“Quando l’attrazione ė fatale” di Elena Fanelli

Semplicemente, donne.

“Quando l’attrazione ė fatale” di Elena Fanelli

“Quando l’attrazione ė fatale” di Elena Fanelli

Attrazione fatale, Fatal Attraction in versione originale, ė un famoso film degli anni ‘80 con protagonisti Glenn Close e Michael Douglas. Lui ha una relazione extra-coniugale con lei durante l’assenza di moglie e figlia; lei non accetta che non sia più di un’avventura e comincia a perseguitare lui e la sua famiglia fino al finale, tragico.

Questa è la finzione. La realtà è, a volte, anche più tragica.
Sono purtroppo tristemente famose le storie di donne che hanno perso la vita per mano di un compagno che non accetta la fine di una relazione.
Voglio, però, parlare di altre relazioni, quelle che fatali lo sono ma per altri motivi, e lo faccio tramite un’esperienza personale.

Anni fa decisi di seguire una mia carissima amica e la sua futura suocera ad un convegno a Rimini.

Non ricordo il nome dell’evento, solo che era destinato a genitori che, per vari motivi, avevano perso un figlio. Non era il mio caso ma l’argomento mi interessava.

Ad un incontro di trance tenuto da due medium molto famosi, padre e figlia, lei iniziò a parlare con una voce da bambino.

Il messaggio era per la madre, presente in sala: “ciao mamma, tu ancora non mi conosci perché non sono ancora nato; ho visto che eri qui ed ho pensato di salutarti”.

Io e la mia amica ci guardammo sbigottite e, mettendola sul ridere, dicemmo una all’altra: “sei tu!”.

Al ritorno a casa, lessi un libro, del quale non ricordo il titolo, che mi colpì molto.

L’autore spiegava come, a livello di anime, decidessimo in che forma ed aspetto venire sulla terra e quale vita vivere per arricchire il proprio essere.

In particolare, raccontava di questa anima che cercava in tutti i modi di fare incontrare due persone perché loro dovevano essere i suoi genitori.

Sono certa che questa spiegazione lascerà i più scettici di voi a bocca aperta, e che mi darete della pazza: se così fosse, fatelo con affetto!
Mi piace pensare che sia proprio così, e che quanto raccontato nel libro sia successo anche a me.

Conto due relazioni che sono state fatali per me.
La prima, con il mio ex marito, incontrato per caso in un locale di salsa.

La storia ė lunga e complessa, la riassumo: ci siamo sposati, avuto una figlia e divorziato.

Anni in tribunale, una situazione finanziaria, la mia, compromessa ma che mi ha regalato la mia bambina, ormai sedicenne, e la possibilità di diventare mamma.
La seconda, con il mio ex compagno, incontrato in uno dei primi siti di online dating. Una storia complessa, finita, forse, che mi ha regalato mio figlio, di dieci anni.

Questa, delle due, ė la storia più difficile. Convinta che questa fosse la storia della mia vita, soffrii tantissimo quando finì, anche
perchė fu una fine protratta negli anni, coperta da mille bugie, le sue.

Ma poi tutto passa, o quasi: il tempo ci mette una pezza.

Mi piace pensare che i miei figli mi abbiano cercata e voluta come madre e che, per motivi che non comprendiamo, abbiano anche scelto i padri che, rispettivamente, hanno; e che questa fosse l’esperienza terrena per le nostre anime.
Mi piace, infine, pensare, ora che non ho più l’età per avere figli, che l’anima destinata a dividere con me questo percorso terreno mi stia cercando e che, quando mi troverà, sarà un incontro veramente fatale.

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