“L’azzurro nella vetrata”, un romanzo di Liala

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Azzurro

“L’azzurro nella vetrata”, un romanzo di Liala

Recensione di Elisabetta Corti

È un tiepido pomeriggio mentre scrivo questa recensione.

Il sole entra dalle finestre luminose, e sorrido pensando al titolo del romanzo che sto per recensire.

Mi trasferisco con la mente a Nervi, nella riproduzione di un castello medievale scozzese.

È qui che il commendator Nelson Graziani, proprietario di una famosa ditta di ceramiche, attende il nuovo architetto.

Di certo non si aspetta lo scenario che poi gli si para davanti: la giovane Doranna Gualdi, con una gonna rossa, pronta a modificare il castello a piacimento del commendatore.

O meglio, a piacimento della famosissima cantante – nonché promessa sposa di Nelson – Edmèe Tamage.

Così fanno conoscenza i due protagonisti principali, appartenenti a due mondi diversi, apparentemente lontani.

Eppure si insinua, nell’uno e nell’altra, un sentimento.

Anche la voce di Doranna non era bella: chiara, uguale, orte, decisa, con qualche nota rauca dovuta evidentemente alle troppe sigarette.

E la dolce voce di Edmèe gli accarezzò l’orecchio. Voce pagata, riposante, quieta. Che neppure lontanamente faceva pensare a ciò che quella voce poteva diventare quando si elevava nel canto.

Ma così come si deve fare una tortuosa salita per ammirare il panorama della Lanterna, anche per questo sentimento ci sarà da faticare.

Doranna è infatti legata ad un giovane di bell’aspetto, Adriano. Troppo giovane perché non si parli malignamente di questa relazione.

Ma qual è quindi il segreto di Doranna?

La matassa del romanzo si dipana tutta attorno a questo segreto, che va di pari passo con la ristrutturazione del castello.

“L’azzurro nella vetrata” presenta tutte le caratteristiche del romanzo di Liala, e di nuovo ritroviamo la figura delle coppie a specchio.

Nelson ed Edmèe, rappresentanti dell’alta società, dell’opulenza, del capriccio.

Doranna ed Adriano, la coppia anomala e scandalosa.

“Forse indovino a chi lei dedicherà la sua domenica.” “Dipende” ella rispose.  “Da che?” aggredì subito lui. “Crede sia tanto difficile pronunciare il nome di chi le occuperà la domenica?”. “No”, rispose lei tranquillla “Dipende dal nome che lei dirà”. E lui: “Adriano Ildaura. Quale altro nome potrei pronunciare?”

La chiave di lettura è collocare il romanzo nel periodo in cui è stato edito, il 1958. Solo in questo modo è possibile comprendere ed incasellare alcune ideologie che risultano, nel quotidiano, un po’ stridenti.

I due personaggi femminili sono volutamente opposti, sia nella ideologia che nella fisicità.

Edmèe, statuaria americana bionda dagli occhi azzurri L’amante del lusso, colei che si nutre della gloria e dell’ammirazione dei suoi seguaci. Ad un suo schiocco di dita, tutti sono ai suoi piedi. Il suo non è un lavoro, ma un’arte. Arte di cui vive, per la quale può rimandare anche un matrimonio.

Doranna,  esile e bruna. Nel suo armadio pochi abiti, la sua casa solo due stanze. Il suo lavoro è una necessità, per quanto ella lo ami. Necessità che nasconde un segreto, per il quale è pronta a perdere anche la propria reputazione.

Inevitabilmente, le due donne entrano in contatto, o sarebbe meglio dire in contrasto.

Nonostante non vi siano evidenze, Doranna viene bollata come sgualdrina per il solo fatto di frequentare un uomo più giovane di lei, che non potrà mai permetterle di smettere di lavorare e condurre una vita “onesta”.

Nel frattempo, Liala sfoggia le sue conoscenze in architettura e spazia nella geografia. I suoi personaggi si districano tra marmi pregiati e mobili in radica. Corrono su veloci auto tra Genova e Milano. Volano da e verso New York con la semplicità con cui si prende un caffè.

In questo modo, l’autrice ha modo di fornire ai lettori dell’epoca, uno spaccato di vita non usuale. Perle  nere e ricevimenti, attraverso i quali le prime impressioni sui protagonisti si ridimensionano, fino a crollare.

Quali siano queste impressioni e quale sia il segreto di Doranna, lo lascio scoprire al lettore.  In questa stagione, una gita a Nervi sarà sicuramente una bella idea.

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