“Si può volare senza ali” di L. Lucciarini & “Il mare di nebbia” di M. Tempra

“Si può volare senza ali” di Loriana Lucciarini

&

“Il mare di nebbia” di Marta Tempra

Recensione di Ilaria Biondi

Civita di Bagnoregio

C’è un luogo molto speciale, sospeso tra realtà e sogno.

Un luogo dal sapore antico, che porta impressa nelle pietre e nel profumo dell’aria l’orma di popoli lontani, tenaci e coraggiosi.

Un luogo in bilico sulla fragilità del tempo, sulle incognite del vuoto di un domani che avrà forse il respiro breve di ciò che si perde…

Un luogo dal cuore magico, che custodisce segreti e rincorre imperterrito il volo capriccioso e piumato della fantasia.

Un luogo che da secoli sta aggrappato a un cucuzzolo di roccia, ammantato dalle frange trasparenti e dorate delle nuvole.

In quel luogo di fiaba, che si chiama Civita di Bagnoregio, può capitare di incontrare un gruppo di amici  teneri e buffi, che riempiono le pagliuzze del cielo delle loro risate squillanti e degli schizzi d’acqua che si tingono di mille colori: un micetto dagli occhi limpidi, un cagnetto dal pelo candido e un allegro istrice.

Tre creature che, seppur molto diverse fra loro, amano trascorrere il loro tempo insieme, condividendo la gioia della reciproca compagnia e di una nuova giornata che comincia, con la sua ghiotta riserva di scoperte e sorprese.

A Civita di Bagnoregio tutto è possibile…

Sì, perché qui i gatti non si divertono a cacciare gli uccelli ma preferiscono correre in loro aiuto, accoglierli con generosità nella loro comunità e consolarli quando sono tristi e spauriti.

È quanto ha la fortuna di sperimentare la gabbianella Angy quando, spaventata per la disavventura che la vede coinvolta, trova nel gattino Tommy e nella sua tenera mamma un cuore affettuoso, che la coccola, la protegge e la incita a non perdere la speranza di raggiungere il suo stormo e di ritrovare i suoi genitori.

Le ore e i giorni che Angy trascorre a Civita, nella casetta dei suoi nuovi amici a quattro zampe, consolano le sue tristezze, curano le sue paure e carezzano le sue ali morbide, desiderose di librarsi nuovamente in volo.

E proprio lassù, fra le nuvole turchine arruffate dalla brezza, Angy vuole condurre anche il piccolo Tommy, per fargli conoscere l’ebbrezza dell’aria baciata dal sole e coccolata dal vento.

Il gattino, intrepido, coraggioso e amante dell’avventura, è impaziente di seguire la gabbianella sull’orlo delle fronde più alte, in groppa alle gocce di pioggia e alle tinte luccicanti dell’arcobaleno, senza nulla temere. Angy, grata per il dono d’amicizia ricevuto, si lancia nella non facile impresa di consegnarlo alla leggerezza del cielo, con le sue zampette pelose, leste a calpestare e solcare la terraferma, ma forse non altrettanto agili nel volteggiare nell’azzurro.

“Angy aveva smesso di piangere “Hai avuto proprio una bella idea, Tommy!” e così dicendo lo abbracciò con le sue grandi ali. Riconoscente gli disse poi con tono serio “Tu hai fatto molto per me, ora permettimi di fare qualcosa per te. Per ricambiare il bel gesto voglio insegnarti qualcosa che non sai fare: voglio insegnarti a volare!” propose emozionata.”

(Loriana Lucciarini, “Si può volare senza ali”)

La saggezza della giovane gabbiana saprà condurre il piccolo Tommy laddove niente e nessuno lo ha mai portato fino a quel giorno, facendogli scoprire regni nascosti e bellezze dal sapore fatato.

Civita di BagnoregioE chissà che prima o poi Tommy, fra una scorrazzata e l’altra, non incontri anche Momo e la bella Lala, due giovani uniti da un amore terso come la rugiada e gioioso come l’erba di smeraldo che un tempo ricopriva la pianura su cui era adagiato il borgo di Civita di Bagnoregio.

In questa favola che profuma di grazia e delicatezza non mancano due figure tradizionali come quella dello “scomodo” antagonista, il gigante Babbalù, anch’egli innamorato dell’avvenente fanciulla e causa della separazione dei due ragazzi, e quella dell’aiutante, ruolo rivestito da una creatura speciale come la Luna.

Quest’ultima ha vegliato sulla lieta promessa che Momo e Lala si sono scambiati nel silenzio quieto di una notte di festa e non può rimanere indifferente alla tristezza grigia che ora attanaglia il cuore del suo giovane amico, incapace di vivere lontano dal morbido sorriso di Lala.

“Luna sorrise. “Ora aspettiamo l’alba”. Se ne stettero lì in silenzio per un po’, finché il Sole non iniziò a farsi largo nel cielo. E appena i primi raggi illuminarono la valle, Momo rimase a bocca aperta. Davanti a lui infatti si stendeva una infinita distesa di nebbia, un mare soffice e bianco che riempiva tutta la valle, fino al paese di Lala.”

(Marta Tempra, “Il mare di nebbia”)

Ma nell’universo avvolto d’incanto di Civita di Bagnoregio non c’è posto per la cattiveria e il malanimo: Babbalù in realtà non è un perfido mostro, ma solo un gigante pasticcione, geloso e un po’ permaloso, che soffre per i guai che ha provocato suo malgrado, in un moto di stizza e di impazienza.

Non ha artigli né sbuffa fuoco dalle narici, soffre solo di un disperato bisogno di amicizia e d’affetto!

Riuscirà, il povero Babbalù, a farsi accettare dalla comunità di Civita e a condividere l’allegria spensierata delle loro feste?

E il povero Momo potrà ricongiungersi con la fanciulla che ha rubato il suo cuore e i suoi pensieri?

Due storie, quelle di Loriana Lucciarini e Marta Tempra, che cantano la trasparenza fiorita dell’amore, l’abbraccio dolce e genuino dell’amicizia che non teme la diversità, la tenerezza consolante della gratitudine, il profumo inebriante del sogno e della fantasia, che lasciano danzare il cuore altrove, nel caldo brusio dei prati fioriti e nel sorriso lucente delle stelle nuove.

Due storie che fanno scivolare nel sacro e antico respiro di una città avvolta dal manto del silenzio e appesa ai festoni segreti della memoria.

Un borgo il cui destino sfiora dolente l’abisso e che conserva intatto un fascino potente e misterioso, come racconta la D.ssa Viviana Pannucci, Guida Turistica Abilitata per la provincia di Viterbo:

“Civita di Bagnoregio è un borgo unico nel suo genere, arroccato su un colle che sovrasta la Valle dei Calanchi. […] Nel mondo Civita di Bagnoregio è conosciuta come la “città che muore” perché rischia di scomparire per sempre. […] Le case di Civita sembrano sospese nel nulla, soprattutto nelle giornate in cui è abbracciata da soffici nuvole di nebbia che salgono dalla valle del fiume Tevere. Entrando sembra di essere proiettati in un’altra dimensione, in un’atmosfera suggestiva e fiabesca dove il tempo si è fermato.”

Due storie scaturite dalla penna felice, vivace e gioiosa di Loriana Lucciarini, scrittrice, poetessa e blogger, e di Marta Tempra, giovane ingegnere nucleare e scrittrice che cerca di conciliare arte e scienza.

Due storie che fanno parte del progetto, ideato e promosso dalla stessa Loriana Lucciarini, in collaborazione con l’editore Arpeggio Libero e il lit-blog Magla – L’isola del Libro (di cui Loriana Lucciarini è admin), denominato “Di favole e di gioia”: gli scrittori, gli illustratori e gli editori che ad esso aderiscono mettono a disposizione

“il proprio talento per creare una collana di fiabe il cui ricavato sarà devoluto ad Emergency”.

(dalla prefazione di Loriana Lucciarini)

È stato organizzato un apposito concorso per scrittori e illustratori e le opere più meritevoli sono entrate a far parte dell’antologia.

Mi preme citare in particolare il giovanissimo Emanuele Oliveri, in arte Olives, che ha donato le sue pregevolissime illustrazioni a questo volume inaugurale della collana, interpretando con tocco aggraziato e toni armoniosi le parole di Loriana Lucciarini e Marta Tempra.

Un progetto importante e luminoso, dunque, che sposa gli ideali di pace, solidarietà e difesa dei diritti umani che animano l’operato di Emergency nei territori dilaniati dalla guerra, con particolare riferimento

“alla tutela dei più piccoli, i primi che hanno tutto da perdere in condizioni di guerra e violenza: a loro è tolto il diritto di sognare, di vivere i primi anni di vita in modo spensierato, con quella visione del mondo fiabesca piena di colori. La scelta di dedicare una collana di favole per bambini è nata quindi con il duplice scopo di poter contribuire ai progetti futuri di Emergency e per sensibilizzare i più grandi sull’importanza dei valori dell’infanzia.”

Un gesto di generosità concreta, che sulle ali della carta, dell’inchiostro e dei colori vuole regalare un granello di speranza a bambini geograficamente lontani dalla nostra quotidianità ma di cui sentiamo vicino il palpito del dolore e della disperazione,  per consentire loro di pensare a un futuro senza sangue, senza guerra, con qualche Sogno in più e qualche lacrima in meno…

“Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”.

(Gianni Rodari)

 http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/per-i-piu-piccoli/il-mare-di-nebbia-si-puo-volare-senza-ali.html

Sinossi

Nato da un concorso: “Di favole e di gioia” indetto da Magla l’Isola del libro. A sostegno di Emergency. La prima favola è una leggenda che parla della nascita della bellissima città di Civita di Bagnoregio. La seconda favola la storia di un gatto che vuole imparare a volare. Età di lettura: dai 7 anni.

Titolo: Si può volare senza ali – Il mare di nebbia
Autori: Loriana Lucciarini – Marta Tempra
Genere: Favole
Pagine: 48
Editore: Arpeggio Libero

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