Romanzo italiano di Andrea Villani

“Romanzo italiano” di Andrea Villani

recensione di Maria Lucia Ferlisi

romanzo

In questo “romanzo italiano”, Riccardo, noto architetto milanese, cinquantenne, decide di porre fine alla sua vita. È stato scoperto dalla moglie che ha una relazione, lei chiude definitivamente la relazione e ogni comunicazione con il marito, e anche la figlia non vuole più saperne di lui. Adesso Riccardo si ritrova da solo, senza casa, senza soldi e senza speranza.

 Riccardo raggiunge la periferia di Milano, mette il tubo di scarico nell’abitacolo della propria auto, pronto per porre fine ad una vita ormai inutile senza la moglie.

Esattamente nello stesso momento, a Torre Annunziata, il figlio del boss, Antonio ed il nipote Totò, cercano di uccidere un malavitoso che ha sgarrato. Ma i due sono due “bamboccioni”, abituati bene, soldi, coca, non sanno ammazzare, e la vista del sangue è disgustosa, soprattutto per Totò, nipote del boss, per cui a terminare il lavoro deve provvedere Pasquale,  braccio destro del boss,  padre e zio dei due scansafatiche.

Riccardo, mentre sta per suicidarsi, riceve una telefonata da un suo vecchio amico per una strana proposta di collaborazione per una rapina,  e rifarsi del fatto che sono tutti ormai disoccupati e senza soldi.

I due giovani, dopo il fallito tentativo di essere dei malavitosi per bene, devono dimostrare al capo  di essere in grado di gestire il patrimonio mafioso del padre, per cui dovranno scortare il rampollo di un politico, ed uccidere un altro che ha sgarrato, e che vive a Milano.

romanzo

“Le dovute missioni che compiranno da soli, senza l’aiuto né di Pasquale, né di nessun altro, se le svolgerete come si deve, senza fare cazzate, ristabiliranno il tuo nome e mi daranno un po ‘di soddisfazione e orgoglio.”

Ed ecco che  i due  destini  si incrociano.

L’autore Andrea Villani, con questo romanzo, ci trascina in due mondi diametralmente opposti, la Milano borghese, con  i soldi fatti con sudore e fatica, e la Napoli mafiosa, quella della droga, degli strozzini, dai soldi facili, con un boss che soffre di una strana nevrosi: quando in Tv appare il giornalista Alberto Soriano, gli viene un’orticaria tremenda, inizia a balbettare e gli sale la pressione a mille.

L’autore  sa come intrattenere il lettore, con abilità riesce a intrecciare  tragedia e commedia, usando un linguaggio autentico, reale e ironico, mantiene il ritmo della narrazione ad un livello costante, trascinando il lettore nelle rocambolesche avventure che si susseguono nel romanzo.

Tutti i personaggi, anche quelli minori, sono ben descritti  e hanno delle particolarità che rimangono impressi e ti lasciano un sorriso.

Vi troviamo il sessantenne bavoso, abitudinario e strozzino. Il nipote gay del politico che ama il travestimento, la russa che sfrutta il proprio corpo per trovare lavoro, e tanti altri personaggi femminili e maschili, sempre ben descritti.

Personaggi finti, ma neanche poi tanto .

L’autore affronta temi seri, come il precariato, la difficoltà di trovare e mantenere il lavoro, anche a Milano, tema affrontato con triste ironia.

” A Scogliamiglio ci vollero 15 giorni per trovare la maniera giusta per parlarne a Laura, che faceva la commessa da lui, svolgendo il lavoro in maniera impeccabile. Una donna di ottimo aspetto, colta e di eccellente impatto sui clienti. Ma refrattaria a qualsiasi ipotesi di avance che sapeva prevedere ed arginare. In un paio di settimane Scogliamiglio maturò l’intenzione di licenziare Laura e liberare il posto per Vatslava. Nel frattempo uscì con la giovane russa alcune volte. Se la scopò anticipandogli addirittura uno stipendio.”

Un romanzo che è, e non è un noir, ma la caricatura di questa società che stiamo vivendo. Una storia tutta italiana, dal sapore delle commedie di Peppino De Filippo e Totò. Una storia con tutte le contraddizioni della società italiana, del nord e del sud, che si incontrano e scontrano.

Un romanzo italiano vero, surreale, ma forse non tanto, siamo in Italia, il paese delle contraddizioni, del tutto è possibile, dove si rispecchiano molti personaggi, negativi e positivi in ​​questa società nuova che sa di baraonda.

Sinossi
Riccardo Manzoni, architetto milanese cinquantenne di buon aspetto e cultura, un tubo di plastica dal bagagliaio della sua Audi, l’infila nella marmitta, e prova una far finta nei pressi del casello di Melegnano. Contemporaneamente, una Torre Annunziata, Antonio Esposito, figlio del boss Salvatore Esposito, e il cugino Totò, per dimostrare il loro ruolo di giovani duri della camorra debbono ammazzare Luigi Caruso, detto “Giggino Bocca Aperta”. Le loro vite così apparentemente lontane si intrecceranno, in un grottesco noir ricco di colpi di scena e con un finale eticamente e politicamente scorretto. Romanzo italiano ha la vita di un racconto immaginifico e surreale: ma come ormai la realtà – oltre quella italiana – supera la fantasia, Villani mette in scena un Paese tremendamente reale: un’Italia in cui la Milano “bene” e la Napoli “maschio “gioca a scambiarsi i ruoli, tra rapine rocambolesche, sontuose feste gay, vecchi boss affetti da nevrosi, giornalisti coraggiosi, e perfidi usurai griffati ed eleganti. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti non sarà certamente casuale.
Titolo: Romanzo Italiano
Autore: Andrea Villani
Casa Editrice: Aliberti compagnia editoriale

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