“Non più Barbie ma donne” di Fabiola Falcone

Barbie
Da sempre le donne sono alla ricerca del corpo perfetto. Come è questo corpo perfetto?

La società ha scelto un’immagine per il fisico femminile: vita sottile, seno prosperoso, glutei rotondi e gambe d’acciaio.

I media bombardano i cartelloni pubblicitari e la televisione di modelle, molte delle quali sottoposte a svariati interventi chirurgici, che rispecchiano questi canoni estetici e, il più delle volte, le loro fotografie vengono ritoccate con programmi grafici.

La realtà è che tutte le donne hanno i loro difetti: chi ha un corpo ossuto, chi tende ad accumulare grasso sulle cosce e chi sui fianchi, chi ha un seno abbondante e chi piccolo, chi un lato B pronunciato e chi meno sodo.

Il confronto con queste modelle simili a Barbie ha fatto sì che molte donne abbiano cominciato a sentirsi inadeguate, a provare vergogna per le loro imperfezioni e siano state spinte a una continua ricerca del “fisico ideale” con terribili risvolti negativi, soprattutto dal punto di vista alimentare.

Infatti, per ottenere quella vita magra e quelle cosce filiformi, hanno smesso di alimentarsi in maniera corretta, limitando il loro menù a insalate e grissini, saltando pasti e allenandosi eccessivamente in palestra cercando di consumare più calorie di quelle assunte.
Queste scorrette abitudini hanno causato un impatto molto grave sull’organismo sia a livello fisico che psicologico: una ragazza su dieci ha sofferto di un disturbo come l’anoressia o la bulimia e, nei casi più gravi, è stata ricoverata, arrivando persino alla morte.

Morte, ricovero e patologie per un corpo perfetto: uno spunto sul quale riflettere.
Ne vale la pena?

L’errore dei media è non dare la giusta importanza alla salute; si dovrebbe prendere coscienza dei propri difetti ed accettarli, imparare a prendersi cura della propria persona ed amarsi.
Bisognerebbe smettere di seguire diete improvvisate da qualche trovata pubblicitaria ma puntare ad alimentazione ricca ed equilibrata, consumare tutti i macro-nutrienti essenziali, mangiare più volte al giorno per mantenere attivo il metabolismo, bere tanta acqua ed eliminare gli alimenti nocivi.
Questo stile di vita non deve essere visto come una rinuncia ma, piuttosto, come un apporto positivo al proprio organismo evitando di danneggiarlo; zucchero, alcol, cibi elaborati hanno conseguenze devastanti sugli individui.

Perché la televisione non pubblicizza i terribili effetti collaterali che comportano questi additivi?

Un’alimentazione sana porta anche altri benefici: si fortifica il sistema immunitario, spariscono le impurità della pelle, ci si ricarica di energia e, associata a una corretta attività fisica, vengono stimolate le endorfine e si crea uno stato di buon umore.

La società vuole la donna Barbie, ossia una bambola privata della sua reale femminilità.
Il vero fisico perfetto è un corpo sano, la salute, il benessere ed energia rendono le donne belle e sicure di sé.

Impariamo ad amarci e non annulliamo la nostra essenza solo per essere conformi a dei canoni di bellezza che qualcun altro ha scelto per noi.

Categorie: Attualità

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Scienze dei Sistemi Culturali. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, di letteratura e  iconografia di genere; sono presidente e fondatrice del portale "Cultura al Femminile" e dell'omonima associazione culturale; amministro la pagina facebook "Letteratura al Femminile; scrivo recensioni e articoli per magazine e siti; insegno italiano agli stranieri; tengo corsi di scrittura creativa; organizzo eventi culturali in tutta Italia; sono attiva contro la violenza sulle donne. Ho collaborato come giurata o autrice per varie antologie. Ho pubblicato un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità; una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte; una fiaba contro i pregiudizi sessisti, "Il segreto delle principesse"; una silloge illustrata di filastrocche sul concepimento e sull'adozione, "E' da una fiaba che tutti arriviamo"; un saggio storico antropologico su Maria Maddalena, "Nero e rosso di Donna. L'ambiguità della femminilità".

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