“Fotogrammi slegati” di Pier Bruno Cosso

“Fotogrammi slegati” di Pier Bruno Cosso

recensione di Emma Fenu

fotogrammi

Fotogrammi slegati è una silloge di racconti e monologhi scritta da Pier Bruno Cosso e edita da Il Seme Bianco nel 2018.

Fotogrammi slegati.

Un titolo onesto che presenta una sequenza di scritti che indagano il chiaro o l’oscuro; l’animus e l’anima; la ratio e la follia; la dicotomia dell’umana natura.

Eppure, questo binomio di parole lancia il guanto della sfida, facendolo rotolare sulla carta.

Il lettore lo sa che nessun fotogramma è davvero slegato, ablativo assoluto della frase della Vita, perchè esiste sempre un nesso, un filo rosso, un cordone ombelicale o un cappio.

Il lettore lo sa che ogni storia è come una pellicola usurata, tagliuzzata, ingiallita, sovraesposta.

“Mio padre ha sempre avuto la passione per la fotografia”, mi racconta la figlia di Pier Bruno Cosso che ho incontrato all’arrivo/ ritorno nella mia bella Isola.

“Lo so”, penso. “Si vede da come scrive”.

 

Perchè un libro di racconti? Si chiede e ci chiede l’autore.

Perchè i racconti sono brevi come sogni, rivelano qualcosa ma non tutto e non devono spiegarsi troppo.

L’unico testo autobiografico è Il selciato di Venezia, in cui lo scrittore racconta della propria maratona come simbolo della percorso della vita e del senso del traguardo. Attorno ad esso ruotano le altre voci narranti, tutte in prima persona e tutte maschili, tranne una, la meno sconfitta perchè femmina, dea del dare e del fare da sè.

Un padre che vede morire il proprio figlio; un insegnante di letteratura italiana in un quartiere degradato; un giocatore di videopoker; un uomo dentro la clessidra del tempo, a inseguire ricordi; una donna in rinascita; un professore violento contro la moglie.

Perdenti e riscattati; disperati e benedetti; vittime e carnefici.

Uomini, in fondo. Solo uomini. Immensamente uomini.

Con uno stile ritmico, curato e ricco di metafore ardite, mai banali ed estremamente visive, Pier Bruno Cosso cattura e arresta il lettore, chiudendolo in una prigione di parole che regala una botola aperta su un cielo nero d’inchiostro in cui scrivere e leggere è la risposta.

Anzi, è l’eterna domanda che tutto lega e rilega, lungo il perimetro infinito del dorso di un libro.
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Sinossi

In queste storie il filo conduttore è nelle zone d’ombra dell’animo umano.

Tutti i personaggi non sono nati per vincere.

Partono sconfitti, e devono risalire la china con fatica per conquistare qualcosa; qualcosa che certe volte sfugge.

Così l’avventura diventa una lotta con sé stessi e con i guai.

Viaggiando tra le pagine ci si scontra con il vizio del gioco, l’emarginazione di un quartiere malfamato, la mancanza assoluta di rispetto della natura, o la terribile piaga della violenza sulle donne.

Per fare qualche esempio di tormento che, spesso, cerchiamo di non vedere, voltandoci dall’altra parte. Mentre qui, con questi guai, ci si sporca le mani.

La scrittura, con una cifra alta, porta dentro le vicende come dentro un guado, contaminando con le sue sensazioni, le sue immagini, e quello sguardo introspettivo sempre un po’ incantato.

Titolo: Fotogrammi slegati
Autore: Pier Bruno Cosso
Edizione: Il Seme Bianco, 2018

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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