“Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi

Donne. Semplicemente.

“Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi

Recensione di Emma Fenu

Lolita

Leggere Lolita a Teheran è un romanzo di Azar Nafisi edito in italiano da Adelphi nel 2004.

Azar Nafisi è una docente iraniana di Letteratura inglese e americana che oggi lavora negli Stati Uniti, dove ha conseguito la laurea.
Per quasi vent’anni, però, ha insegnato nel proprio paese, incontrando le restrizioni del regime post rivoluzionario dell’Ayatollah Khomeini nei confronti una donna intellettuale cresciuta a contatto con l’occidente.

Leggere Lolita a Teheran racconta lo svolgersi di un seminario realmente tenuto dalla scrittrice presso la propria casa ogni giovedì mattina, in segreto, a un gruppo di sette studentesse da lei scelte per spirito critico, passione e diversità di prospettive sulla vita e sul ruolo delle donne.

Attraverso una struttura a quattro capitoli, dedicati rispettivamente a uno scrittore o a un romanzo della letteratura anglo-americana (Lolita, Il grande Gatsby, James, Austen), il libro si rivela, al contempo, un’autobiografia, un testo di denuncia sociale, un metaromanzo e un saggio di letteratura.

Tale natura complessa eppur organica fa dell’opera un capolavoro.

Le discussioni e le riflessioni che si susseguono scostano la tenda di Ingres, facendoci sedere in un harem connotato non dalla seduzione verso l’uomo, secondo il preconcetto occidentale, ma dalla coesione di quante, novelle Sherazad, hanno compreso il potere della immaginazione e della parola.

In una società fondata sulla dittatura, infatti, niente è più pericoloso della letteratura, in quanto consente l’astrazione in un mondo “altro” e la creazione di uno spazio magico in cui tutto è possibile.

Se si vuole che le menti, schermate da un velo frutto di un’imposizione e non di una libera e rispettabile scelta, vivano una realtà in bianco e nero, dimenticando i colori della libertà, è necessario non far operare confronti che portano ad una visione critica del reale.

Durante la lettura del romanzo, ho ricordato i versi recitati sommessamente nelle latrine dei lager nazisti, dove i prigionieri, sicuri che le guardie non avrebbero resistito al tanfo, ricordavano di essere umani attraverso l’arte come epifania della verità.

Le giovani donne iraniane, liberate le unghie pittate dai guanti, si confronteranno su temi culturali e si denuderanno, fra tè e pasticcini, di paure, sogni, progetti.
Figlie di donne con maggiore autonomia e non costrette a sposarsi confesseranno soprusi e violenze scoprendosi affini ai personaggi dei romanzi sfidati a non soccombere a autorità che ne annullano la volontà e l’identità.

Immagino, ergo sono.
Mille e una parola. Mille e un sogno.
Umpsilamba a tutti.

Se non sapete che significa, immaginatelo.

 

 

La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell’Uomo venga aggiunta la voce: diritto all’immaginazione.
[…] Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri.”

Link d’acquisto

https://www.amazon.it/Leggere-Lolita-Teheran-Azar-Nafisi/dp/8845921549

Sinossi

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell’impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura.

È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti.

Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d’amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

Titolo: Leggere Lolita a Teheran
Autore: Azar Nafisi
Edizione: Adelphi 2004

 

Commenti: 1

  1. ilariabiondi ha detto:

    Un romanzo bellissimo, letto alcuni anni fa, che hai saputo riraccontare con il tuo consueto accento incantato e con lucida capacità d’analisi. Grazie Emma cara

Aggiungi il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.