Il tè del venerdì con Enrico De Luca

Pubblicato da Antonia Romagnoli il

Il tè del venerdì con Enrico De Luca

Oggi il nostro tè ci porta ben tre ospiti, uno in carne e ossa, Enrico De Luca, traduttore, una in spirito, l’autrice Lucy Maud Montgomery, e una evocata dal nostro immaginario. Quest’ultima, ospite veramente speciale, ha accompagnato nella crescita generazioni di fanciulle, insegnando quanto è prezioso il dono della fantasia, ma soprattutto quanto è importante perseguire i propri sogni. Lei è Anna Shirley, nota come Anna dai capelli rossi, Anna dai Tetti Verdi, e oggi, nella traduzione integrale di Enrico de Luca, Anne di Tetti Verdi, titolo fedele all’originale Anne of Green Gables.

Ciao Enrico e benvenuto nel nostro salottino per il consueto appuntamento per il tè del venerdì.

Oggi l’intervista verterà in parte su di te e in parte sul tuo lavoro di traduttore, in particolare sulla “protagonista” delle tue ricerche…

tè del venerdì

Cominciamo con la domanda personale: Chi è Enrico De Luca? Come sei arrivato al lavoro di traduttore, e perché ti sei appassionato in particolare alle opere di L. M. Montgomery?

Buon pomeriggio e grazie per avermi invitato a prendere un tè virtuale con voi! In primis mi reputo un lettore onnivoro e anche abbastanza famelico, lo sono sempre stato e immagino che questa situazione è destinata a perdurare nel tempo. Nel 2008 decisi di offrire un tributo al “mio” autore, Charles Dickens, e così mi misi all᾽opera nel tentativo di offrire una mia personale e rispettosa lettura del suo celebre A Christmas Carol che è uscito in edizione annotata l᾽anno dopo per i tipi di Caravaggio Editore (ed è stato ristampato quest᾽anno). E questo è stato l᾽inizio di tutto. O almeno di tutto quello che riguarda il mio rapporto con la traduzione in pubblico, ma la traduzione è per me una passione che ho coltivato in privato fin da quando ero ragazzino e mi piaceva confrontare le edizioni di uno stesso classico straniero; spesso alla domanda: “Perché lo ricompri se ce l᾽hai già?”, ero solito rispondere: “Ma questo è diverso!” Poi a vent᾽anni ho seguito un corso universitario sulla teoria e sulla prassi della traduzione letteraria e poetica con il compianto Emilio Mattioli, e da lì ho iniziato a prendere più seriamente la cosa. L᾽incontro con la produzione di Lucy Maud Montgomery è invece avvenuto abbastanza tardi, dopo i trent᾽anni, ed è stato alimentato negli anni da ricerche e studi, perché quando prendo a cuore un argomento e/o un autore sento la necessità di approfondire con un certo scrupolo.

anne di tetti verdi enrico de luca

La tua ultima traduzione riguarda un’opera molto famosa e in questo periodo tornata in auge. Chi è Anne? Com’è stato dar voce a questo personaggio?

Negli anni passati, come ho accennato, ho iniziato a studiare la ricezione delle opere di Lucy Maud Montgomery nel nostro paese, e ho notato una situazione per certi aspetti anomala, che perdura da quasi mezzo secolo e che riguarda la fortuna della saga di Anne Shirley (indicativa è la tardiva traduzione di Anne of Green Gables, per esempio, avvenuta solo per tramite del Giappone). Documentandomi su fonti primarie, cioè i preziosissimi diari – The complete Journals – e l᾽epistolario di L. M. Montgomery, e consultando l᾽ottima biografia della specialista Mary Henley Rubio (The gift of wings) e i tre interessanti volumi curati da Benjamin Lefebvre, mi sono accorto che le notizie sull᾽autrice e sulla sua produzione, che vengono reiterate in rete e che rimbalzano senza controllo, non sono tutte degne di attenzione né tutte completamente veritiere.

Sul finire dello scorso anno, ho così deciso di scendere in campo e mettere in pratica quell᾽idea che mi balenò intorno al 2008, cioè curare un᾽edizione italiana del romanzo più famoso della scrittrice canadese, che tentasse di presentare per la prima volta un testo filologicamente corretto e una traduzione non adattiva e/o con omissioni e/o banalizzazioni, come ne presentano tutte le edizioni italiane in modi e maniere diverse, nessuna esclusa. Inoltre ho pensato che sarebbe stato opportuno corredare il testo di un apparato di note utili a guidare il lettore italiano in una migliore comprensione di alcuni aspetti del romanzo e delle molteplici allusioni e citazioni poetiche e letterarie spesso omesse o banalizzate nelle versioni nostrane. Anne è un personaggio straordinariamente originale, tanto da essere riuscita a colpire Mark Twain, che la definì «la più cara e la più toccante e adorabile ragazzina dall᾽immortale Alice», e ci insegna ancora molto.

Ci insegna ad amare la letteratura e la lettura per evadere, ci insegna come la vita può essere molto più interessante di come appare e che il modo in cui a essa guardiamo dipende in buona parte da noi, che gli errori sono fondamentali nella nostra crescita, che l᾽immaginazione è un dono straordinario e soprattutto che c᾽è sempre almeno una curva sulla strada che percorriamo, e per sapere cosa ci aspetta dopo di essa bisognerà svoltare, affrontando scelte anche molto difficili. Dare voce a questo personaggio è stato davvero emozionante e qualche volta anche un po᾽ difficile. Mi ritengo abbastanza soddisfatto del lavoro, ma rimango conscio del fatto che potrò ancora lavorarci per renderlo migliore.

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Ci racconti la “tua” Lucy Montgomery? Da dove nasce questo rapporto privilegiato con le sue opere?

In tutta sincerità non credo di avere un rapporto privilegiato con questa autrice canadese, ma non nascondo che gradisco molto il suo stile e la sua ironia che è la sua forza (e la peculiarità e il fulcro della sua intera produzione). Ho notato anch᾽io un risveglio dell᾽attenzione verso i romanzi di Montgomery in Italia, e ciò è encomiabile, ma ritengo che bisognerebbe dare più importanza sia alla scelta delle edizioni dei testi da tradurre (intendo le edizioni inglesi), sia alla spiegazione di alcuni punti del testo e soprattutto delle citazioni e delle allusioni poetiche e letterarie che il lettore moderno non riuscirebbe a cogliere senza una guida. Inoltre ritengo che i nomi delle abitazioni/proprietà vadano italianizzati, un po᾽ come avviene con le casate in Harry Potter, vi immaginate se si fossero lasciati i nomi inglesi? Quanti li avrebbero capiti? In pochissimi, credo. Ed è importante capire cosa significhino. Vi faccio un esempio pratico: molti mi hanno chiesto in questi mesi perché avessi usato il titolo – che per alcuni suonava persino brutto! – di Anne di Tetti Verdi. In Italia, lo sappiamo bene, il romanzo ha preso in prestito (arbitrariamente) il titolo dell᾽anime, cioè Anna dai capelli rossi (Akage no An, 1979), ma l᾽autrice avrebbe voluto che l᾽attenzione del lettore si concentrasse su un particolare fisico della protagonista. Montgomery voleva evidenziare sin dal titolo la presenza di un luogo di appartenenza, estremamente importante per l᾽orfanella che più volte lo evidenzia nel corso del romanzo. Questo luogo è Green Gables (una proprietà/fattoria che esiste realmente dove Anne Shirley vivrà dopo essere adottata). Le opzioni, per quel che riguarda la resa italiana, potrebbero essere due: o lasciare il titolo quasi inalterato Anne di Green Gables oppure renderlo con Anne di Tetti Verdi. Ora un lettore medio italiano potrebbe essere in grado di comprendere il significato del termine “gables”? Ma pur volendo tradurre quel “gables” alla lettera, lo stesso lettore medio italiano ne comprenderebbe appieno il significato? La traduzione letteraria, la più fedele, sarebbe Anne di Timpani Verdi (non abbaini come erroneamente qualcuno ha proposto in passato). Ma poiché nella vera fattoria dei Cuthbert timpani, frontoni e tetti sono dipinti di verde sono stato propenso a usare il più generico “tetti” al plurale e risolvere così il dilemma, certo di non essermi troppo allontanato dalla volontà dell᾽autrice.

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Che cosa vorresti trasmettere ai tuoi e suoi lettori in particolare?

Mi limiterei a sperare che i lettori riuscissero a notare il lavoro di preparazione che sta dietro questa edizione, sebbene non perfetta, ma perfettibile, nella quale vengono percorse strade fino a oggi ancora non percorse nel nostro paese e soprattutto spero si possano notare le talvolta macroscopiche differenze che ci sono con le altre edizioni.

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Quali saranno i tuoi prossimi lavori?

Se si escludono le pubblicazioni accademiche, nei prossimi lavori c᾽è di certo Anne di Avonlea, che uscirà a gennaio 2019 sempre per Lettere Animate, e un altro paio di titoli (uno di Montgomery e uno di un premio Nobel) che preferirei non rivelare al momento. L᾽editore Lettere Animate ha creduto in questo mio ampio e complesso progetto di tradurre tutti i titoli della saga dedicata ad Anne Shirley che sono in totale undici (9 romanzi e 2 raccolte di racconti), quindi una buona parte delle mie forze sarà assorbita in questo lavoro…

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E non può mancare la domanda finale: come prendi il tè?

In maniera non proprio british… spesso lo sorseggio sprofondato nella mia poltrona a sacco rossa. Lo trovo rilassante. E preferisco il classico tè al limone!

 

Ciao Enrico, grazie per averci fatto compagnia!

Enrico de Luca

Enrico De Luca lavora presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell᾽Università della Calabria e si occupa di filologia e metrica sia in àmbito letterario che musicale. Ha studiato un volgarizzamento anonimo trecentesco della Legenda Aurea, il Compendium di F. Baratella del quale ha curato un᾽edizione critica (Cesati 2017), le redazioni del Trattatello in laude di Dante di Boccaccio, i libretti di Leoncavallo e di Boito, etc. Ha pubblicato le edizioni dei libretti d᾽opera: Mameli di Belvederi-Leoncavallo e La Leggenda del Ponte di F. Leonetti, ha curato – insieme ad A. Daniele – un᾽antologia petrarchesca (Unicopli 2013) e le edizioni commentate di A Christmas Carol e del Grillo del Folocare di Dickens (Caravaggio 2009) e di Anne di Tetti Verdi (Lettere Animate 2018). È redattore di Interpres e collabora come recensore con La Rassegna della letteratura italiana e con il portale Filologia d᾽autore (Università di Siena).

Il tè del venerdì


Antonia Romagnoli

Antonia Romagnoli è blogger e scrittrice. Appassionata dell'800 inglese, gestisce il blog "Il salotto di Miss Darcy". Per Cultura al Femminile è webmaster e coordinatrice.

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