“Mia madre mi odia” di Leyla Ziliotto

Donne. Semplicemente.

“Mia madre mi odia” di Leyla Ziliotto

Recensione di Piera Nascimbene

mia madre mi odia

Può un genitore odiare un figlio? Sì! In “Mia madre mi odia” vediamo che si può!

Non è semplice parlare di questo libro perché non è un romanzo, non si può dire… questa è la trama! Qui si parla di sentimenti, di abitudini, di diritti e doveri, di visioni distorte dai pregiudizi e dai preconcetti, di una società che chiude sistematicamente occhi e orecchi fino a negare l’evidenza dei fatti.

È una cronaca, quasi un diario, di violenze fisiche e morali, materiali e spirituali che hanno subito per anni Sephora, il fratellino e il padre, da parte di una persona che avrebbe dovuto voler loro solo bene e ciò la madre e moglie che si è rivelata una vera imbrogliona opportunista e malvagia.

Fine anni ottanta, un giovane italiano si innamora di Amira, una nordafricana, e la sposa. Nascono due bambini, Sephora e Gabriele e già il matrimonio traballa perché la donna si rivela completamente diversa da ciò che era apparso al povero italiano: ha sposato una vipera in gonnella.

Tra i tanti misteri che circondavano il suo arrivo in Italia, c’era anche quello legato al lavoro che aveva svolto nei primi, difficili mesi dell’ambientamento…

Anche della famiglia di mia madre si sapeva poco. Molti fratelli, alcuni scolarizzati altri no, ma certamente tantissimi, i cui rapporti erano regolati da un insieme di regole arcaiche e inossidabili delle quali mio padre era del tutto ignaro fino al momento in cui non gli toccò farne diretta esperienza.

Non solo tratta male il marito (per non dir di peggio), non sopporta la suocera che in realtà non mette mai bocca tra i coniugi, ma odia con tutte le sue forze i figli e li considera solo un peso, non si cura di loro e li offende con parole e comportamenti da squilibrata!

È talmente brava a mentire che riesce a far passare marito e figli dalla parte del torto ingraziandosi vicini e conoscenti fino a perpetrare danni materiali e una continua persecuzione.

Una sera una mia coetanea, che festeggiava il suo quindicesimo compleanno mi invitò a mangiare una pizza in un locale del centro cittadino. A entrambi i miei genitori avevo detto e specificato il luogo e le persone presso le quali mi sarei fermata per una notte, che poi erano una famiglia che conoscevano molto bene.

Il mattino dopo mi svegliò una strana telefonata. Risposi. Era mia madre che con voce stranamente dolce e premurosa, dopo avermi chiesto come stavo, disse: -C’è una persona che vuole parlare con te.

Un po’meravigliata da quell’atteggiamento insolito udii una’ austera voce maschile con uno spiccato accento partenopeo. Era il maresciallo dei carabinieri della sezione più vicina a casa mia che mi ordinava di recarmi il più presto possibile in caserma. Non aggiunse altro.

Sbiancai in viso e lasciai l’appartamento della mia amica senza dare troppe spiegazioni.

…-Perché mi trovo qui?

…Mi aveva descritta come una sgualdrina.

…E così alla soglia dei miei quindici anni potevo dire addio alle mie amichette tanto desiderate.

I patti erano chiari, ogni mia amicizia sarebbe stata stroncata sul nascere. “

La personalità disturbata di questa donna la spinge spesso a mettere in scena farse in cui tutto è il contrario di ciò che appare. La società è incapace di essere obbiettiva e mostra solo ipocrisia e superficialità.

La piccola Sephora cresce in fretta ma non ha né un’infanzia né un’adolescenza. Ha solo offese e incomprensioni da parte di una madre camaleontica e in una continua fase di teatralità.

Stringe il cuore leggere il trattamento subito dai figli e dal marito che dimostra una pazienza inesauribile per non perdere la possibilità di stare con i suoi ragazzi.

Mio padre venne accusato di aver impedito a sua moglie durante l’intero matrimonio di evolversi culturalmente a causa di una sua concezione fortemente patriarcale e si concluse che Gabriele ed io, avevamo subito la sua influenza a discapito della figura materna.

A ogni sentenza mia madre inscenava delle performance davanti alla corte, durante le quali, reclamava di essere “una madre che vuole bene si suoi figli”, cosi approfittando della tendenza a tutelare la donna in quanto madre, le diedero sempre ragione nella causa di separazione.

…Io difendevo con tutte le forze mio padre, anche se le giudicesse tentarono con tutte le forze di ricongiungermi a quella donna che non aveva mai tollerato la nascita di una bambina, fino a prova contraria, innocente.

…Coloro che dovevano ricercare la verità e contrastare l’attuazione di grossolane ingiustizie, si rivelarono di frequente semplici passacarte, burocrati, infidi ragionieri.”

È un libro che dovrebbe essere pubblicizzato moltissimo perché servirebbe a far capire a chi ha la gestione della legge, quanto sia dolorosa la parte di padre separato a cui si nega l’affido perché la nostra società pensa che solo la madre dia amore e protezione alla prole.

Quando un ragazzo sceglie un genitore, perché chi giudica, decide che sia meglio un altro?

Come può una bambina, maltrattata da sempre, e non da un estraneo ma da colei che avrebbe dovuto amarla perché parte di lei, crescendo dimenticare tutte le ingiustizie subite?

Può farlo come ha fatto Sephora, per non sprofondare in un abisso di dolore che l’avrebbe distrutta.

Rabbia è il sentimento più intenso che mi rimane alla fine di una lettura drammaticamente coinvolgente, ma anche ammirazione per la forza di carattere con cui questa giovane donna ha saputo ribaltare un destino non cercato, non voluto e che nessuno, tranne il padre e la nonna, hanno desiderato approfondire!

La scrittura dell’autrice è veloce, diretta, moderna, più un parlato, a volte, che uno scritto. Ha pennellato con tratti decisi una storia che merita di qualche ora di riflessione: brava Leyla.

Mia madre mi odia – sinossi

È la storia di una ragazza, chiamata Sephora, che nella vita ha dovuto fare i conti con un ambiente famigliare caratterizzato dalla prepotenza della madre, che oltre a non amare i figli ha anche cercato di imporre, non attraverso l’esempio ma tramite la coercizione, le proprie visioni religiose, culturali ed emotive.

Il libro attinge da un contesto autobiografico, ma è strutturato come il classico romanzo di narrativa. La storia di Sephora si sviluppa lungo un percorso di conflitto che conduce la protagonista ad uno stato di profonda solitudine.

Mia madre mi odia – scheda

  • Copertina flessibile: 248 pagine
  • Editore: ilmiolibro self publishing (15 maggio 2017)
  • Collana: La community di ilmiolibro.it
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8892326813
  • ISBN-13: 978-8892326811

http://www.edizionitabulafati.it/miamadremiodia.htm

Cultura al femminile

 

Commenti: 1

  1. Leyla Ziliotto ha detto:

    Grazie, grazie di cuore per la magnifica recensione!!

    Allego qui il link dell’edizione ufficiale con la casa editrice Tabula Fati del mio libro:

    http://www.edizionitabulafati.it/miamadremiodia.htm

    Un carissimo saluto a tutto lo staff,

    Leyla Ziliotto

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