“Antigua vida mia” di Marcella Serrano

Semplicemente, donne.

“Antigua vida mia” di Marcella Serrano

“Antigua vida mia” di Marcella Serrano

Recensione di Caterina Donzelli

Antigua

Marcela Serrano, nata a Santiago de Chile (Cile) nel 1951, rientra nel cosiddetto “boom” delle scrittrici contemporanee latinoamericane.
In gioventù si muove nel mondo alle arti visuali per poi dedicarsi completamente alla scrittura nel 1991, quando pubblica il suo primo romanzo “Nosotras que nos queremos tanto”. L’esordio è già un successo, infatti vince il Premio Sor Juana Ines de la Cruz e il
Premio della Feria del Libro de Guadalajara (Messico) come migliore narrativa ispano- americana di un’autrice donna.

Antigua vida mia è il suo terzo romanzo e lo pubblica nel 1995, mentre risiede in Guatemala.
Proprio il Guatemala si rivela la terra promessa, l’oasi di pace che culla gli animi delle due amiche protagoniste di cui ci narra la storia il libro.

Il romanzo è diviso in tre grandi parti intitolate: Fin de fiesta, El ultimo bosque e Ora pro nobis.

Le divisione ci aiuta a seguire le vicissitudini di Violeta Daisinski attraverso le parole della voce narrante, la sua grande amica Josefa Ferrer, una cantautora di successo che sembra aver perso il rumbo della sua vita.

È Josefa a raccontare la storia dell’amica e non Violeta stessa perché quest’ultima è stata vittima di un terribile evento, di cui scopriremo i dettagli solo verso la fine del romanzo.

Grazie ai ricordi di Josefa e la lettura delle pagine del diario di Violeta conosciamo poco a poco le due donne, tanto che alla fine del libro avremmo quasi voglia di diventarne amiche, se solo fossero reali.

Sono state bambine, figlie e nipoti di altre donne che hanno segnato loro la strada e le hanno “marchiate” con le loro esperienze, la lora saggezza e anche i loro errori.
A loro volta, si sono poi trasformate in madri e mogli, perse nel difficile labirinto delle relazioni umane e dell’apparente non senso della nostra esistenza.

Antigua vida mia è una storia di rinascita.

A Violeta, infatti, una cartomante aveva predetto che avrebbe vissuto due vite, e chiuso il capitolo della prima, saprà trovare la strada per costruirsene un’altra.
Sarà il Guatemala, e in particolare la città di Antigua, la terra capace di sanare le ferite di Violeta e anche quelle di Josefa, non appena si renderà conto di quello che ha perso lungo il cammino.

Antigua vida mia è sicuramente una storia di un amore universale.

L’amore che vince sopra tutto e tutti, l’amore come forza ancestrale tramandata dalla nonna alla madre, e dalla madre alla figlia, che, diventata donna, amerà a sua volta uomini, figli e amici.

É una storia da cui ogni donna dovrebbe farsi guidare per ritrovare quello che Violeta cerca disperatamente sin da piccola,

“la prima linea mancante del romanzo della sua vita”.

Con quest’affermazione si fa riferimento a una poesia di Adrienne Rich tratta da Mai nato una poesia che impressiona Violeta fino a rappresentare l’essenza della sua ricerca.

“La mia vita è una pagina strappata a un libro sacro e parte della prima riga è andato perduto”.

L’amore ci fa scoprire da dove veniamo, chi siamo, e quindi, dove c’è posto per le nostre alle vite.
Anche il titolo, infatti, nella versione originale fa riferimento a una vita antica, precedente, da cui ne nasce un’altra.

Nella traduzione italiana, invece, hanno inserito la virgola dopo “Antigua”, facendo quindi riferimento alla città di Antigua come vita e luogo di rinascita.
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Sinossi

La vita di due donne, Josefa e Violeta, amiche fin dall’infanzia si dipana attraverso le righe di un vecchio diario che ci narra di sogni, di grandi passioni e di profonde delusioni, di uomini dall’apparente fascino e dalla natura brutale, di figli, di unioni sbagliate.

Sullo sfondo la società cilena e, in ultimo, la città di Antigua, dove le parole conservano ancora la loro verità, dove si è certi di poter conoscere gli altri e la propria anima come per incanto.

Qui le due donne ritrovano se stesse, oltre alla loro preziosa amicizia.

Titolo: Antigua vita mia
Autore: Marcela Serrano
Edizione: Feltrinelli, 2008

 

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