“Bella come me” di Maria Luisa Malerba

Donne. Semplicemente.

“Bella come me” di Maria Luisa Malerba

Hai radi boccoli chiari e gli occhi di un colore incerto.

Saranno grigi? Scuri? Forse sono azzurri come i miei e come il cielo.

La levatrice, che poco fa è venuta a tirarti fuori dal mio ventre, ha detto che questo non mi deve interessare.

Qui in convento, in questi mesi, mi hanno fatto riprendere le lezioni di ricamo e di cucito.

Le monache realizzano lavori meravigliosi che poi danno ai poveri.

Madre dice che se le riempi di quattrini e ossequi sanno anche essere molto discrete.

Ora ritornerò ai miei mestieri femminili con più assiduità, questo dice Madre.

Sono felice di poter ritornare in famiglia finalmente!

Hai una manina così piccola che mi afferra il dito! Non vuoi proprio lasciarlo andare!

Tu mi piaci, sei dolce, ma Padre è irremovibile e furioso.

Poco fa, mentre la levatrice ti avvolgeva nelle fasce, ho origliato da dietro alla porta.

Padre stava parlando di noi con la Madre Superiora; ho udito frasi sparse qua e là: “la creatura alla rota… una figlia della Madonna”; “la giovinetta è troppo allegra”; “deve fare un buon matrimonio”; “piange un po’ e le passa”; “tante messe e tante Ave Maria”.

Stanotte già ci separano, piccola, stanno venendo.

Peccato, avrei giocato con te.

Secondo me diventerai bella. Forse, un giorno, se ti vedrò, ti riconoscerò perché sarai bella come me.

 

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