“La cercatrice di corallo” di Vanessa Roggeri

Semplicemente, donne.

“La cercatrice di corallo” di Vanessa Roggeri

“La cercatrice di corallo” di Vanessa Roggeri

Recensione di Emma Fenu

corallo

 

La cercatrice di corallo è l’ultimo romanzo di Vanessa Roggeri, edito da Rizzoli nel 2018.

Regina è fatta di spuma e sale e nelle vene le scorre il rosso intenso del corallo sardo. Lei è il mare e il mare è in lei.

Regina ha i capelli fatti di onde e salsedine e sulla pelle cattura il giallo intenso del sole. Lei è l’estate e l’estate è in lei.

Grazie al suo sentirsi sineddoche delle acque, la fanciulla, figlia illegittima di un pescatore, riesce a percepire la presenza del corallo, individuando un punto preciso del fondale.

Dopo essersi tuffata, può segnalare ai pescatori  dove posizionare l’ingegno, ossia la macchina specifica per l’estrazione usata al tempo in cui la vicenda è narrata, nella prima metà del Novecento.

L’opera della Roggeri, presentandosi come una storia d’amore contrastata dalle famiglie, è, in realtà, più propriamente, un romanzo di formazione che descrive il percorso iniziatico che condurrà la protagonista dal mondo di certezze dell’infanzia fino all’età adulta, in cui i sogni e gli ideali si scontrano con i limiti dell’umana natura.

Figlia delle creature deleddiane, canne al vento piegate da un destino avverso che le condanna a scontare le colpe dei padri, la fanciulla è anche sorella di personaggi legati alla simbologia materna dell’isola, dall’Ulisse di Omero al Brunetto di Carlo Varese e all’Arturo di Elsa Morante.

Regina, però, è una donna e, per recidere il cordone ombelicale con la madre, prima che divenga cappio, deve partorire e partorirsi passando da una corallina chiamata Medusa ad una barca chiamata Libertà.

Significativi i nomi delle due imbarcazioni che solcano il mare nero d’inchiostro del romanzo, entrambi legati da un filo rosso.

Il primo, infatti, fa riferimento alla Gorgone dai capelli di serpente di cui, secondo la leggenda, il corallo è il sangue; il secondo, invece, indica un punto oltre l’orizzonte, o oltre il bosco topico del rito d’iniziazione, che deve essere raggiunto versando altro sangue in olocausto.

La cercatrice di corallo, strizzando l’occhio ai classici di matrice isolana, compreso il Ciclo dei Vinti nato sulle coste siciliane, ci racconta una storia epica struggente ed intensa in cui i sentimenti sono riportati sulla scena con la veste lorda di rosso dei primordiali istinti.

L’amore paterno e materno diventa morso cannibale e la passione erotica è una lotta con un mostro marino generato dai propri incubi.

 

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Sinossi

Achille e Regina si incontrano per la prima volta nell’estate del 1919, di fronte alle acque spumeggianti di una Sardegna magica.

Regina dona ad Achille un rametto di corallo rosso come il fuoco, il più prezioso, con la promessa che gli porterà fortuna.

Anni dopo, quella bambina è diventata una delle più abili cercatrici di corallo; quando si tuffa da Medusa, il peschereccio di suo padre, neanche l’onda più alta e minacciosa la spaventa.

Lei è come una creatura dei mari ed è talmente libera da non avere mai conosciuto legami.

Finché, un giorno, la sua strada si incrocia di nuovo con quella di Achille: nel viso di un uomo ritrova gli occhi del ragazzino di un tempo.

A travolgerli non è solo un sentimento folle, ma anche un passato indelebile. Le loro famiglie, infatti, sono legate a doppio filo da rancori e vendette ed è in corso una guerra senza ritorno. Spesso non basta l’amore per cambiare un destino che sembra già scritto.

Ma l’unico modo di scoprirlo è provarci, fino all’ultimo…
Titolo: La cercatrice di coralli
Autore: Vanessa Roggeri
Edizione: Rizzoli, 2018

 

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