La regina Margot di Alexandre Dumas

Donne. Semplicemente.

La Regina Margot di Alexandre Dumas

La Regina Margot, intrighi e terrore alla corte di Francia

di Paola Caramadre

Alexandre Dumas padre è un narratore avventuroso, gli intrecci dei suoi romanzi, che affondano le radici nella storia francese, assomigliano a furiose galoppate nella fantasia.

La Regina Margot non è da meno. Fin dalle prime pagine emergono date, personaggi, fatti, tenuti insieme dal collante dell’intrigo. Le figure rappresentate mostrano volti inquietanti e svelano i retroscena della Storia in un caleidoscopio di suggestioni.

La narrazione di Dumas è sapiente, il romanzo La Regina Margot viene concepito per la pubblicazione a puntate sul giornale La Presse ed è un esempio mirabile di feuilleton. Capitolo dopo capitolo il lettore resta avvinto dalla trama ricca di colpi di scena e di espedienti letterari. Il romanzo d’appendice pubblicato nel 1845 è ambientato nel 1572. La narrazione ha inizio precisamente il lunedì 18 agosto 1572 quando Margherita di Valois, sorella del re Carlo IX di Francia, viene data in sposa a Enrico di Navarra futuro re Enrico IV di Borbone.

L’episodio storico da cui trae origine la narrazione di Dumas è la notte di San Bartolomeo in cui gli ugonotti vennero trucidati dai cattolici. Ne scaturisce una lotta fratricida che è il motore della rappresentazione storica. La vicenda si trasforma, nella letteratura di Dumas in una trama teatrale che insiste sullo sfondo, raccontata con dovizia di particolari che conducono lo stile del romanzo storico in quello gotico:

Carlo IX si era molto divertito della caccia agli ugonotti, poi quando non aveva più potuto continuare personalmente, si era compiaciuto dei resoconti delle cacce altrui.

In questa guerra di religione spiccano le figure femminili di Caterina de’ Medici, la fiorentina dipinta come una creatura quasi mefistofelica, e di Margherita di Valois, chiamata Margot, che diventa nella rappresentazione letteraria il fulcro di una catena di intrighi, ambiguità e finzioni.

Fin dalle prime pagine scopriamo Margot come una delle creature più affascinanti della corte di Francia e ne conosciamo il carattere fermo e leale. Congiure e cospirazioni la avvolgono come una spirale da cui emerge attraverso le descrizioni incantate che ne fanno gli uomini che la incontrano.

Margherita a quel tempo aveva appena vent’anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all’Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bella bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de’ Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. […] Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un’ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l’aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo: Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia né la Corte.

La Regina Margot di Dumas è una femme fatale ante litteram:

Si sostiene e io l’ho sentito dire all’altro capo della Francia, dove il vostro nome illustre, la vostra fama universale di bellezza erano venuti a sfiorarmi il cuore come un vago desiderio dell’ignoto, si sostiene, dico, che voi abbiate amato e che il vostro amore sia sempre stato fatale a chi era l’oggetto, tanto che la morte, gelosa senza dubbio, vi ha quasi sempre strappato i vostri amanti. […] voi conservate in scatole d’oro il cuore di quei fedeli amici e che a volte date a quei tristi resti un melanconico ricordo, uno sguardo pietoso. […] Degli altri avete trafitto il cuore e conservate quel cuore; di me fate di più esponete la mia testa…

I dettagli di ogni scena, i dialoghi serrati, gli sguardi e i pallori improvvisi trasformano il romanzo in una scena teatrale. Il lettore smette di essere tale e diventa spettatore che spia dietro le tappezzerie di salottini segreti i retroscena della storia.

 

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