“40 punto e a capo” di Francesca Gnemmi

Pubblicato da Emma Fenu il

“40 punto e a capo” di Francesca Gnemmi

Li ho attesi con impazienza ed entusiasmo.

Poi, finalmente, sono arrivati. Meritato traguardo.

Ne ho quaranta ma non li dimostro.

40: volere è potere.

I dodici mesi sono galoppati via in un baleno. Spariti dal calendario per lasciare posto a quelli successivi. 41. Tremendi. Tristi. Insulsi.

Quell’uno sul lato destro è più fastidioso di una spina nel fianco.

Sì, perché la meta è passata, morta e sepolta. Il 40 che fa tendenza corre verso la decina seguente e non è fashion essere una quarantunenne qualunque.

Fino al trentanove ho sempre rivelato l’età che avevo. Soltanto nel giorno del compleanno pronunciavo, titubante, il nuovo numero. Non una volta ho menzionato quel e mezzo, che suona stonato come una campanao, peggio ancora, lo sfigatissimo quasi.

Poco prima dei quaranta, però, ho preso gusto per quella cifra tonda, che ha iniziato a riempirmi la bocca, succulenta e intrigante.40 è storia.

Era storia. Fino a qualche mese fa mi venivano appioppati meno anni di quelli che ho. Uomini e donne stupiti da quell’assomigliare a un’eterna ragazzina.

Oggi, al supermercato, una voce chiamava «Signora! Signora!»

Dentro di me mi domandavo chi fosse quella stordita che non rispondeva, finché non mi sono accorta che il commesso doveva passare con un bancale proprio nello stretto corridoio dove mi trovavo, realizzando così che la signora, stordita, ero io.

Perbacco, non me l’aspettavo.

Nemmeno la mise jeans elasticizzati, t-shirt e scarpe da ginnastica fa più colpo.Uno sì, ma basso e all’autostima.

I tacchi non li ho mai indossati con particolare grazia e, ora che inizio a essere meno spigliata, non ho intenzione di arrancare sui marciapiedi o scivolare sui lucidi pavimenti dei centri commerciali. Allora, cosa resta? Tra qualche anno i classici mocassini neri o marroni, quelli che le signore anziane comprano al mercato.

Mi è venuta la pelle d’oca…

Guardo perplessa la minigonna nell’armadio, valutando se, almeno al mare, la potrò ancora mettere. Il bikini si indossa fin quasi nella tomba, ma gonnelline e calzoncini?

Incerta sul da farsi, opto per quello che mi piace e il pareo copritutto lo lascio al divano.

Siamo ormai a metà mese: bisogna tingere i capelli. Appuntamento fisso. A questa età è necessario coprire i fili bianchi. I primi? In un film di fantascienza o per le poche fortunate che sfoggiano una chioma leonina, perché la maggior parte delle comuni mortali, i primi capelli bianchi, li hanno scoperti ancora prima di scovare marito.

Tra non molto arriverà anche il momento in cui i figli non saranno più bambini ma si caleranno neipanni di antipatici adolescenti. «Quanto è cresciuto tuo figlio nell’ultimo anno! Tra un paio d’anni ti mangerà la minestra in testa!»Resto basita. Non ho capito. Sarà più alto di me? E poi sarò io a diventare più bassa di lui.

No, non è possibile. Non accadrà mai. Non a me.
Grigia, in babbucce e gobba.

Almeno sono una mamma attenta e premurosa.

«Facciamo la colazione? Cosa preferite a colazione?»

La voce dell’innocenza. «È la merenda, la merenda mamma.»

Giusto, la merenda.

«Stefano, vieni qui e smettila di fare lo stupido! Stefano, mi hai sentito!»

La voce della giustizia.«Mamma, sono qui. È mio fratello che dovresti richiamare.»

Giusto, tuo fratello.

«La cena è pronta. Biscotti, a tavola!»

Bambini, a tavola… Biscotto è il gatto.

Se parli con loro, fai confusione e non va bene. Se parli con altri, spesso straparli. Se ti rivolgi al gatto sembri pazza. E se ti scoprono a parlare da sola? Ma io non lo faccio, giusto due parole ogni tanto. Capita a tutti.

La voce della verità. «Mamma, perché parli da sola? Lo fai sempre.»

Diamine, non va bene nemmeno se parlo al telefono, con il telefono o, meglio, se registro al telefono. Mio marito mi osserva, come se avesse davanti un’aliena. Non si spiega come sia possibile ascoltare dei messaggi registratida qualcun altro e, soprattutto, come possa restare zitta per dieci minuti di seguito mentre parla un’altra persona. Infatti non lo faccio! Parlo con lei, sopra di lei!

Sì, perché l’altra persona è sempre una donna, unico esemplare della specie umana in grado di tenere in allenamento la lingua, ininterrottamente, per ore, persino senza un interlocutore davanti o all’orecchio.

Cos’abbiamo da dirci? Tantissime cose, di argomenti stimolanti e diversi. Riflettiamo, ci confrontiamo, spettegoliamo e ridiamo una con l’altra, una dopo l’altra ma, comunque, insieme.

L’universo virile è così striminzito in questioni di chiacchiere! Conosco pochissimi uomini che sarebbero in grado di sostenere conversazioni come le nostre, ma quei pochi sono davvero strepitosi. Gocce di animo femminile tra le pieghe dell’essere maschile: chimeranel nuovo millennio. Come di quello precedente.

Discorsi che cadono a pennello. La primavera sta per sbocciare e, con lei, il periodo più frizzante dell’anno, quello in cui anche le quarantenni si schiudono insieme alle nuove gemme e avvertono farfalle nello stomaco, sognando baci infuocati e compagni amorevoli. Inebriate, rincorrono i propri uomini alla ricerca di attenzioni e pura passione, mentre loro, spaventati e riluttanti, fuggono da quegli strani esseri sconosciuti, fino a qualche settimana prima ancora assopiti in tranquilli ed innocui letarghi.

Siamo sincere, siamo tutte un po’ nella stessa barca, chi più, chi meno. L’importante è affrontare la giornata con leggerezza e ironia, concedendoci sane risate. Possibilmente, ricordandocene il motivo…

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne. Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie. Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.