Liala e la ribellione femminile: Bisbigli nel piccolo mondo

Liala e la ribellione femminile: Bisbigli nel piccolo mondo

 

di Giulia La Face

 

Liala e la ribellione femminile: Bisbigli nel piccolo mondo. Il provincialismo italiano e i sogni di cambiamento  raccontati con la leggerezza della maestra del rosa italiano. Che coglie i primi vagiti del desiderio di emancipazione delle donne dai modelli della vecchia società italiana.

Chiudendo questa passeggiata letteraria nel mondo di Liala ho pensato di proporvi la lettura di questo romanzo, pubblicato nel 1948.

L’Italia che Liala descriveva nei suoi romanzi è stata raccontata soprattutto in virtù di un patto tacito fra la scrittrice e le sue lettrici: farle sognare. Liala non ha solo attraversato il mondo femminile in mutamento. Ha attraversato classi sociali, ambienti altolocati e ambienti popolarissimi, calandovi le sue storie d’amore. Amore che cambia nelle sue prospettive con il cambiare dei costumi.

Liala, sempre nel suo mondo un po’ retrò, non si esime dall’ascoltare e tradurre queste mutazioni che investono i ruoli del femminile.

Così abbiamo visto nei romanzi che abbiamo già presentato donne ricche e vacue di fianco a raffinate contessine. Oppure donne semplici che cercano il riscatto e la realizzazione nel classico matrimonio borghese e altolocato, cosa che molte donne italiane del dopoguerra sognavano ancora  come soluzione ai loro problemi.

Abbiamo assaporato essenze raffinate, abbiamo scoperto come le donne italiane hanno imparato a lavarsi, a prendersi cura di sè,   questo si scrisse da più parti, grazie alle delicate descrizioni di lavacri e profumazioni delle eroine lialiane.

Liala ci ha fatto entrare nei salotti della borghesia italiana, indifferente ai mutamenti in atto, come una classe che viveva in un mondo parallelo, solo per analizzare i sentimenti umani che sono trasversali ad ogni classe sociale. Ha fatto incrociare il mondo delle classi popolari con quelle più abbienti, che solo raramente trovavano una sintesi comune, se non nella inevitabile ascesa del povero verso il ricco.

Ricco che non scende mai dal suo trono ma sicuramente mostra sentimenti che lo rendono più vicino ai sogni dei  milioni di donne dell’epoca.

Ma il vento dell’emancipazione soffia e si coglie, in anticipo sui tempi, anche nelle pagine di Liala. Proprio per questo ecco che fu  dato alle stampe il romanzo di cui vi parlerò.

Bisbigli nel piccolo mondo. L’Italia provinciale che scopre la ribellione femminile. Prodromi di emancipazione.

In questo romanzo ci sono aspetti che fanno intravedere i nuovi miti che si affacciano nell‘immaginario femminile italiano: l’America, con la sua libertà e le sue presupposte disinibizioni. Il cinematografo e gli eroi di celluloide. I pantaloni e l’indipendenza di linguaggio e di comportamenti della donna che sbarcano nel nostro Paese da oltreoceano e creano fascino. Ma anche scandalo nella società fortemente provinciale e bigotta del nostro Paese . Dove diritti ed emancipazione femminile erano ancora in fasce.

La storia è articolata e anche divertente, piccante e coinvolgente, in quanto presenti personaggi molto ben delineati con cui potersi o identificare o naturalmente confliggere.

Liala e la ribellione femminile: Bisbigli nel piccolo mondo

immagine da web

Giungono dall’America una giovane vedova americana, Mimita con le due bellissime e biondissime figlie, Dagmar e Chantal. Povere e sull’orlo del fallimento, si ritrovano ereditiere di una bellissima villa sulle sponde del Lario, grazie alla defunta zia ballerina Fiamma. Era questa una raffinata anziana, ricca non solo per la sua attività di ballerina ma anche per aver condotto una vita sapientemente libera e disinibita.

Cosa questa che le aveva concesso i favori e le ricchezze degli uomini con cui si accompagnò in vita. Ovviamente la sua reputazione non era brillante e per proprietà transitiva si trasferisce sulle giovani parenti americane, grazie ai sapienti pettegolezzi della anziana governante Brigida. Questa eredita la casetta del custode interna alla villa: è un personaggio sgradevole, che affascina e indispettisce insieme, per il suo sommare su di sé tutto il tipico mondo chiuso e becero della piccola provincia italiana , conservatrice e bigotta , di quegli anni.

Chantal è bella e spregiudicata. Si coglie l’istintiva simpatia di Liala per questo personaggio che sarà l’eroina e la chiave dell’intero romanzo.

Chantal è pragmatica e non disposta a rinnegare le sue origini americane, dove le donne non vengono giudicate per un abito o per un atteggiamento apparentemente disponibile. Consapevole che la sorella Dagmar vive di sogni e del ricordo del suo amore americano Guy Ellero, lasciato sulle sponde statunitensi a cercare fortuna nel cinema, sa che l’unico modo per salvare lei e la sua mamma Mimita, placida, serena ma totalmente inetta, è quello di trovare un buon partito che la sposi e che sostenga tutta la sua piccola famiglia.

Qui inizia una girandola di eventi la cui cifra è l’enorme divario culturale delle tre donne con l’ambiente di paese e l’ostilità del piccolo mondo di provincia che spettegola senza pietà sulle povere ragazze. Brigida ne è la regista, la macchinatrice, la menzognera figura che sta dietro a ogni evento che accada alle tre donne.

Lo spaccato sociale è davvero molto autentico ed interessante: la piccola provincia italiana, che si raccoglie intorno a poche figure di paese, ognuna con una sua verità e un suo giudizio . Preciso e quasi sempre infamante.

Donne e uomini che vivono di sospiri e meschini segreti in privato, ma che si ergono a giudici implacabili delle altrui vite. Il pettegolezzo costante che di bocca in bocca costruisce realtà inventate ma assai nocive per la reputazione di coloro che cercano di vivere la propria vita.

Intorno alle povere fanciulle ruotano un giovane conte spiantato, che si fa amante di Dagmar in cerca di dimenticare invano il suo amore americano. Due fratelli industrialotti, brutti e ricchissimi, in cerca chi di una moglie bella e giovane, chi di una mantenuta.

Questi si prestano nell’immaginario narrativo di Liala ad incarnare quella classe di imprenditoria nascente, poco colta ma assai benestante. Abituata talvolta a pensare che tutto possa essere acquistato con il denaro, anche l’amore di una fanciulla schietta ma assai intelligente e un poco calcolatrice come Chantal.

C’è poi un giovane meccanico, Bruno, povero ma dall’animo nobile.

Lui rappresenterà il contraltare a tanta grettezza d’animo. Sarà il sogno d’amore che scardina ogni livello sociale e ogni difficoltà. La donna di compagnia della defunta ballerina, la signora Brigida, che si fa mezzana per “sistemare “ Chantal con il vecchio , rozzo e ricco salumiere del paese, il signor Luigi.

Luigi figura molto comune in certi piccoli paesi da essere quasi caricaturale di un “tipo”, infine perdonato dalla stessa Liala perchè paga con la pena d’amore e la resa, il suo iniziale essere “grossier” .

Infine il sogno americano che fa capolino sulle riviste che vengono spedite alla villa delle giovani fanciulle, dove il viso di Guy Ellero testimonia che il cinematografo è alla portata del sogno dei giovani, anche di quelli che vengono dal nulla come Guy.

E come i giovani e le giovani italiane sognavano. Dagmar potrà ancora accedere all’amore di Guy dopo che questi è divenuto una star? Chantal cederà all’amore o al suo generoso quanto doloroso pragmatismo? E Brigida avrà le sue sicurezze o il suo mondo piccolo e meschino virerà verso altre soluzioni di vita?

Di certo non è romanzo stucchevole. A tratti azzardato, moderatamente trasgressivo per i valori morali dell’epoca. Si ammanta anche di delicate immagini poetiche dedicate alla villa e agli elementi naturali circostanti: il giardino, il lago, le fronde, i cieli notturni.

Ugualmente si trova perfettamente descritta la piccola provincia italiana che non è poi così lontana dai nostri ricordi: le botteghe scure e unte dove si sparla del mondo. Le occhiate furtive. Il ”pissi pissi per i vivi e per i morti”, come chiosa Liala, mentre Chantal cammina lungo le viuzze del piccolo paesino così ostile alla vita , alla gioia, alla naturale gaiezza della giovane americana.

Liala ovviamente costruisce romanzi che solo raramente hanno un finale non a lieto fine. Ma dispensa sempre una certa “giustizia” a seconda dell’animo e dei principi che i suoi personaggi esprimono.

E molto spesso si avverte la simpatia verso le donne un poco trasgressive ( senza però mai tradire la sua idea di femminilità , che per l’epoca era già molto emancipata!). Le donne che osano uscire dai vecchi clichè. Le donne che alzano la testa. In questo lei stessa fu assai emancipata per l’epoca, avendo divorziato per amare un altro uomo e infine, dopo la precoce morte di questo, sposarne un terzo.

 

Liala e la ribellione femminile: Bisbigli nel piccolo mondo

Donne al Vittoriano. foto archivio anni 50- immagine web

Bisbigli nel piccolo mondo riproduce uno spaccato di vita italiana di provincia, i miti d’oltreoceano che fanno sognare le ragazze italiane. Suggerisce la voglia di rompere con il piccolo mondo angusto dei paesi di provincia.

C’è dentro, attraverso i sogni d’amore e di benessere, l’Italia delle donne alla vigilia delle lotte per l’emancipazione: i pantaloni di Chantal durante una passeggiata fanno scandalo. Una innocente maglietta aderente rosso fuoco diventa simbolo della gioiosa rivendicazione di libertà della fanciulla, che pretende di cambiare quel piccolo mondo. I suoi pensieri ad alta voce, scandalosi, irriverenti, comici,  la rendono subito simpatica e con la quale ci si identifica con facilità.

La sorella Dagmar che si “concede” a Guy senza essere sposata è lo scandalo di famiglia, ma nel suo difendere il suo gesto, c’è la forza della scelta di una femminilità nuova che chiede parità e dignità di scelta.

Bruno, il poverissimo meccanico che si innamora di Chantal, è quella classe proletaria che si rimbocca le maniche e nel tempo costruisce l’Italia del boom economico, con l’intraprendenza e le idee. Personaggio molto amato, si avverte, da Liala durante la narrazione.

Con questo libro Liala fa un salto nel mondo reale, con pochi velluti, con assenza di argenti e brillanti, per tuffarsi dritta dritta nell‘immaginario collettivo popolare delle donne italiane.

Donne che sognano di avere una chance per cambiare la loro vita e uscire in un nuovo mondo. Il sogno americano in salsa italiana è un romanzo gradevole e che può essere letto con piacere anche dalle lettrici più esigenti e meno avvezze al cosiddetto romanzo rosa.

Liala e la ribellione femminile: Bisbigli nel piccolo mondo

immagine da web

Lascia un sorriso sulle labbra e qualche riflessione che Liala suggerisce amabilmente, su un mondo che scompare. Anzi che forse è già scomparso ma che ancora lascia risonanze di sé nelle generazioni più grandi come la mia, che tutto questo ancora in parte ha vissuto durante la propria infanzia.

Leggerlo mi ha suggerito ricordi lontani, di un piccolo paese da me molto amato dove ho trascorso molta parte di infanzia e di adolescenza. Anche lì c’era una Brigida, un salumiere grossolano, le vecchie pettegole e cattive, una falsa moralità che gettava ombre sulla bellezza della gioventù.

Ma c’era anche un lago mirabile, una compagnia di amici e amiche che guardavano al futuro, che scardinavano le vecchie abitudini, che portavano libri e conoscenza. In fondo quel mondo di Liala non è poi così lontano da quello che le generazioni fino agli anni 60 /70 hanno vissuto in certe parti della provincia italiana.

E forse il largo successo di una scrittrice di “rosa” quale Liala è stata, è dovuto anche a questa sua capacità di parlare, in modo certo semplice ma suggestivo,  di una società di cui ha letto, visto, interpretato e anche anticipato, cambiamenti ed evoluzioni.
Sempre guardando alle donne come vero motore della società, del cambiamento e della educazione sentimentale.

 

 

Liala, la regina del romanzo rosa

 

https://www.ibs.it/bisbigli-nel-piccolo-mondo-libro-liala/e/9788845422935

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

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