“Amore a piene mani” di Giuseppina Carta

Semplicemente, donne.

“Amore a piene mani” di Giuseppina Carta

“Amore a piene mani”

di Giuseppina Carta

recensione di Emma Fenu

mani

Ho appena aperto gli occhi ad un nuovo giorno.

I ricordi di ieri mi danzano ancora nell’anima: parole e musica non sognate, ma vissute in un sogno reale.

 In occasione della presentazione del libro di poesie di Giuseppina Carta, Amore a piene mani, ci si ritrova insieme per ricordarci la bellezza dell’essere donne e uomini.

Non perfetti. Non sempre felici. Non senza rimpianti.

Eppure figli di Terra e Cielo, dimidiati fra ombra e luce, fra animus maschile e anima femminile.

Bisognosi di Poesia perché, dalla contingente grotta delle ombre, aspiriamo al mondo infinito delle idee, quello del mito che coviamo dentro e che covammo in passato, nel tempo degli dei e degli eroi, e che coveremo in futuro, nell’attesa di una nuova età dell’oro, quando il puer che ci abita sarà libero.

Giuseppina Carta, donna di arte, si racconta, si mette a nudo, si toglie perfino la pelle per donarci il sangue dell’anima.

Narra in versi di amore, di gioia, di dolore, di struggimento, di nostalgia, di mancanza, di anelito, di speranza.

Di Vita.

E mentre ascoltiamo, presso il centro culturale Arte Kaos & Poesia di Sassari,  la storia diventa universale, fino a trasformarsi in esperienza intima e personale.

La poesia è in noi e ci racconta.

Anche io appartengo all’autunno, anche io sono roccia, anche io brucio di amore ingombrante, anche cerco “quel senso in più”.

Anche io, anche voi.

Anche io sono nelle mani della poetessa, a ricevere amore, e a elargirlo.

Anche nell’apparente silenzio o nelle poche parole che volano sulla superficie, ci si guarda negli occhi.

 Gavino Puggioni, relatore dell’evento con Giovanni Andrea Negrotti, entrambi poeti, ce lo ha insegnato.

Tre componimenti sono tradotti mirabilmente in lingua sarda da Nicola Loi, che fa della parola melodia arcana e ancestrale di madri di acqua e granito che ci generarono, in epoche lontane che oggi sono vive nell’identità.

Vi lascio con una poesia che incarna lo spirito di Cultura al Femminile.

 Noi siamo Donne che non riceviamo mimose, ma che le partoriamo, generando una storia che si snoda di madre in figlia, in eterno, per disegnare un futuro che ci renda regine di amore:

La tua mano semina mimose.

Sei terra

sublime donna

dall’utero fecondo

rifugio tranquillo

il tuo grembo.

Acqua trasparente

il tuo sguardo

soffio di primavera

un tuo sorriso

fuoco selvaggio

di emozioni

fili colorati

di fantasia.

La tua mano

semina mimose

ricordi di abusi e difficoltà

storie di coraggio

ed emancipazione.”

 

Titolo: Amore a piene mani
Autore: Giuseppina Carta
Edizione: N.O.S.M., 2017

 

 

 

 

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