“Tango Rosso” di Maria Antonietta Macciocu

“Tango Rosso” di Maria Antonietta Macciocu

recensione di Emma Fenu

Tango

 

Tango rosso è un romanzo di Maria Antonietta Macciocu edito da Golem nel 2018.

Giulia nasce in un paese della Valle d’Aosta, poco più di quarant’anni fa.

Cresce nel dovere di essere una buona e brava bambina per ricompensare i sacrifici della madre, abbandonata dal marito con una figlia piccola.

Cresce in una bugia raccontata da altri, agli altri e a se stessa, riguardante improbabili impegni lavorativi del padre in America.

Cresce in uno specchio che la denuncia troppo simile ad un uomo odiato, credendosi riflesso sbiadito di donna, destinata solo allo studio e non all’amore.

Cresce e resta bambina.

Non una bambina libera, bensì una bambolina di carne e sangue e lacrime e rossetto.

Un uomo narciso, dal volto di angelo dannato, la condurrà, a passo di tango, dentro una passione malata, ritmata dall’ossessione, dalla gelosia, dal desiderio di possesso, dalla violenza fisica e psicologica.

Tacchi alti, movenze feline, frange sull’orlo di una gonna che si apre sulle gambe, sguardi di fuoco, ricci scomposti, rosa rossa a ferire le labbra con le spine.

Sapore di sangue. Odore di sangue. Colore di sangue. Tango di sangue.

Ma non è un passo a due: è un ballo negato, con movimenti dettati dalla calamita delle psicosi.

Formatasi a Milano nel campo della giurisprudenza, Giulia vive il momento storico di Tangentopoli, seguito dalla sfiducia nella politica come res in cui credere, e dallo sgretolarsi delle lotte femministe contro la proposta di un modello di donna stretta in un vestito cucito a pelle, con  il bisturi, di moglie o puttana, in entrambi i casi obbligata a essere giovane e bella.

Le altre figure sullo sfondo della narrazione, Elvira, Dany, Giorgia e perfino Francesca, se pure quest’ultima è consapevole, recitano un copione per ricoprire un ruolo che la società affida loro per poter calcare il palcoscenico e godere, per un attimo, del calore delle luci e degli applausi.

Ma il sipario, rosso di fard e sangue, cala presto, a rimboccare le coperte a donne condannate a non crescere mai o a crescere per diventare bambine/ bambole, sempre più indifese e inoffensive.

Hanno letto fiabe dei fratelli Grimm e romanzi Harmony, queste donne.

L’autrice non lo svela, ma credo abbiano visto più volte Dirty Dancy, il celebre film in cui una ragazzina bruttina, con i capelli crespi, il nasone e il petto acerbo, fa innamorare un ballerino già adulto e molto sensuale.

Ma, in questo caso, il protagonista maschile è una variante sexy del principe azzurro, ossia un tenero e sicuro trampolino verso la vita adulta; “Nessuno può mettere Baby (guarda caso “Bambina”) in un angolo” sentenzia, facendo roteare la sua bella davanti agli occhi di un pubblico di perbenisti ipocriti.

L’autrice lo accenna, hanno letto Cinquanta Sfumature di grigio, queste donne, e sono convinte che la conquista di un uomo bello, dannatamente ricco e squilibrato, giustificato da un’infanzia difficile, sia il coronomanto della propria bravura.

E, da brave bambine, sapranno condurlo all’altare e farlo diventare padre dei propri figli. Se non ci dovessero riuscire, allora non sono state brave a sufficienza.

Anche Giulia pensa di valere poco di per sè, di non essere abbastanza, e la misura del suo esistere, come persona e come femmina, le deriva dalle attenzioni, anche violente, del suo uomo.

Il finale coglie di sorpresa, al termine di un romanzo avvincente per la tensione drammatica, per il periodare originale e seduttivo e per le icastiche illustrazioni di Albertina Bollati, eppure… tutto è già detto nell’incipit.

Un gioco ben riuscito. Un vero tango con il lettore.

 

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Sinossi

Tango Rosso è la storia di un profondo legame di dipendenza psicologica, percepito come intensità dell’amore e rappresentato come causa ed effetto di ogni scelta della protagonista Giulia.

Di una passione tra un uomo e una donna che si alimenta per vent’anni di tenerezze e di grandi promesse, di speranze e di illusioni, prima di precipitare nella paura e nel dramma.

Di un sogno da romanzo rosa che si sgretola negli anni, passando dall’incantesimo di una felicità da fiaba alla rinuncia di sé, all’isolamento, al controllo, fino a scivolare nella violenza e nella disperazione.

Della difficoltà di Giulia a separarsi dalle illusioni, a districarsi dal groviglio dei sentimenti che le impedisce di riconoscere ed ammettere una realtà diversa, di fuggire da una dimensione capovolta rispetto a quella in cui ha creduto, per quanto penosa sia diventata. Perché niente, dentro, è chiaro e netto come dovrebbe.

Dell’incontro con donne di differenti femminilità, talvolta impreviste.

Della salvezza in un atto istintivo che, quando arriverà, sarà anomalo e spiazzante, fuori da cliché di modelli esemplari.

Dello strazio che rimane dentro, forse per sempre.

Titolo: Tango Rosso
Autore: Maria Antonietta Macciocu
Edizioni: Golem, 2018

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile". Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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