L’Iguana, la casa editrice delle donne

Semplicemente, donne.

L’Iguana, la casa editrice delle donne

L’Iguana, la casa editrice delle donne

di Paola Caramadre

L’Iguana Editrice

Immaginate una casa editrice che pubblichi solo le opere di autrici e che queste autrici siano curiose e capaci di scrivere parole nuove. Immaginate che a rendere possibile la concretizzazione di sogni di carta e parole siano due donne, diverse tra loro, ma complementari. Immaginate che da qualche parte ci sia un’Iguana che abbia qualcosa da dire sul femminismo e sulla scrittura delle donne.

Immaginate… perché immaginare soltanto quando potete incontrare sulla vostra strada di autrici e di lettrici Chiara Cecilia Turozzi, direttrice editoriale, e Hanna Suni, art director, e fare la conoscenza di L’Iguana editrice. Una casa editrice femminista. L’incontro con loro è avvenuto tra gli stand della prima fiera dell’editoria delle donne “Feminism” alla Casa internazionale delle donne di Roma.

Le fondatrici della casa editrice L’Iguana editrice

L’Iguana editrice, come nasce l’idea di una casa editrice rivolta alle donne?
La presenza delle donne va sempre messa in primo piano, finché leggeremo articoli che si domandano fin dal titolo perché le scrittrici non vengano premiate, o se esiste una scrittura delle donne, allora vuol dire che è necessario istituire testi che le catapultino nel fantastico mondo della letteratura e che non funzionino in termini di separatismo cioè, facciamo libri delle donne per le donne e basta, perché sarebbe controproducente e allora continueremmo a leggere “scrittura delle donne” tra virgolette. Pubblichiamo libri di scrittrici che si rivolgono alle donne ma anche agli uomini che hanno il dovere di leggere queste storie.
Come avviene la selezione dei manoscritti?
Da quando abbiamo definito il progetto arrivano sempre più testi e sempre più vicini ai nostri interessi; pubblichiamo e scegliamo testi che ruotano intorno a un tema che ci interessa. A volte, trattiamo anche temi disturbanti e di stretta attinenza con l’attualità e ci piace il fatto che le autrici inventino storie su quello specifico tema senza esaurirlo. È come se fosse l’inizio  di una conversazione a struttura circolare. Un esempio, è dato da “Raccontami tu” che narra di tre donne che scappano da una realtà scomoda, un libro sulle madri e  sul corpo femminile nelle diverse declinazioni. Si tratta di una raccolta di racconti che ha ricevuto anche molti premi, ma ci sono molti altri esempi.
Nel vostro lavoro state mettendo moltissima cura che va al di là del lavoro dell’editore, coltivate le vostre pubblicazioni, sembra come far crescere un orto
Si lavora gomito a gomito con le scrittrici, facciamo un grande lavoro di editing e poi si decide di partire con l’impaginato. Sicuramente si lavora a livello linguistico con grande attenzione. Ad esempio Saveria Chemotti autrice di una trilogia in cui figura “Siamo tutte ragazze madri” ha sottolineato proprio quanto le piace questa collaborazione così stretta, sostiene che mai nessun editore ha dato tanta cura nel rapporto con le autrici e naturalmente questo ci fa piacere.
Dal punto di vista prettamente imprenditoriale, come state affrontando la congiuntura critica dell’editoria?
Fortunatamente le grandi case editrici non sono nostre concorrenti considerando che ci collochiamo in un circuito preciso le cose funzionano anche grazie ad un buon distributore nazionale che ci consente di essere presente. A questo si aggiunge il fatto che non abbiamo il problema del magazzino e anche con i librai e gli autori c’è grande collaborazione. Abbiamo messo a punto tecniche che ci consentono di avere una nostra fetta di mercato e anche le autrici sono felicissime e orgogliose di presentare i loro libri. Si crea un clima di grande entusiasmo in quella che abbiamo definito affinità delle Iguane e c’è grande collaborazione tra le autrici che fa bene al nostro lavoro. Il nostro obiettivo è concretizzare un progetto di qualità e non di quantità.
Perché avete scelto di essere presenti a Feminism e come vi è sembrata l’accoglienza?
Finalmente una occasione preziosa e per noi un’ottima occasione di relazione, un tavolo di confronto con le altre case editrici che ha costituito un ottimo punto di partenza, nella consapevolezza che più siamo e ci muoviamo insieme meglio è e più ci saranno cose che potranno migliorare. Secondo noi, questa fiera è un grande atto di civiltà e di politica.
La cosa più importante: perché avete scelto il nome L’Iguana?
Nasce dal romanzo di Anna Maria Ortese e rappresenta un sogno in cui combattere con un linguaggio simbolico. Negli stessi anni negli Stati Uniti si iniziava a formare un pensiero femminista, L’Iguana non è forse il libro più bello della Ortese ma è estremamente interessante dal punto di vista filosofico. L’Iguana è metà donna e metà bestia e in questo c’è la trascendenza femminile e poi nel romanzo c’è un episodio speciale che ci ha colpito. Lei è una servetta di casa e si nasconde sotto il tavolo mentre gli uomini discorrono tra loro. L’Iguana si annoia e mangia gli avanzi della cena e sembra che non solo abbia desiderio di un cibo più buono ma anche di parole nuove e direi che l’obiettivo della nostra casa editrice è quello di avere parole nuove e più avvincenti.

Chiara Cecilia Turozzi direttrice editoriale

L’Iguana – scrivono Chiara e Hanna – è una casa editrice femminista. La posta in gioco è mettere insieme, in circolo e a disposizione di tutte le donne e di tutti gli uomini un patrimonio letterario di invenzione femminile.
Sosteniamo il talento delle scrittrici italiane e scegliamo storie che raccontano le donne senza pregiudizi, in libertà. Ma volgiamo lo sguardo anche al passato e pubblichiamo inediti delle grandi maestre”. Al mondo delle Iguane date un’occhiata, perché potreste trovare la vostra storia narrata con parole nuove.
Per le foto si ringrazia Antonio Nardelli

 

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