Intervista a Emma Fenu, coordinatrice di Mille voci contro la violenza

Semplicemente, donne.

Intervista a Emma Fenu, coordinatrice di Mille voci contro la violenza

Intervista a Emma Fenu,

coordinatrice di “Mille voci contro la violenza”

a cura di Silvia Lorusso

Fenu

Al Politeatro di Milano il 26 novembre 2017 si è svolto l’evento: Mille voci contro la violenza promosso anche dal nostro sito Cultura al femminile.

Un incontro molto seguito che ha potuto contare sulla partecipazione di relatrici e relatori provenienti da diverse città italiane.
Nato attraverso il canale del web, si è concretizzato grazie all’adesione e all’entusiasmo degli utenti del sito e del gruppo facebook collegato Letteratura al femminile.

Una scommessa vincente che ha preso forma dal progetto a cura di Emma Fenu, presidente del sito di Cultura al Feminile, che oggi ho il piacere di intervistare.

Ciao Emma, come è nata l’idea di realizzare l’evento al Politeatro di Milano nell’ambito delle iniziative collegate al 25 novembre: giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne?

Ciao Silvia, sono molto felice di rispondere alle tue domande.

Da un paio d’anni inseguivo un’idea, ossia quella di realizzare un evento teatrale corale, mirante a coinvolgere in modo trasversale esponenti della cultura e dell’arte, contro la violenza di genere.
Credo che la sinergia che si crea fra coloro che sono sul palco e il pubblico sia magica e possa farci sentire tutti parte di una stessa storia, senza differenze e confini.

Fenu

I gruppi web e le associazioni che hanno aderito alla proposta lanciata dal blog Cultura al
Femminile sono tante: Parole ad hoc, Ewwa, Scintille d’anima, Women in White di Como, Linearosa SPAZIODONNA di Salerno, SeNonOraQuando? di Torino, Medicamenta-lingua di donna e altre scritture, Donne che emigrano all’estero, Gli scrittori della porta accanto.
Come avete fatto a concretizzare l’incontro? Quali linee guida avete osservato? È stato difficile?

È stato facile riscontrare entusiasmo, partecipazione e volontà di impegnarsi nel progetto, ciascuno secondo le proprie capacità, competenze e disponibilità.
Le linee guida sono quelle che da sempre ci animano: passione, accoglienza e rispetto.
È stato più arduo concretizzare l’incontro, avendo optato per l’ingresso gratuito e dovendo reperire i fondi tramite una campagna.
Ce la abbiamo fatta grazie alla generosità di quanti hanno donato un racconto per l’antologia omonima, Mille voci contro la violenza, e di quanti hanno acquistato l’ebook.

Un grazie speciale a Marina Fichera, che ha coordinato il tutto con precisione e dedizione.

 

Mille voci contro la violenza.

La letteratura, l’arte e la musica cambiano il mondo: parole, note, forme e colori si trasformano in un messaggio che si fa interprete della volontà di raggiungere e coinvolgere tutti nella condanna della violenza contro le donne.

Un evento corale che riunisce scrittori, poeti, giornalisti, editori, avvocati, cantanti, musicisti, artisti, attori, psicologi e testimoni diretti.

È quanto riportato sulla locandina a cura di Serena Mandrici, che fanno presagire l’emozione e la partecipazione degli interventi che si sono succeduti.

Puoi tirare brevemente le fila di quanto emerso nel corso dell’incontro?

Donne e uomini con alle spalle esperienze personali e professionali diverse si sono raccontati e hanno raccontato, attraverso vari codici di comunicazione, storie di abuso e di rinascita.
Una voce, poi mille, poi di nuovo una: dalla melodia di solisti si è giunti a formare un coro armonioso contro la violenza.

C’è stato un intervento che ti ha particolarmente colpita?

Sicuramente le testimonianze di Filomena Lamberti e Nadia Nunzi, due donne colpite personalmente dalla violenza, sono state toccanti e, al contempo, espressione di una femminilità forte e resiliente.

Tuttavia, ogni intervento è stato la tessera preziosa di un mosaico, senza il quale il disegno finale sarebbe mutilato: come la Barbie Tumefatta, opera dell’artista Lady Be realizzata con materiale di recupero e pezzi di corpi della celebre bambola, ogni voce ha dato forma e colore ad un progetto divenuto completo.

Fenu

Dall’evento è nata una raccolta di racconti in formato ebook da te curata. Di che cosa si tratta?

È reperibile su ordinazione?

Si tratta di una raccolta di circa quaranta racconti sulla violenza di genere, sia fisica che psicologica, scritti da autrici e autori che hanno voluto prendere parte all’iniziativa per raccogliere i fondi necessari a coprire le spese vive dell’evento teatrale.
Al momento non è disponibile alla vendita perché il mio prossimo obiettivo è renderla cartacea e fruibile al pubblico dei lettori grazie ad una casa editrice interessata.

Fenu

Fenu

Mille voci contro la violenza sarà ripetuto anche il prossimo anno?

Mi auguro di sì. Io sono pronta ad accogliere nuove voci e a dare il mio contributo.

Emma Fenu: laureata in Lettere e Filosofia con un Dottorato in Storia delle Arti.
Appassionata da anni di Storia delle Donne, di Letteratura al femminile e di Iconografia, scrittrice di romanzi e fiabe, blogger, recensora. Amante dei gatti, del Natale e del cioccolato.

Questa è la descrizione che compare sul sito di Cultura al Femminile.

Puoi approfondire? E come riesci a seguire tutte le attività culturali a cui ti dedichi?

Io sono in continua evoluzione, pur restando fedele a me stessa.

Cresco (o invecchio, dipende dalla prospettiva!), mi reinvento, rinasco, cambio forma e colore per tornare, infine, al bianco di una pagina da scrivere.

Mi ubriaco di Vita e seguo la strada che il viaggio mi dona, avventurandomi alla scoperta, ogni giorno, di nuovi stimoli.

Due romanzi: “Vite di Madri – Storie di ordinaria anormalità” e le “Dee del miele”, entrambi che ripercorrono elementi autobiografici anche se si snodano su sentieri diversi: il primo è un libro inchiesta che raccoglie storie di donne affette da infertilità, il secondo narra le vicende in chiave romanzata delle donne della tua famiglia nella tua terra d’origine: la Sardegna.

Quanto è importante per te esplorare e raccontare sfaccettature appartenenti all’universo femminile a te vicino?

Raccontare è raccontarsi; raccontarsi è raccontare.
Da quindici anni mi occupo di Storia delle Donne: per sapere chi siamo, dobbiamo sapere chi siamo state e da dove veniamo.
Solo da questa consapevolezza, figlia del confronto e della riflessione, potremo partorire il futuro.

Nei tuoi scritti emergono diversi aspetti tra i quali la tradizione, la trasmissione orale del sapere delle donne, il coraggio di affrontare le difficoltà della vita.

C’è un messaggio preciso che vuoi trasmettere?

Non ho un messaggio preciso, non ho una lezione di vita.
Porgo solo un invito, a me in primis, a valorizzare gli aspetti più sacri e viscerali della femminilità che ci rendono eredi di antiche Dee Madri e figlie di colei che morse la mela della conoscenza: il passato è terreno fertile su cui crescere, libere di essere noi stesse, senza stereotipi falsi o mortificanti.

In questo processo di maturazione e consapevolezza, grande importanza ha il racconto, nel quale riconoscersi parte di una stessa Storia: anche in questo caso mille voci da tramandare, come un anello prezioso un tempo al dito di Shahrazād, di generazione in generazione.

Hai in cantiere un prossimo lavoro letterario? Ce ne puoi accennare?

Più di uno.
A gennaio uscirà un mio libro di filastrocche per bambini sul concepimento naturale
o tramite fecondazione assistita, omologa e eterologa, e sull’adozione; a marzo un
saggio sulla figura di Maria Maddalena.
E in cantiere, ancora in fieri, un romanzo testimonianza e un romanzo storico.

L’ho già confessato: mi ubriaco di Vita!

Non si può restare indifferenti all’energia e all’impegno trasmesso da Emma Fenu e, nel salutarla, ci sentiamo già coinvolti nei progetti futuri scaturiti dalla sua penna e dalla collaborazione di tutto lo staff di Cultura al femminile.

Interventi durante l’evento Mille voci contro la violenza

Gruppo EWWA: Loriana Lucciarini e Monica Serra, scrittrici e blogger;
Riccardo Gavioso,scrittore e blogger;
Fabio Dessole, scrittore e editore;

gruppo WOMEN IN WHITE: Paola Minussi, musicista; Nicoletta Grillo, poetessa; Barbara
Bernardi, videomaker; Palma Gallana, scrittrice; Cristina Quarti, attrice; Alle Bonicalzi,
fotografa; Marta Mariano, conceptual artist;

gruppo CULTURA AL FEMMINILE; Elisabetta Calabrese, ostetrica; Giulia Gualdani,
ostretrica; Cristina Sferra, giornalista, poetessa e scrittrice; Ilaria Biondi, educatrice,
traduttrice e poetessa; Giulia La Face, educatrice e scrittrice; Emma Fenu, studiosa di
storia delle donne e scrittrice;

Alessia Sorgato, avvocata;
Valeria Bianchi Mian, piscologa e psicoterapeuta (Medicamenta – Lingua di donna e altre
scritture);
Maria Antonietta Macciocu, scrittrice e poetessa (Se Non Ora Quando? di Torino);
Gino Marchitelli, scrittore e musicista;
Enrico Olivanti, musicista;
Maria Saccà, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa;
Alessandra Monaco, editora;

gruppo DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO: Serena Pontoriero, project manager;
Katia Giammusso, insegnante di Yoga;

Gruppo SPAZIODONNA di Salerno: Vilma Tabano, presidente e fondatrice
dell’associazione; Elvira Rossi; recensora e volontaria; Filomena Lamberti; testimone di
rinascita e volontaria;

TESTIMONI DI RINASCITA: Nadia Nunzi e Paola Ibba;
Andrea Mancini, architetto e artista
Lady Be, artista

Daniela Vasarri, scrittrice e recensora (Parole ad hoc);
Marina Fichera, manager, fotografa, guida turistica, autrice… di tutto e di più!

 

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