“Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più”

di Giacomo Mazzariol.

Recensione di Lisa Molaro.

Giacomo Mazzariol

Questo libro è una finestra aperta sulla famiglia di Giacomo Mazzariol.

Un nucleo familiare normale, felice e sereno. Madre e padre affiatati, quattro figli in parità finalmente, due maschi e due femmine.

Bocche da sfamare, conti delle spesa da far quadrare, coccole, bisticci e battutine sprizzanti complicità.

Una famiglia che potrebbe essere normale, non fosse per quel cromosoma in più che la rende, invece, speciale.

Tutto nasce da un video che Giacomo Mazzariol, due anni fa circa, ha caricato su YouTube. Si tratta di un corto che, a oggi, ha avuto 353.720 visualizzazioni. Il video si chiama “The Simple Interview” ed è inutile dirvi che, subito dopo aver letto il libro, sono corsa a vedermelo.

Il breve ma intenso filmato, di cui è narrata la genesi nel finale del romanzo, ha avuto talmente tanto successo da far nascere poi questo libro, la storia vera di una vera famiglia.

I sentimenti strabordano fin dalle primissime pagine.

Giacomo Mazzariol è uno scrittore giovane e il suo stile narrativo non può che essere fresco, scorrevole, fluido.

Il punto di vista, con cui noi guardiamo dalla finestra di casa Mazzariol, è il suo.

Io, tanto per dirne una, intorno agli undici, dodici anni, a Babbo Natale ci credevo ancora. Nel senso che se avessi trovato la letterina indirizzata a Babbo Natale nelle mani della mamma, come tanti affermavano di aver visto, con tutta probabilità, piuttosto che smettere di credere a lui, avrei smesso di credere all’esistenza della mamma.

Lo sapevate che Mazzariol, in Veneto, è un folletto? Curioso il destino…

Insomma, sta di fatto che a piè pari, all’inizio,  ci ritroviamo immersi in attimi di esaltazione, di euforia talmente grande da uscire dalle pagine e pizzicarci la pelle!

Giacomo ha cinque anni e sta per avere un fratellino e ne sceglierà lui stesso il nome. Sta per arrivare Giovanni.

In seguito scoprirà, addirittura, che Giovanni avrà i superpoteri.

La mente di un bambino galoppa, s’immagina chissà che mantello rosso, che tuta blu, che S sul petto neonato…

Bellissima e toccante la capacità dei genitori di creare un nucleo magico in cui appoggiare il nuovo folletto Mazzariol.

Lirico, a tratti.

Questa non è la storia di un bambino Down, ma l’interazione del suo microcosmo con il microcosmo di tutto ciò che lo circonda… dinosauri dal collo lungo, in prima linea.

Giacomo ci rende partecipi del suo personale crescere e, anche se gli attimi d’ilarità non mancano e le pagine che “sanno di buono” sono molte,

Ci sono periodi in cui il tempo è una tartaruga sulla sabbia. Altri in cui è un ghepardo nella savana, sempre pronto a divorarti la vita.

Quando è bambino tutto è facile e la diversità non esiste, i problemi iniziano con il suo ingresso nel “mondo altro“, le elementari e le medie, la società.

Il suo amore, ancorato e mai messo in dubbio, verso il fratello si scontrerà con la paura del giudizio altrui. Ciò si trasformerà in un uroboro che si farà del male da solo, mangiandosi il senso di colpa, inghiottendolo senza masticare.

Cosa significa avere un fratello con una specificità così evidente?

Per Gio era semplice. Lui non capiva. Era dentro il treno, lui, con i finestrini chiusi e le tende tirate, inconsapevole della pioggia che frustava i boschi. Non aveva idea di sé. Ma io sí. Io sapevo. Sapevo tutto.

Dalla finestra non si può vedere tutto.

Dentro Giacomo, tredicenne, un universo in crescita, i pianeti perdono spesso l’orbita.

gli adesivi rendevano il mio mondo unico. Ricordo che avevo proprio un bisogno sfrenato di lasciare un segno, di sporcare ciò che toccavo per far vedere che valevo, che esistevo. Avevo bisogno di mettere la A di anarchia sulla maniglia della porta. Bisogno della signora Fletcher in versione psichedelica che mi fissava.

In certi tratti, uno in particolare, forse, anche a voi scenderà una lacrima.

Avreste fatto così? In quel parco, sareste intervenuti?

Il giudizio è sconsigliato… perché è ciò che, nello specifico, ha dettato il ritmo dei passi di Giacomo.

Questo romanzo, con una delicatezza tangibile, sussurra urlando (l’ossimoro è calcolato) fragilità umana.

Che potere ha l’arte del sorridere? Che montagne smuove?

La gente è davvero sempre pronta a giudicare? La famiglia che ruolo avrà nell’evolversi di una solida consapevolezza?

Un libro bellissimo, che non posso non consigliare a tutti.

Un romanzo breve ma potente.

Mentre la musica annulla tutte le differenze, gli amici stringono le mani e la famiglia si rinnova capsula Giacomo fa suo il consiglio di Giovanni:

Affronta tutto come se fossi un dinosauro dal collo lungo: a testa alta!

Filippo è stato un vero caprimulgo, non pensi? – disse. – Pensavamo di sapere chi era, invece quella che vedevamo era solo una maschera, lui era nascosto in mezzo alla polvere.

 

Questa storia vera e bella e speciale è piena di spunti su cui poter riflettere.

Conosco persone con  la sindrome di Down, con il cromosoma in più. Una in particolare non so più nemmeno se lo sia ancora… mi spiego meglio: rispetto alla primissima volta che i miei occhi si sono posati sul suo volto, ora non trovo differenze. Per me è normalissima e non lo scrivo con ipocrisia.

Normale e speciale allo stesso tempo come, in fondo, potremmo essere tutti un po’ di più…

Chi è Giovanni, adesso?

Giovanni che ha tredici anni e un sorriso piú largo dei suoi occhiali.

Ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato».

Lui che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze.

Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai piú di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti.

Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche.

Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.

 Loro ridono di noi perché siamo diversi, e noi rideremo di loro perché sono tutti uguali.

 

 

Dalla quarta di copertina:

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo mondo.

E a lasciare che gli cambiasse la vita.

Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio.

Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale.

Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe».

Gli scegli pure il nome: Giovanni.

Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha.

Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna.

Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata.

Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero.

E che in ogni caso è il tuo migliore amico.

Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.

 

Titolo: Mio fratello rincorre i dinosauri
Autore: Giacomo Mazzariol
Editore: EINAUDI; 2 edizione (26 aprile 2016)

 

 

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