco apparire il simbolo del femminile, della vagina, della Madre.

Il Paese delle Meraviglie è il ventre della Donna, dove il miracolo della vita si compie.

Tutto inizia con una mela da mordere.

https://www.pragueticketoffice.com/akcedetail.aspx?id=aspects-of-alice-black-light-theatre-music-by-bsmetana-and-advorak&prg=2018-04-09-19-00&lang=en

 

 

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