“Lettera a un amico speciale” di Maria Concetta Biundo

Semplicemente, donne.

“Lettera a un amico speciale” di Maria Concetta Biundo

lettera a un amico speciale

“Lettera ad un amico speciale”

di Maria Concetta Biundo

Contest Lettere al Femminile

Caro amico speciale

Caro amico speciale, sei andato via, così, quasi all’improvviso, senza che avessi avuto abbastanza tempo per abituarmi all’idea del tuo allontanamento.

Per un attimo mi è rimasto un senso di vuoto, un vuoto che riuscivo a colmare prima, quando in qualunque momento e per qualunque pensiero o riflessione mi passasse per la mente, prendevo carta e penna o altro e cominciavo a scrivere.

“Caro amico speciale…”, questo gesto colmava il mio vuoto, calmava la mia ansia e mi dava un senso di sicurezza, quasi di protezione. Pensavo che fino a quando avrei potuto fare questo, potevo stare tranquilla, perché in qualunque momento ci saresti stato tu che mi avresti capita, e questo mi rendeva forte.

Quanto tempo è trascorso da quando ci siamo conosciuti!

Quasi tutta la mia vita. Ero ragazzina e poi sono cresciuta, ma in qualunque momento sentivo la necessità di raccontare a te i miei pensieri, quelli difficili da capire, quelli che mi mettevano ansia, che mi creavano difficoltà.

Era un raccontare quell’aspetto di me che non potevo raccontare agli altri, perché gli altri mi volevano forte e decisa e non tentennante e piena di dubbi.

A te invece potevo raccontare questo aspetto fragile della mia vita, quello che mi metteva in contatto con la mia parte più intima che aveva necessità di crescere e di capire.

L’ho capito nel tempo, attraverso questo continuo dire “Caro amico speciale…” che si matura lentamente, che diventare adulti non è facile e che dentro di noi c’è la parte bambina che cresce più lentamente degli anni che abbiamo e che ha bisogno di protezione e sicurezza, anche quando diventiamo grandi e magari abbiamo figli e dobbiamo dimostrare agli altri che siamo forti e capaci.

E ora? E ora che ti sei allontanato? Ora devo intanto dirti un grande grazie, un grazie per la tua presenza nel tempo, grazie per avermi accompagnata nel mio cammino.

Grazie! Insieme a questo grazie una certezza.

Tu non sei andato via completamente, sei sempre qui, basta pensare “Caro amico speciale…” e le parole so che in qualche modo le ascolterai, forse per lo strano mistero che lega gli esseri umani, un legame che va oltre al tempo e lo spazio, che permette ai pensieri di andare oltre l’infinito, pensieri immateriali che si ricongiungono a chi è già immateriale.

“Caro amico speciale…“ continuerò a scriverti, sapendo che tu non ti sei allontanato completamente, ma che sei qui, come prima, e quel legame che è andato oltre il tempo e lo spazio adesso si è trasferito dentro di me, per cui io sono chi parla e sono chi ascolta, perché tu continui ad essere il mio amico speciale che mi dà sicurezza, che mi fa superare ogni dubbio, che mi dà la certezza di essere compresa.

Grazie amico speciale, grazie di esserci stato.

Cetty

 

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