“Frammenti” di Giacomo Buonafede

Semplicemente, donne.

“Frammenti” di Giacomo Buonafede

“Frammenti” di Giacomo Buonafede

recensione di Serena Pontoriero

 

Presso il Teatro Abarico, a Roma, è in scena lo spettacolo “Frammenti”, scritto e diretto da Giacomo Buonafede, con Alberto Brega; Ivana Brega; Alessandro Carlotta; Federica Colombi; Cloe Curcio; Flavio De Angelis; Anna Di Noto; Sara Manetti; Francesca Marras e Ermanno Montanucci. Le musiche sono di Alberto Brega; la scenografia di Alessandro Cicone; i costumi di Giorgia Marras.

La storia si svolge a Roma, nel 1943, in un bar del quartiere San Lorenzo.
Il bar è tenuto da padre e figlio. Il genitore ha già vissuto la prima guerra mondiale e cerca di calmare l’animo ribelle del figlio che, soffrendo di una patologia cardiaca, non è stato arruolato per andare in guerra.
Padre e figlio sono opposti al regime fascista e il giovane, non riuscendo a trattenere le sue energie, frequenta di nascosto un circolo di partigiani.

Nel magazzino del bar, i due uomini nascondono un soldato, Filippo: arruolato e mandato in Russia, è riuscito a rientrare in patria. A causa della guerra, soffre di stress post-traumatico ed ha perso i contatti con la sua famiglia.

Fra gli avventori, invece, c’è Rosa: una ragazza napoletana che, durante i bombardamenti che hanno distrutto la sua città, ha perso la famiglia e anche la memoria.

A causa del troppo dolore, Rosa ha infatti rimosso buona parte del suo passato fra cui la relazione d’amore intrattenuta con un ragazzo che è partito al fronte in Russia.

Su scena, i personaggi sono numerosi e danno vita ad un discorso corale che insiste sulla solidarietà e sull’aiuto reciproco anche, e soprattutto, in un momento in cui si è perso tutto.

Insieme alle storie degli individui, la sceneggiatura ci ricorda l’esistenza dei giornali clandestini, in un momento in cui la radio ed i giornali ufficiali diffondono solo messaggi di propaganda; il discorso di Gentile, che accusa gli italiani che si oppongono al regime della disfatta; il divieto dei soldati tornati dalla Russia di raccontare cosa è successo al fronte.

Ed, infine, ci ricorda che su Roma furono lanciate 4000 bombe che causarono la morte di 3000 persone.

Nonostante la tragicità delle storie messe in scena, lo spettacolo alterna alle riflessioni sulle nefandezze della guerra, battute comiche.

Così ritmato, lo spettatore si lascia coinvolgere dalla storia e non sente il tempo passare.

Gli attori, pur non professionisti, sono ottimi interpreti e, toccando le nostre corde più sensibili, ci fanno passare dalle risa alle lacrime.

Nell’intimo teatro Abarico, le musiche d’epoca ed il decoro contribuiscono a creare un’immersione totale nella storia.

Prossima data:

19 luglio, Giornata in memoria del bombardamento di San Lorenzo, Nuovo Cinema Palazzo:

 https://www.facebook.com/events/2060972587554765/

Sinossi

26 marzo 1943: Roma, San Lorenzo.

Comincia qui il percorso di Rosa, rimasta coinvolta nei bombardamenti di Napoli, a cui la guerra ha tolto tutto, compresi alcuni frammenti della sua memoria.

Rosa, infatti, rimane orfana dei genitori e di tanti ricordi importanti, come quelli legati al suo fidanzato, soldato al fronte russo, del quale non ricorda nulla.

Una mattina decide di entrare in un bar per bere un bicchiere di latte caldo e da quel momento la sua vita cambia radicalmente.

Nel bar di Umberto e di suo figlio Vincenzo, Rosa incontrerà diverse persone e ognuna di loro, attraverso il proprio vissuto, le fornirà un tassello in più per ricomporre il suo passato.

Fondamentale sarà l’incontro con Filippo, un soldato affetto da disturbo post-traumatico da stress che, al contrario di Rosa, vive nel ricordo e lotta per uscirne.

E poi ancora una maestra di scuola elementare in attesa del marito, una postina e tanti altri personaggi.

Sarà la forza dell’unione a ridarle la vita, un sentimento di condivisione che all’epoca salvò molte persone. Fra gli avvenimenti storici riportati, uno su tutti segnerà la vita dei personaggi: il bombardamento di San Lorenzo quel 19 luglio del 1943.

 

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