“Maria Maddalena” di Garth Davis

“Maria Maddalena” di Garth Davis

Recensione di Emma Fenu

Maddalena

Maria Maddalena (titolo originale Mary Magdalene) è un film del 2018, uscito nelle sale italiane il 15 marzo, diretto da Garth Davis e interpretato da Rooney Mara e da Joaquin Phoenix.

Molte scene sono state girate nel sud Italia, a Matera, Gravina in Puglia, Crispiano, Napoli e Trapani.

 

Una donna fluttua, immersa nell’acqua.

I capelli sciolti, le membra abbandonate nell’elemento primordiale.

E una voce femminile, in sottofondo, recita: “il regno dei cieli è come un seme, un minuscolo granello di senape che continua ad alimentarsi e a crescere…”

Così inizia e così termina l’ultima opera cinematografica dedicata alla Santa di Magdala, scritta e messa in scena con l’intento di restituire verità a una donna che non fu prostituta, che non fu sorella di Lazzaro, che non fu la sposa carnale di Cristo.

Chi fu, dunque, Maria Maddalena?

In linea con il riconoscimento attribuitole dal Vaticano nel 2016, fu l’Apostola degli Apostoli, ossia colei che, dopo aver abbandonato la propria famiglia d’origine e il promesso sposo, si unì alla sequela di Cristo, lo seguì fino alla croce, ne testimoniò la risurrezione e ne predicò il messaggio.

Questa è una storia di acqua.

Acqua in cui nascere e in cui tornare, liquido amniotico di vita e di morte.

Acqua in cui rinascere in forma nuova, liquido che opprime in un esorcismo e che libera in un battesimo.

Acqua in cui crescere con determinazione, liquido che nutre il seme nel ventre della terra.

Acqua in cui identificarsi, quale dea madre di antica memoria, Iside e Artemide al capezzale delle partorienti e dei moribondi.

Maria Maddalena è descritta come una donna forte, tormentata, introspettiva.

È l’alter ego di un Cristo il cui viso è solcato dalle rughe di tutti i mali del mondo, presago della propria fine e consapevole del vero inizio.

Non c’è una relazione erotica fra i due: c’è amore e attrazione totale, come fra uomo e donna, fra uomo e uomo e fra donna e donna.

Il feeling è sempre un misto di mente e corpo, equilibrio fra desiderio di accoglimento e penetrazione dell’altro, perché è così che ci si conosce, metaforicamente.

Molte le critiche mosse al film, dalla mancanza di ritmo, all’ibrido storico, all’inespressività della attrice protagonista fino all’inesistente spessore degli altri apostoli.

Non essendo ferrata nel campo strettamente cinematografico, mi limito a sottolineare come assenza di parole e ieraticità veicolino il messaggio di un divino al femminile, un divino che non si spiega, che è enigma.

I testi d’ispirazione sono chiaramente gli Apocrifi, in particolare il Vangelo di Maria, testo copto del II secolo.

Quale è la scelta narrativa più forte operata dal regista in maniera arbitraria?

Dopo l’annuncio della risurrezione di Cristo, che pare avere più la consistenza di una visione onirica o estatica che reale, i discepoli maschi non si recano al sepolcro e il Rabbi non si presenta a Emmaus.

Pietro appare ottuso, invidioso, chiuso nel proprio dolore e ben preoccupato della potere femminile nella Chiesa nascente.

Scrive Alessandro Zaccuri su L’Avvenire.it:

Nella storia, al contrario di quanto accade al cinema, Pietro non ha mai smesso di dare ascolto alla Maddalena. E non ha mai smesso di correre verso il sepolcro.”

Perché dunque questo stravolgimento (innegabile) della realtà storica?

Al di là della tendenza hollywoodiana a una lettura femminista dei Vangeli, c’è, a mio avviso, la voglia di sottolineare come il nome di Maria Maddalena fu infangato (solo nel 1969 la Chiesa rettificò l’epiteto di prostituta redenta) e come presso Pietro e Paolo, prima, e presso i Padri della Chiesa, poi, non ci furono parole di apprezzamento per le donne.

Figlie di Eva la seduttrice, invitate a essere spose sottomesse, a coprire il capo e a chinarlo, colpevoli di essere femmine. Puttane e streghe.
Maddalena ha fatto paura.
Maddalena fa paura.
Maddalena è la Donna.

 

 

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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