“Il segreto di Mirta”di Silvia Lorusso del Linz

Semplicemente, donne.

“Il segreto di Mirta”di Silvia Lorusso del Linz

“Il segreto di Mirta”

di Silvia Lorusso del Linz

Recensione di Pier Bruno Cosso

Mirta
Sto leggendo speditamente “Il segreto di Mirta”, di Silvia Lorusso Del Linz, edito da Marlin nel 2017.

Vola una pagina dietro l’altra in un torrente in crescendo, ma, quando arrivo alla duecentotredicesima, mi fermo di colpo.

Stop, fine. Il torrente si ferma nel lago. Lago di sensazioni.

È già finita: mi stupisco. E resto un po’ lì, sorpreso che la pagina 214 sia bianca… È già finita, senza un momento di stanca.

Giro concluso, con insospettabile freschezza.

Tante volte si dice che quando un libro bellissimo finisce resti deluso.

Che ne vorresti leggere ancora, e ancora.

Invece no, se qualcosa inizia, si compie nel bene o nel male, e si conclude, ti deve lasciare soddisfatto. Non certo deluso. Deve essere come la gioia dell’arrivo a conclusione di un viaggio.

Ecco “Il segreto di Mirta” ti dà questa soddisfazione.
Arrivi all’ultima pagina e non ti manca niente. Viaggio, sole, luna, buio, luce. Si resta piacevolmente sazi di quello che hai visto lungo tutta la strada.

Perfetto così, né di più né di meno. Perfetto, è finita la lettura, ma rimane lì, dentro di te.

 

La storia si svolge tra Roma e, soprattutto, Napoli nel diciottesimo secolo.

Una ragazzina, Mirta, e sua nonna Antonia devono trovare salvezza e giustizia dopo che la mamma della piccola è stata condannata a morte dal Tribunale dell’Inquisizione.

La donna, Elena, era una sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra. Così tutta la storia si immerge nel mistero.

Mistero col suo carico di emotiva irrazionalità. Mistero da raccontare, senza tranciare giudizi.

Ma per questo aspetto rimanderei alla bellissima recensione di Altea Alaryssa Gardini, dove si fa esplicito riferimento anche al grandissimo lavoro di ricerca della sua autrice, e al valore storico del testo.

Il segreto di Mirta

Storico sì, ma di straordinaria attualità.

Mirta che da bambina fa il suo viaggio verso l’adolescenza e la consapevolezza dei suoi poteri di donna, potrebbe rappresentare qualunque ragazza moderna.

Qualunque Mirta, o Maria, che può sconfiggere l’oscurantismo più becero con la lucida sapienza femminile.

Attuale, come la credulità popolare che rappresenta così bene la terribile superficialità di questi tempi.
Attuale, perché solo le sacerdotesse non ci cascano.

Mistero, sortilegio, alchimie, e un personaggio oscuro che sacrifica la vita sua e degli altri per cercare il potere occulto assoluto.

Silvia Lorusso del Linz lo racconta con tale passione che l’impossibile diventa credibile. O forse ti porta così dentro la storia che segui le vicende con lo sguardo dei personaggi del millesettecento.

Soffri per la tirannia dei potenti, patisci per il potere terreno della Chiesa, e ti schieri con chi si ribella.

In questa sete di giustizia si innesca una sovrastruttura gialla del romanzo che porta un motivo in più per appassionarti. Ti emozioni per una risoluzione, come la vorresti tu, dei conflitti profondi.

Non sveliamo niente. Lasciamo intatto il piacere del finale improvviso.

Annotiamo a margine la grande arte di raccontare. Il perfetto equilibrio fra la cifra alta della scrittura e l’appassionante intrigo della struttura.

Trapela la grande esperienza di Silvia Lorusso del Linz nel teatro. Trapela nelle scenografie, autentiche ambientazioni storiche, nei movimenti in scena dei personaggi, e nei dialoghi intensi. Dialoghi che portano sempre da qualche parte.

Colpisce il perfetto equilibrio di tutto.
Penso che questo dovrebbe essere un testo da studiare accuratamente nei corsi di scrittura.
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Sinossi

Roma 1751.

Elena, Sacerdotessa dell’Ordine della Dea Demetra, sta per essere condotta in carcere per volere della Santa Inquisizione. La donna, conoscendo in anticipo l’amara sorte che l’attende, scrive a sua figlia Mirta una lettera, testamento d’amore e di verità.

La vita della piccola, ignara erede dei Misteri di Eleusi, viene cosi affidata ad Antonia. Nonna e nipote fuggono lontano dalla scure del Sant’Uffizio e arrivano a Napoli. Nel caos allegro della Napoli settecentesca, trovano rifugio a San Biagio dei Librai, presso un amico di famiglia, collezionista di volumi antichi e stampatore.

La storia di Mirta, una bambina diversa da tutte le altre perché avvolta da poteri occulti, s’intreccia con quella di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo. Epigono della tradizione alchemica, Gran Maestro della Massoneria Napoletana, il Principe si dedica alle più ardite sperimentazioni scientifiche e magiche, grazie anche alle reliquie esoteriche trafugate all’Ordine con un inganno ordito alle spalle di Elena durante un suggestivo rito arcano celebrato in un’antica villa romana.

In un vortice crescente di sospetti, di misteri e di emozioni arriva per Mirta il momento delicato del primo amore ma anche quello sconvolgente della rivelazione sulla sua nascita che porterà a delle conseguenze inimmaginabili. Si è trasportati in un’atmosfera millenaria, e sedotti dal potere femminile pagano, che emerge con tutta la sua forza misteriosa e perentoria.

Titolo: Il segreto di Mirta
Autore: Silvia Lorusso Del Linz
Edizione: Marlin, 2017

 

 

Una risposta.

  1. Silvia Lorusso Del Inz ha detto:

    Ringrazio Pier Bruno Cosso per la bellissima e profonda recensione

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