“C’era ancora il podestà” di Mery Carol

Contest Amarcord

Quella sera mia zia Pina si coricò nel nostro letto tutta vestita. Recitammo le preghiere come sempre; mi diede il bacio della buonanotte e si girò sul fianco dandomi le spalle. Non mi piacque, dato che, di solito, dormivamo abbracciate. Qualcosa mi diceva che dovevo stare all’erta. Fingevo di dormire quando la sentii scendere dal letto. Attraversò la stanza con passo felpato.
Un raggio di luna, che s’infiltrava da una fessura della finestra, mi permise di vedere che si toglieva la gonna per indossare un paio di pantaloni alla zuava.
Sulla camicetta mise un grosso maglione dal collo alto, in testa un berretto, che quasi le copriva gli occhi e ai piedi un paio di scarponi.
Si accertò che io dormissi, poi, con cautela, tirò da sotto il letto una cesta o qualcosa del genere e si diresse alla porta. Sentivo che toglieva il paletto; lo posò da un lato e girò lentamente la maniglia. Tirò un po’ la porta, ma non si aprì, tirò più forte e più forte ancora: non si aprì! Frugò in un cassetto, poi dischiuse la finestra e guardò fuori, la richiuse e tornò alla porta chiusa a chiave. Dalla strada qualcuno fischiò in sordina. Sentii dei passi affrettarsi sotto casa nel vicolo infestato dalla gramigna, poi il rombo di un motore. Ancora un fischio e la voce di mia nonna:
«Andatevene. Non abbiamo né uova né farina».
Mamma e figlia discutevano animatamente seppure a bassa voce. Zia Pina piangeva. Mi misi seduta sul letto e cominciai a piangere anch’io. La nonna mi consolò portandomi nel lettone con lei.
Per un po’ sentii mio nonno russare. Non ricordo altro di quella notte.
Molti anni dopo seppi che in quella cesta, sotto le pannocchie e le noci, c’erano due pistole e quattro bombe a mano. 

Categorie: Racconti

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne.Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie.Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

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