“Cria da Marè – Marielle Franco. Una donna, il potere, l’amore” di Anna Macrì e Emanuela Bianchi

Donne. Semplicemente.

“Cria da Marè – Marielle Franco.

Una donna, il potere, l’amore”

di Anna Macrì e Emanuela Bianchi

A cura di Emma Fenu

 Marielle

“Tremerai, Morte quando verrai a prendermi avrai paura a farlo quando la Vita ti dirà quanto e come io l’abbia amata e difesa…”

Cria da Marè

Io sono perché voi siete

“Cria da Marè – Marielle Franco. Una donna, il potere, l’amore” è un’opera di teatro musica che andrà in scena giovedì 23 agosto, alle 22.00, presso il parco Scolacium di Borgia, in provincia di Catanzaro.
Il progetto è inserito nel Festival Armonie d’Arte in coproduzione con Confine Incerto.
Il testo è di Anna Macrì, scrittrice e attrice impegnata contro la violenza di genere; il ruolo di creative work trainer è di Emanuela Bianchi, che ha reso il pezzo idoneo al teatro; la direzione musicale è affidata a Demetrio Fortugno.

Affiancati da altri musicisti, quali Marinella Rodà, autrice della meravigliosa canzone A libertà, Alessandro Calcaramo Giuseppe Manti e Giuseppe Spanò, i tre fautori dell’opera, che definiscono la propria regia “orizzontale” in quanto nessuno è dominante, appaiono sulla scena non limitandosi ad agire dietro le quinte dello spettacolo.

 Marielle Franco fu.

Il passato remoto addolora e pretende una pausa.

Silenzio.

In lontananza l’eco di un Requiem universale.

Marielle Franco è.

Voci.

Attorno le note di un canto antico eppur nuovo, in cui calabrese e brasiliano si fondono.

Il presente diventa il tempo della testimonianza e dell’impegno sociale e culturale, perché non esiste un passato concluso quando si vuole partorire il futuro, un futuro dalle fattezze di un figlio amato, da crescere libero e felice.

Marielle Franco, dunque, definita “figlia della Marea”, fu consigliera comunale di Rio De Janeiro uccisa con quattro colpi di pistola il 14 marzo 2018.

Donna, nera, ragazza madre, attivista e omosessuale dichiarata, Marielle ha difeso con coraggio i diritti delle minoranze, schierandosi con i poveri, gli emarginati, i minori e le donne abusate, la delinquenza, il narcotraffico e la connivenza fra malavita e autorità.

Marielle Franco, eppure, è ancora perché “eu sou porque nos somos” ossia “io sono perché voi siete”, all’interno di una rete di connessioni e rimandi e di uno specchio che ci riflette e ci invita a superare la superficie per crearlo quel paese delle meraviglie per il sogno del quale si può morire e si deve vivere.
Marielle

Anna Macrì

Siamo tutte figlie di Eva

Ci racconta Anna Macrì in merito al messaggio interculturale dell’opera, che è stata sviluppata in due mesi, richiedendo enorme lavoro e indiscusso talento:

Ho appreso della morte di Marielle con rabbia e sconforto, nonostante, o meglio proprio perché, io sia ben avvezza a storie strazianti che hanno come scenario la mia Calabria.

Dopo aver scritto “Malamore”, ho voluto studiare il terribile fenomeno della violenza di genere in tutto il mondo.

La violenza non ha territorialità, è trasversale: ovunque le donne sono un’arma di controllo in mano alla società capitalista.

Certo, cambia il contesto specifico, poiché in Brasile la violenza è “sociale” mentre in Italia è “domestica”.

Eppure il futuro ci appartiene. A noi, donne e uomini figli di una stessa Storia.

Maturando la consapevolezza del sistema distorto in cui viviamo, possiamo iniziare a scardinare ogni soppressione di diritti e ogni stereotipo sessista.

Le donne, infatti, non sono mai stanche di educare gli altri e se stesse, sanno dare la vita e combattere per essa.

La resilienza, la gioia e la malinconia

Marielle

Aggiunge Anna Macrì:

Marielle aveva una grande gioia di vivere, quella tipica del popolo brasiliano che convive quotidianamente con la violenza eppure, pur non rassegnandosi, non di dispera.

In un’atmosfera anche ironica e giocosa, le figure sul palco raccontano sentimenti universali: la saudage, intesa come malinconia e mancanza dell’indefinibile ma viscerale perduto, appartiene anche alla cultura calabrese.

Non a caso le parole e le musiche si fondono armonicamente. Siamo tutti resilienti, sopravvissuti al dolore e pronti a ricominciare.

Avremo una canzone di Caetano Veloso, il quale si è emozionato nel sapere di Cria da Marè, tanto da chiederci di tenerci in contatto.

Cinque pallottole

In un’opera ricca di simboli e rimandi alla Donna (e al potere che essa detiene sulla nascita, di figli di carne e di idee, e all’amore che essa elargisce, crea e trasforma come Dea mitica), il numero cinque non può non indurci alla riflessione.
Cinque pallottole: quattro uccisero Marielle, una ferì tutti noi.

Cinque proposte di legge per i diritti di tutti.

Cinque le dita della mano per stringerci in una catena.

Cinque i continenti di una sola Terra Madre.

Cinque gli elementi, con l’etere a renderci in bilico fra cielo e abisso.

Cinque i giorni che precedettero la creazione delle acque del mare, simbolo del tutto cosmico da cui ha origine la vita.

Cinque passi sulla scena, a misurare il tempo.

“Isabel è fuggita dalla miseria, pensava di trovare l’eldorado a Rio… ha trovato una cabina di guida di un camion, le sue grida sono state soffocate dal peso di un corpo fetido… un pezzo di carne negra non vale niente…

Isabel ha versato lacrime e si è nascosta, dagli squadroni della morte pagati dai negozianti, dalle bestie che hanno usato il suo corpicino… uno, due, tre, quattro, cinque… dalla vergogna del suo ventre gonfio.

Una vita che l’ha uccisa, infine.

Ha urlato mentre le tiravano il feto dal ventre.

Isabel non piange più.

Isabel non ha più lacrime.”

Cria da Marè

Lo spettacolo sarà seguito da un dibattito sull’integrazione sociale e sul Brasile con Francesco Brancatella, Lindara Nobre Costa, Gloria Pavia e la partecipazione straordinaria di Monica Tereza Benicio, compagna di Marielle.

Marielle

Marielle

Marielle

Demetrio Fortugno

Marielle

Giuseppe Manti

Marielle

Giuseppe Spanò

Marielle

Alessandro Calcaramo

Marielle

Marinella Rodà

 

Nessun commento

Aggiungi il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.