“L’amica geniale” di Elena Ferrante

Donne. Semplicemente.

“L’amica geniale” di Elena Ferrante

recensione di Marilena Viola

geniale

L’amica geniale è il primo libro di una quadrilogia di Elena Ferrante edito da E/O nel 2011.

“Quando penso al piacere di essere liberi, penso all’inizio di quella giornata, quando uscimmo dal tunnel e ci trovammo su una strada dritta che a farla tutta si arrivava al mare”.

Questo è il pensiero che mi pervade: pensiero di grande libertà,di schemi infranti, di permessi non chiesti, di complicità tutta femminile che lega le due bambine protagoniste di questa storia, Lila ed Elena.

Esse vivono entrambe nello stesso quartiere, in una periferia della Napoli anni ’50, con i suoi mille pericoli, le sue povertà, le sue privazioni.

Le bambine sono forti però ed intelligenti, amano lo studio ed hanno voglia e curiosità per il mondo.

Quasi un diario dell’anima, la narrazione si sofferma su ogni dettaglio che può colpire la mente e la curiosità di un bambino, non ancora adolescente, e ci trasmette con coinvolgimento emotivo eccezionale tutte le sfumature di quella età particolare vissuta in un contesto sociale anche esso particolare, più che degradato, quasi “border-line”.

Dall’infanzia alla adolescenza e alla giovinezza, un percorso psicologico della età evolutiva che si dipana parallelamente alla vita reale, ad un quotidiano fatto di poco o niente, dove però regna sovrana la forza della volontà, l’istinto, le doti naturali della intelligenza e della perspicacia che prescindono dai condizionamenti ambientali.

La fantasia che sprigionano le due bambine nei giochi, nell’invenzione di realtà non visibili, nei desideri sentiti e non espressi, forse repressi, fa di loro due eroine, sfornite di armi, che compiono grandi gesta ma solo col pensiero, senza mai muoversi dal cortile delle anonime palazzine popolari del quartiere.

Loro sanno, intuiscono le minacce e le privazioni dell’ambiente ma comunque lo vivono, lo superano, in qualche modo lo accettano con audacia e coraggio.

Le bambine, poi ragazze, poi donne prendono strade diverse, camminano su binari già fissati da percorsi preordinati dalla loro condizione sociale ma il loro vero riscatto è la consapevolezza che la cultura, la conoscenza e l’apprendimento liberano e fanno andare avanti.

L’amore per la lettura, anche se su libri usurati e sporchi, presi in prestito dalla biblioteca della scuola elementare, allarga la loro mente e la scrittura diventa un mezzo socializzante di racconto di sè, del proprio vissuto e delle proprie emozioni.

Significativo il passo

“Lila sapeva ‘parlare’ attraverso la scrittura [..] lei si esprimeva con frasi curate, senza errori, ma in più non lasciava traccia di innaturalezza, non si sentiva l’artificio della parola scritta.

Leggevo e intanto vedevo lei,sentivo lei. La voce incastonata nella scrittura mi travolse,mi rapì”.

Mi è sembrato di sentirla anch’io quella voce. Mi sono emozionata.

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Sinossi

L’autrice scava intanto nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto.

Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame.

E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati.

Titolo: L’amica geniale
Autore: Elena Ferrante
Edizione: E/O, 2011

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