“Distrurbi di luminosità” di Ilaria Palomba

“Distrurbi di luminosità” di Ilaria Palomba

recensione di Emma Fenu

luminosità

 

Disturbi di luminosità è un romanzo di Ilaria Palomba edito da Gaffi e in uscita proprio oggi, 22 giugno 2018.

Disturbi di luminosità, infanzia retroattiva, precipitosamente, l’idea della morte mi sbatte in faccia con il fervore di un’aquila, mi becca la pelle, gli occhi, le pupille.
La morte non esiste. La morte esiste. La morte è un passaggio. La morte è la fine.
La morte sono io e sei tu che mi leggi. Tutto l’amore si trasforma in morte.
E non c’è verso di tornare, se non cambiando corpo.
Non ha nome l’uccellino chiuso in una gabbia di artigli, che si dondola su un’altalena che cigola.
Cigola. Cigola. Cigola.
Non ha nome ma ha mille storie da cantare e mille piume con cui scriverle.
Disturbi di Luminosità è un libro che non si può raccontare, lo si può leggere, vivere, mangiare, sentire.
Il flusso di coscienza, infatti, coinvolge il lettore in un’esperienza sensoriale.
Non ha nome l’uccellino perchè nessuno lo riconosce, diverso fra gli altri, mentre si dondola su un’altalena che cigola.
Cigola. Cigola. Cigola.
Affetta da un disturbo borderlaine a seguito di una violenza sessuale subita a dodici anni, la protagonista affida ad una sorta di diario il proprio percorso di formazione, attraverso un iter di dannazione e salvezza.
C’è un Lui, un Oracolo e un Narciso. E poi c’è una Lei.
Lei è lo spettro della realtà.
Lei è lo specchio deformante della verità.
Lei è la voce che silenziosamente assorda.
Lei è il boia che si incappuccia.
Lei è il coltello che affonda la lama.
Lei è la carne sconosciuta fra le cosce.
Lei è il doppio, l’altra sè, quella che fu stuprata accanto ad un’altalena e continua a oscillare trascinando polvere e sangue.
Una storia cruda e crudele, scritta magistralmente, quella proposta da Disturbi di luminosità, che non risparmia dettagli e non edulcora l’amaro, narrando l’autolesionismo; i tentativi di suicidio; i rapporti sessuali promisqui; l’assunzione di stupefacenti, psicofarmaci e alcol; la fuga continua per l’Europa.
Ma anche la fascinazione per la letteratura, la poesia e la filosofia, canali privilegiati di luce.

Si può guarire da tutto questo?

Si può accettare di essere guariti e perdere quella corona di spine di diversità che da ogni colpa e fallimento assolve?

Non ha nome l’uccellino chiuso in una gabbia di artigli, che si dondola su un’altalena che cigola.
Cigola. Cigola. Cigola.
Ma la porta della gabbia è aperta, perchè una via di ritorno a sè, non di fuga, esiste.
E la si può tracciare con la penna, sulla carta, e darle un nome.
Ha un nome la salvezza luminosa. Si chiama Amore.
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Sinossi

Titolo: Disturbi di luminosità
Autore: Ilaria Palomba
Edizione: Gaffi, 2018

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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