“Annalena Bilsini” di Grazia Deledda

Semplicemente, donne.

“Annalena Bilsini” di Grazia Deledda

“Annalena Bilsini” di Grazia Deledda

recensione di Tommasina Soraci

Autore: Grazia Deledda

Titolo: ANNALENA BILSINI

Edizione: Illisso, 2007

Bilsini

Qualche mese fa, la mia libraia di riferimento mi ha consigliato un romanzo poco noto di Grazia Deledda, Annalena Bilsini .

Per la prima volta, mi trovo tra le mani un testo non ambientato in Sardegna ma in Romagna (a Cervia Deledda trascorreva spesso le vacanze estive).

In questa terra che sa essere generosa con chi la lavora con fatica e passione,vicino al grande fiume, si snoda la storia della famiglia Bislini che cerca fortuna andando a mezzadria sui terreni di un ricco possidente di città.

Il romanzo, come molti di Deledda, è corale ma vi spicca, stagliata come un’antica madre, Annalena: già prima di arrivare a destinazione, evita un incidente che poteva essere grave, tra il carretto con le masserizie della famiglia e un camion rombante.

È lei che, con mano ferma, guida i figli, la nuora, i bambini, che affronta ogni fatica, ogni difficoltà e pretende la stessa dedizione al lavoro e alla terra da parte di tutti, si dimostra rispettosa solo col vecchio zio Dionisio, patriarca infermo della numerosa famiglia.

Ma dietro lo schermo della durezza, quella delle madri antiche che amavano visceralmente i propri figli senza mai abbandonarsi a gesti di affetto, Deledda ci fa, per un attimo scoprire la donna, nell’attrazione sensuale, erotica nei confronti del proprietario del fondo che si sente anch’egli attratto da lei.

Ma tutto deve rimanere compresso, seppellito dentro il cuore e le viscere, quasi un non finito scultoreo.

La sua ostinazione, la sua forza, la sua capacità innata di sedare i contrasti familiari senza tanti psicologismi, sarà premiata quando alla festa per il battesimo dell’ultima arrivata saranno presenti i notabili del paese e Annalena si sentirà chiamare “siòra”, con meraviglia anzi quasi con fastidio.

Passa sullo sfondo la Storia, quella dei libri, dalla grande guerra all’avvento del fascismo.

Lo stile somiglia ad Annalena: sobrio, scarno, lontanissimo dal dannunzianesimo imperante eppure, alla fine, resta l’impressione del non finito, di una narrazione non conclusa che è poi la cifra di tutto il libro e il suo fascino.

Emilio Cecchi, all’epoca, scrisse: Annalena Bilsini si inserisce a pieno titolo in quella fase della narrativa deleddiana in cui prevalgono situazioni indiziarie, impalpabili, animate di allusioni più che di fatti, e di reticenze più che di parole.

(un invito: se capitate in Umbria, non mancate di fare un salto alla Libreria Musica e Libri di Bastia Umbra nei pressi di Assisi. Troverete Anna e Dario due persone speciali che fanno onore ai librai indipendenti italiani).

Titolo:  “Annalena Bilsini”
Autore: Grazia Deledda
Edizione: Illisso, 2007
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