“Insieme” – di Erika Zerbini, illustrazioni di Michela Turri

Donne. Semplicemente.

Insieme

“Insieme” – di Erika Zerbini

Recensione di Serena Savarelli

Insieme

Insieme” è un piccolo albo illustrato destinato alle famiglie che vivono il lutto perinatale. Il lutto perinatale colpisce tutti i membri della famiglia, compresi i fratelli e sorelle che sono in attesa di conoscere il nuovo arrivo. Per i genitori è, spesso, complicato spiegare ai loro bimbi l’accaduto, quando anche loro stessi sono avvolti in tanto dolore. Questo dolore viene percepito dai bambini che si pongono nelle loro menti domande alle quali non sempre sanno dare risposte, restando soli a gestire la sofferenza, tra frustrazione, rabbia e confusione.

Questo albo contiene parole che possono essere condivise, offrendo un punto di riferimento comune fra genitori e figli, dal quale ripartire per ritrovare fiducia nel futuro

Erika Zerbini, genovese, classe ’76 è mamma e moglie, ha vissuto direttamente il lutto perinatale, definendo, lei stessa, questo evento come aprire lo sguardo su un mondo che non conosceva:

un mondo intenso, contraddittorio, variegato, colmo di emozioni. Un mondo che si racconta poco, pur essendo una delle più profonde chiavi di volta per tantissime famiglie. [] Una materia affascinante proprio per lintensità delle emozioni che la abitano, per il profondo legame con cui unisce vita e morte, amore e dolore, passato e futuro, genitori e figli. [] Il lutto perinatale non è un percorso di solo dolore, è anche un viaggio straordinario e intenso, che può portare lontano, in un luogo in cui avere fiducia che, qualunque cosa accada, ci si può ancora sentire felici.

L’autrice lascia quindi in eredità ai propri figli uno strumento per fare i conti con questa realtà, se mai dovessero trovarsi di fronte a essa, perché non è raro perdere un figlio durante la gravidanza o subito dopo il parto.

Insieme” è un albo che parla di famiglia, di amore condiviso quando sogni e progetti si scontrano con la perdita, il lutto e il dolore. In questa sofferenza i legami, inizialmente, si spezzano, ma la famiglia ha la possibilità di riconoscersi attraverso le diverse modalità di rielaborazione. È proprio in quel punto che la tristezza fa meno male quando è compartecipata tra adulti e bambini.

Insieme” sono pagine nelle quali i disegni abbracciano poche parole che racchiudono enormi significati e spaziano parlando di vita reale. Un manuale breve e diretto, che ha il sapore di una favola e il profumo semplice di un aspetto della vita, facilmente comprensibile anche da un bambino.

Di queste parole cito quelle che, nella mia esperienza di mamma e ostetrica, sono state utili per entrare a fondo nel tema del lutto perinatale.

Insieme

 Insieme indica compagnia o convivenza, una visione o considerazione complessiva, compattezza e totalità; coesione e fusione di diversi elementi di un complesso. Dal latino insimul, inc. con semel “una volta”. Una volta qualcuno ha costruito una famiglia, perché insieme siamo una famiglia e:

Insieme siamo diventati grandi

 Una famiglia cresce: numericamente e come percorso che modifica e incrementa le relazioni; i ruoli dei membri della famiglia sono ininterrottamente in evoluzione. Cresce la responsabilità, cresce il valore di ciò che ognuno dà di sé all’interno della famiglia. La donna diventa compagna e madre; l’uomo compagno e padre. I singoli crescono come coppia e poi come genitori. La famiglia cresce, diventa grande perché evolve nel percorso di vita condiviso dai singoli membri.

Insieme abbiamo atteso il tuo fratellino

 Insieme è un cammino fatto di progetti, di attese e di scoperte, dove anche i più piccoli acquistano ruoli nuovi e iniziano a essere chiamati fratello o sorella maggiore. Cosa pensa la mente di un bambino alla notizia che la propria mamma è in attesa? Certo dipende dall’età del bambino, ma già nella donna tutto comincia in modo surreale, in lui, probabilmente, c’è tanto di magico e d’incomprensibile allo stesso tempo.

Insieme abbiamo scoperto che non lo avremmo mai abbracciato e ci siamo stretti forte

 In una famiglia, come nella vita di tutti, spesso le scelte prese o i progetti immaginati prendono un corso inaspettato. È la vita che decide per tutti, è il dolore che sprona una famiglia ad abbracciarsi per sopravvivere all’urto che scuote ogni membro, in modo diverso. La vita fa vivere l’impensabile e la sofferenza è la variabile che incide indelebilmente negli animi.

Tu ci hai chiesto dove fosse finito: dove va chi muore?

 Quanti genitori o quanti adulti hanno avuto paura di parlare ai bambini di morte e di fine? Una paura che nasce sempre dal senso di protezione che i grandi hanno per i piccini, perché loro devono star bene e soffrire il meno possibile. La verità è che non ci sono emozioni sbagliate o negative da rifuggire. Esistono emozioni spiacevoli e piacevoli; per quelle spiacevoli ognuno sarà in grado di raccontare una storia, in base a ciò che crede nella vita.

Il bambino è un viticcio che ha necessità di aggrapparsi a un adulto che non gli mente, che lo tratta come persona in grado di comprendere o come individuo che non deve essere avvolto nell’ovatta per attutire i colpi che comunque la vita infliggerà su di lui.

Il bambino necessita di un adulto in grado di parlare della vita e delle sue sfaccettature senza mistero, con un linguaggio semplice e diretto, dove sono proprio le descrizioni delle emozioni reciproche ha tirare le fila del discorso.

“Dove va chi muore?”

Bastano poche parole per rispondere. Prima di tutto nel proprio cuore. Un percorso intimo e che miscela le sensazioni, anche nell’animo di un bambino e starlo ad ascoltare lenisce il suo dolore.

Non serve avere paura della morte se fa parte della vita. Non è utile nascondere che spesso la vita è lasciata prima ancora di nascere oppure appena nati. Ciò che svanisce è l’immaginario di come sarebbe stato se… ciò che resta è l’insieme di ciò che si prova. In quella condivisione, intensa e irripetibile, prende vita una nuova realtà, che:

Insieme stiamo scoprendo quanto grande può diventare lAmore

Insieme stiamo scoprendo quante forme diverse può avere lAmore

 Perché il dolore è un’altra grande espressione dell’Amore. Quello con la lettera A maiuscola; quello che si percepisce quanto perdi chi ami; quello che ha il profumo pungente dell’inaspettato, ma che è accaduto e il sapore del surreale che impone di scavare a fondo nell’animo per non essere sommersi dalla tristezza; quello che avvolge con la semplicità disarmante che:

Insieme stiamo scoprendo che se ci abbracciamo la tristezza fa meno male

 Non importa essere adulti o bambini per sperimentare gli effetti del dolore. Il non farlo produce stasi, decidere di procedere porta evoluzione nell’essere persona, evolvere amplia il raggio d’azione e dona aiuto agli altri.

Ecco l’enorme verità. Vivere un dolore, un’esperienza intensa e superare la tristezza, elevando l’anima, aumenta il desiderio di dare strumenti a chi ne ha bisogno e a chi si trova nella stessa situazione.

Condividere un dolore genera opera.

Quando io penso al lutto perinatale, immediatamente vado a ritroso con i ricordi e arrivo all’anno  1999. Mi stavo diplomando da ostetrica e svolgevo il mio tirocinio in sala parto.

Era notte e le parole dell’ostetrica di turno, la più anziana del gruppo, rimbombano ancora nella mia testa, chiare e nette: “Assisti pure da sola questo parto! Tanto non puoi fare nessun danno!”

Non conoscevo la sigla MEF, non sapevo quale fosse, allora, il sostegno più adeguato da offrire a una coppia che avrebbe accolto la morte e non la vita. Cosa fare di fronte al dolore? Quali parole donare? Quali gesti condividere?

Nessuna lezione, nessun tirocinio per spiegare il lutto perinatale. E’ facile parlare di fisiologia del parto o di emergenza ostetrica. In quegli anni il tema toccare il dolore emotivo della persona era un argomento non trattato.

Per questo motivo scelsi di fare la tesi di laurea sul lutto perinatale, perché tutte le future ostetriche devono essere in grado di dare sostegno adeguato quando è la morte a essere accolta e non la vita. E, in seguito, da ostetrica mi sono impegnata in ogni progetto che riguardasse l’elaborazione del lutto e il sostegno post perdita.

L’arte ostetrica è maieutica e lo è sopratutto di fronte al dolore, quando è in grado di suscitare dagli animi di chi soffre, quelle verità che spesso non si è consapevoli di possedere per superare il dolore.

Erika Zerbini con “Insieme” ha donato ai genitori uno strumento semplice, ma essenziale per unire grandi e piccini in un abbraccio consapevole e che porta rinascita, dopo la tempesta.

Lo ha donato anche agli operatori e alle persone che ruotano attorno a una famiglia che soffre, perché è bene sempre ricordare che usando il cuore e la comprensione è possibile, insieme e reciprocamente, donare Amore.

Insieme

https://www.amazon.it/Insieme-Erika-Zerbini/dp/8827822232

Data di uscita: 2018
Pagine: 40
Copertina: morbida
editore: Youcanprint
ISBN: 9788827822234

Sinossi:

“Insieme” è un piccolo albo illustrato destinato alle famiglie che vivono il lutto perinatale. Il lutto perinatale è un evento particolarmente doloroso che colpisce tutti i membri della famiglia, compresi i figli in attesa di conoscere il fratellino o la sorellina in arrivo. Per i genitori è complesso trovare le parole con cui spiegare ai loro bimbi cosa sia accaduto: spesso si tratta di un evento molto difficile da raccontare anche a loro stessi e non di rado questa esperienza resta avvolta da un silenzio doloroso. Tuttavia proprio in questo modo è negata ai piccoli la possibilità di cercare e trovare risposte alle domande che si aggirano nella loro mente, di esprimere la loro frustrazione, rabbia e confusione. Restano soli a gestire una sofferenza che percepiscono anche nei genitori. Questo piccolo albo contiene alcune di quelle parole che spesso è così faticoso trovare e pronunciare. Parole che possono essere condivise, offrendo un punto di riferimento comune fra genitori e figli, dal quale ripartire per ritrovare la fiducia nel futuro.

 

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