“La bambina della luna” di Mehrnousch Zaeri-Esfahani

Semplicemente, donne.

“La bambina della luna” di Mehrnousch Zaeri-Esfahani

“La bambina della luna”

di Mehrnousch Zaeri-Esfahani

recensione di Emma Fenu

luna

La bambina della luna, scritta dalla iraniana Mehrnoush Zaeri-Esfahani e illustrata dal di lei fratello Mehrdad Zaeri, è un romanzo per bambini, finalista ai premi Oldenburger Kinder e Jugendbuchpreis, edito da Rizzoli nel 2018.

Mahtab significa in iraniano “bambina della luna”: è così che, per via della sua pelle candida e dei suoi capelli nerissimi, viene chiamata la piccola protagonista di una storia di intensa bellezza.

Bella e delicata come una jana, la fata sarda alata che, nottetempo, fila oro e sogni dei mortali.

Felice e ignara nel suo giardino di rose, come Siddartha nel suo palazzo e come la Vergine nel suo hortus conclusus.

Capace di parlare con animali e esseri fantastici e di diventare grande e piccola a piacimento, come Alice nel Paese di eterne Meraviglie.

Ma un giorno, un brutto giorno, tutto cambia.

I neri capelli vengono tagliati, come serpenti di una Medusa condannata a essere altro da sè.

L’orrore e la crudeltà del mondo sfondano le porte del palazzo e deflorano un Eden perfetto.

La regina dai rossi capelli, che i cuori dei bambini li divora, rincorre i suoi sudditi con la mannaia.

Mahtab, piccola e grande come solo una bambina può essere senza contraddizione, aiutata da una fata turchina e da cigni bianchi, intraprende un duplice viaggio: uno attraverso la sua terra, in fuga al seguito della propria famiglia; l’altro in un paese fantastico che si trova all’interno, nel regno sempre perfetto della fantasia.

Il romanzo narra la vera storia di una fanciulla iraniana scappata, negli anni Ottanta, dalla tirannia di Khomeini e il percorso evolutivo che conduce dalle certezze inconsapevoli dell’infanzia alle incertezze consapevoli dell’età adulta.

Le meravigliose e compendiarie illustrazioni in scala di grigio, che si susseguono numerose fra le pagine, contribuiscono a creare un’atmosfera avulsa dal contesto politico per proiettare il lettore in una favola nera che stigmatizza l’iniziazione alla vita che spetta ad ogni bambino, in ogni tempo e in ogni dove.

 

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Sinossi

Nasce con i capelli neri come la pece e la pelle bianchissima, la piccola Mahtab, per questo la mamma decide di darle quel nome, che significa “la bambina della luna”.

Mahtab trascorre giorni felici nel giardino di casa, tra le splendide rose curate dalla mamma e gli amati gatti.

Quando la Sanguinea prende il potere e instaura un regime di terrore, la famiglia di Mahtab è costretta a lasciare il Paese e intraprende un viaggio lungo e pericoloso.

Ma nel momento in cui il buio e la paura sembrano sul punto di inghiottire tutto, Mahtab inizia un viaggio magico tutto suo nella misteriosa terra di Athabasca.

È lì che troverà la speranza e una forza sorprendente, per sé e per i suoi familiari.

Le parole di Mehrnousch Zaeri-Esfahani e le tavole in bianco e nero del fratello Mehrdad Zaeri raccontano una storia vera, quella della loro famiglia, fuggita negli anni Ottanta dall’Iran di Khomeini; e quella, tragicamente contemporanea, di tutte le famiglie che, oppresse da tirannie, guerre e povertà, non hanno alternativa alla fuga per inseguire un’esistenza possibile.

Età di lettura: da 10 anni.

Titolo: La bambina della luna
Autore: Mehrnousch Zaeri-Esfahani
Edizione: Rizzoli, 2018

 

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