Tiziana Viganò – Intervista all’autrice

“Sinfonia nera in quattro tempi” di Tiziana Viganò Intervista di Ilaria Biondi “Sinfonia nera in quattro tempi”, un giallo classico-poliziesco di Tiziana Viganò, è stato presentato da Ilaria Biondi nell’ambito della manifestazione letteraria, poliziesca e gastronomica “I Sapori del giallo” tenutasi a Langhirano (PR) il 3 settembre 2016 Tiziana Viganò, milanese, è stata…

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“Incubo” di Wulf Dorn

Recensione di Chiara Minutillo

Autore: Wulf Dorn

Titolo: Incubo

Editore: Corbaccio

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Due bambini di cinque anni osservavano dalla staccionata del giardino il gatto dei vicini che aveva catturato un uccellino.

“I grandi. Ci raccontano le favole, ma non sono mica vere. Se adesso apriamo la pancia del gatto, l’uccellino non volerà via. Non è possibile, è morto. Il lupo ha denti molto più affilati di un gatto. Quindi la favola è una bugia e la tua mamma non ci ha detto la verità.”

“Forse voleva dire un’altra cosa” rifletté il bambino. “Le favole si raccontano per insegnare qualcosa”.

La bambina ci pensò su qualche istante, senza distogliere lo sguardo dal triste mucchietto di piume. “Ma allora il lupo non è un vero lupo” disse alla fine. “Forse significa un’altra cosa? Il lupo è vivo. Forse signfiica che Cappuccetto Rosso ha fatto qualcosa di male. E visto che è stata cattiva viene punita.”

Il bambino non era troppo convinto. “Ma la nonna non aveva fatto niente di male. Perché il lupo mangia anche lei?”

“Non è stata colpa sua” ribatté la bambina. “Ma, siccome Cappuccetto Rosso ha creduto al lupo e ha fatto qualcosa di male, anche alla nonna è capitato qualcosa di brutto.”

“Qualcosa di male” la corresse il bambino.

“Il male è da tutte le parti” dichiarò seria la bambina.

Il bambino aggrottò la fronte. “Ma allora che cosa c’entra il cacciatore? Se il lupo è il male, il cacciatore che cos’è?”

Una foresta davanti a lui. E le foreste nascondono sempre lupi. Reali o immaginari, piccoli o grandi. Bestie dai denti affilati, grondanti sangue. Bestie da incubo.

Incubo che si ripete. Ogni notte. Suoni, luci, forme oscure che rimandano a ricordi passati. Ricordi che non possono essere seppelliti. Ricordi che non possono essere ricordati. Perché non esistono. Come un incubo.

Un incubo che è solo nella sua immaginazione. Che assume sembianze reali. Che gioca con la sua mente e con ciò che essa contiene. O non contiene.

Orfano, con una leggera forma di autismo, a Simon non è rimasto altro che suo fratello, sua zia e un incubo che lo tormenta, presentando visioni anche quando è sveglio. Tutto sembra remargli contro. Tutti sembrano volerlo abbandonare. Tutti tranne Caro, bella, giovane, intraprendente. E il momento per riscattarsi agli occhi di tutti, soprattutto ai suoi, arriva quando nel piccolo centro di Falhenberg scompare una ragazza e un’altra viene aggredita. Improvvisamente, quella foresta dove si cercano funghi e si fanno gite in bicicletta assume le sembianze della tana del mostro, il covo del lupo. Lo scenario dell’incubo.

Diventato famoso con “La Psichiatra”, Wulf Dorn firma un nuovo psicothriller dal ritmo serrato, veloce, che non lascia fiato. Si addentra in luoghi fisici che i lettori affezionati già conoscono e, soprattutto, in quei luoghi della mente che a pochi è dato di comprendere. Un labirinto di specchi, dove tutto è reale eppure nulla è come sembra. Come in un incubo.

Incubo che nasce dalla mente, se ne impossessa, ci gioca, fino a bruciarla, rovinarla, scartarla. “Incubo” è nato nella mente dello scrittore tedesco, per poi infilarsi subdolamente in quella dei suoi lettori, giocare con il loro intuito, bruciarne le ipotesi, rovinarne le prove, scartare tutto per ricominciare daccapo.

Gioca, Dorn. Gioca con la mente e con l’istinto. Nasconde tutto eppure rivela ogni cosa, come un abile illusionista. L’incubo è un illusione. L’illusione di qualcosa di reale. Come un lupo dietro un cespuglio. O come un lupo dentro di noi.

Mostrò a Simon la pietra levigata che teneva in mano, e che risplendeva chiara sotto la luna. “Se si toglie lo strato superficiale, si scopre la vera forma sottostante” disse. “Allora è più facile comprendere. Ciascuno di noi reca in sé molti aspetti. Uno di questi è quello istintivo. Freud lo chiama Es. non è necessariamente cattivo, ma è importante controllarlo. Es è come il lupo cattivo delle favole. Finché dai ascolto alla ragione e ai sentimenti, e sai che può diventare pericoloso, non ti farà niente. Ma guai se gli lasci campo libero. Allora ti divora. A volte basta un solo istante. E, se poi non riconosci il tuo errore, le cose peggiorano ulteriormente.”

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SINOSSI

Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d’auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso ma, da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l’indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. Oscuro, inquietante, avvolgente, Incubo è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.

“I fiori rubati” di Silvestra Sorbera

“I fiori rubati. La seconda indagine del commissario Livia.” di Silvestra Sorbera Recensione di Carolina Colombi    E’  corretto definire I fiori rubati un giallo “soft”    Poiché lungo il corso della narrazione del racconto non trovano spazio scene cruente.  L’indagine condotta dal commissario Livia, sembra qualificare il libro come un giallo.  Quello…

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“Dieci minuti per uccidere” di Francesco Caringella

“Dieci minuti per uccidere” di Francesco Caringella

Recensione di Carolina Colombi

Dieci minuti per uccidere

Avvincente thriller di Francesco Caringella, dove hanno particolare rilievo i conflitti familiari.

 

 Il secondo romanzo di Francesco Caringella, Dieci minuti per uccidere, lo si potrebbe definire come un giallo sui generis che tratta soprattutto di conflitti familiari.

 

Colpito da un colpo d’arma da fuoco, da qualcuno che si è intrufolato nella sua villa, Antonio De Santis ha modo di riflettere. Sul perchè della sua morte, e anche della sua vita.

Nel breve spazio di dieci minuti, il protagonista del romanzo, rivive i momenti più salienti e significativi della sua vita.

Attimi in cui ripercorre il suo passato, mentre la morte, in agguato, attende di portare a termine il suo folle progetto.

 Ricco imprenditore pugliese, l’uomo ha deciso di cedere la propria attività all’insaputa della moglie e dei figli, ai quali è legato, da sempre, da un rapporto  conflittuale.

Conflitti che si sono accentuati in seguito a un drammatico evento che ha lacerato l’intera famiglia, e il cui rimorso perseguita De Santis.

Da quel momento l’uomo perde ogni interesse alla vita, nonostante continui a dedicarsi agli affari, nel tentativo di ricucire il doloroso strappo con i figli e la moglie.

“Una folata di vento, gelida, tagliente. Non soffro, sento solo freddo. La vita sta scivolando via dal mio corpo, acqua risucchiata in un vortice.”

  E’ per cercare di ristabilire un’antica armonia, frantumatasi molto tempo prima in seguito a conflitti familiari, che il protagonista organizza una cena con i suoi.

 

Un’ultima cena quindi, dopo di che l’uomo verrà ucciso.

Sarà proprio durante i dieci minuti che lo avvicinano alla propria morte, che l’uomo tenterà di capire chi può essere l’autore di tale misfatto.

Sarà un’analisi crudele quella che il protagonista si autoinfligge, analisi che lo porterà a considerare gli errori che ha compiuto, soprattutto verso la propria famiglia.

Pur amando moglie e figli di un amore viscerale ed esclusivo.

“Le parole hanno riecheggiato nell’aria, pesanti, irreversibili. E’ seguito il silenzio. Nessuna parola aveva senso, a quel punto.”

Giovinazzo e Trani rappresentano la location di Dieci minuti per uccidere.

C’è inoltre un excursus ambientale in Costa Azzurra, dove una vacanza felice si conclude in maniera tragica.

E da allora, nulla è più come prima.

Il tratteggio acuto e dettagliato dei personaggi fa di Dieci minuti per uccidere un ottimo giallo, da leggere e apprezzare.

Lo stile con cui Dieci minuti per uccidere è raccontato, appare ricco e corposo, singolare, nonostante le frasi brevi e secche.

Narrazione coinvolgente quindi, con un attento scavo psicologico dei vari personaggi e del protagonista.

Un intreccio di complesse dinamiche familiari, che portano la vittima, e con lui il lettore, a sospettare tutti come possibili assassini.

Motivo per cui, il finale non è per nulla scontato.

 

Dieci minuti per uccidere – scheda del libro
Titolo: Dieci minuti per uccidere
Autore: Francesco Caringella
Genere: gialli
Editore: Newton Compton editore
Anno: 2015
Pagine: 243

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Sinossi

Nascosto nell’ombra qualcuno ha sparato ad Antonio De Santis, imprenditore pugliese. Durante i dieci minuti che impiega per morire, l’uomo si interroga su coloro che possono aver compiuto l’atto criminale. Ripercorre, in quel breve spazio di tempo, gioie e dolori che hanno attraversato la sua esistenza.