“L’esercito delle cose inutili” di Paola Mastracola

Semplicemente, donne.

“L’esercito delle cose inutili” di Paola Mastracola

“L’esercito delle cose inutili” di Paola Mastrocola

Recensione di Lina Mazzotti

Raimond

 

L’esercito delle cose inutili è una meravigliosa favola, ma è anche un romanzo ricco di significati e di riflessioni.

In una giornata molto fredda di dicembre lungo una strada avviene l’incontro tra l’asino Raimond e Res un vecchio libro, ammuffito e impolverato lasciato in scaffali di solitudine.

Raimond è un anziano asino cocciuto che ha trascorso tutta la vita a lavorare instancabilmente, non ha fatto altro che portare pesi  per costruire case. Poi ha trasportato valigie e i bauli dei turisti, sulla sua meravigliosa isola greca, dal porto all’hotel.

Ma passa il tempo e diventato vecchio viene mandato via.

Ora è un asino ramingo, con nostalgie,  rimorsi e tanti ricordi e un dolore profondo nel sentirsi inutile, percependo vicina la  fine.

Res è in viaggio verso il “Paese delle cose inutili” e riesce a convincere l’attempato Raimond ad andare con lui. Nella strana cittadina di “Variponti” vive un’umanità che non si pone il problema di essere utile o inutile. E’ diviso per prati e categorie diverse; trapiantatori di primule, giocolieri dei semafori, occupatori di panchine ma anche musicisti e pensionati…Tutte persone che vorrebbero continuare a lavorare senza un guadagno ma solo per dare un senso alla vita. Un territorio dell’ inverosimile in un angolo di mondo dove tutti sono “superflui” ma dove globalmente si impegnano a imparare l’arte di sopportare l’infruttuosità e a dare il giusto valore alla vita per essere felici.

Nella storia conosciamo Guglielmo un ragazzino che in dono riceve l’adozione di Raimond e in breve tempo diventano amici e confidenti. Ogni settimana Raimond riceve una sua lettera e le distanze si uniscono e utile e inutile si mischiano e diventano speranza. Due solitudini che si riconoscono e l’asino si riappropria di un ruolo e diventa il salvatore del ragazzo introverso e non capito dalla famiglia, perseguitato dai compagni di scuola.

Così il vuoto dell’asino si riempie.

 Ma che cos’è il vuoto in questo mondo di oggi? E l’inutile e l’utile? Come ci prepariamo a quando non riusciremo più a essere competitivi o quando non lavoreremo più? Questo libro ci stimola a riflettere su temi attuali come il bullismo o sulle condizioni di chi si trova esiliato dal lavoro e su cosa riempie la nostra vita.

Tanti gli stati d’animo descritti come l’empatia, la solitudine, l’amore, le illusioni e l’amicizia, tutto concorre a un richiamo profondo come a una lezione di vita.

Dov’è il confine tra il valido e l’inservibile, tra la sconfitta e il riscatto o tra la realtà e il sogno?

La narrazione simbolicamente ci richiama a temi esistenziali come a una bella bambola matrioska che nasconde innumerevoli significati dentro alle sfumature narrative.

Leggendo lentamente questo romanzo viene naturale pensare alla vita che conduciamo e alla mancanza di adeguatezza sociale e al sistema distruttivo quando non c’è più produttività . Ma l’amore per la vita e la condivisione con l’ascolto deve valorizzare il senso vero e profondo dell’essere.

Percepire i sentimenti, ma non perdere la speranza di trovare nella propria vita, anche nei momenti più bui, la scintilla  dell’inaspettato e della rinascita. Riuscendo a vedere un nuovo mondo, riscoprendo nel profondo di noi stessi il nostro nucleo più vero.

Ecco iniziate a leggere il libro e nel linguaggio fresco e ironico dell’autrice vi ritroverete trascinati in un mondo misterioso, anche eccentrico, ma con vitalità nuove. Energie e richiami ancestrali  che ci restituiscono il piacere dei giorni, del tempo che passa,  addirittura  per le cose apparentemente insignificanti.

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Sinossi

“Insomma, quel mattino di novembre, mentre andavo a zonzo nel vuoto da non so quanto tempo, succede che io incontro questo tale. E vi posso dire che, accidenti, se prendevo a destra anziché a sinistra non lo avrei incontrato. Quindi? Quindi tutto questo deve pur significare qualcosa. Ho preso a sinistra ed è stato tutto quel che è stato, questa benedetta storia che adesso vi racconto”. È da qui che prende avvio il romanzo, per trascinarci presto in un altrove abitato da asini, libri, funamboli, macinini da caffè, poeti, scollatori di francobolli e altre mirabolanti creature. E poi c’è Guglielmo, un ragazzino che scrive delle lettere sgangherate e bellissime da cui emerge a poco a poco la sua storia. E c’è qualcuno, Raimond, che raccoglie quelle parole e le trasforma in un’azione. Perché ciò che è vecchio, desueto, ai margini, eccentrico, può essere mosso da un’energia misteriosa e seguire strade poco battute, dove l’utile e l’inutile sanno ribaltarsi l’uno nell’altro e diventare, forse, una sostanza nuova.

Titolo: L’esercito delle cose inutili
Autore: Paola Mastrocola
Editore: Einaudi, 2015

 

 

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