“Fotogrammi slegati” di Pier Bruno Cosso

Semplicemente, donne.

“Fotogrammi slegati” di Pier Bruno Cosso

“Fotogrammi slegati” di Pier Bruno Cosso

recensione di Silvia Lorusso

Fotogrammi slegati

Figure anonime, come i volti sfocati che s’intravedono al passaggio di un treno in corsa.
Ignorati, collocati nel grigiore della quotidianità, eppure tangibili e presenti nei luoghi acquisiti da ognuno di noi.

Sono i protagonisti dei racconti che formano “Fotogrammi slegati”, la silloge di Pier Bruno Cosso edita da Il seme bianco nel 2018.

L’autore conduce il lettore fra le pieghe dei pensieri, delle emozioni, e delle speranze, dei personaggi che animano i racconti, caratterizzandoli nella loro esistenza fatta di desideri e disillusioni, con uno sguardo carico di umanità ed empatia.

“È un gioco di specchi riflessi, con le immagini che si riverberano in proporzione agli anni trascorsi; ma questo lo capisci solo dopo.”

In un’apparente sconnessione, sfilano le vicende di un padre che assiste alla morte del figlio; un insegnante di letteratura italiana che vive il disagio di trovarsi in un quartiere degradato; un ludopatico che ha perso tutto; un uomo incapace di vivere il presente; una donna in cerca di rivalsa; un professore che maltratta la moglie; un cinghiale in preda alla disperazione per la morte del cucciolo per mano di cacciatori crudeli.

Vite segnate dall’ineluttabilità nelle quali il riscatto assume i contorni di una chimera; esistenze, invece, attraversate da un inatteso risveglio, abitate dalla possibilità e dal riscatto.

“Vorrei chiederle cosa legge, che piatti le piacciono, che musica ascolta, e poi, se ha già una storia in questo momento.

Ma non lo faccio, sento che altrimenti se ne andrebbe.

Se cercassi di scoprire qualcosa di lei, scomparirebbe, ne sono certo. Esattamente come un miraggio, quando ti avvicini troppo sparisce.”

L’autore attinge a gran parte della gamma delle emozioni e dei sentimenti che da sempre muovono le azioni umane, calando il lettore in una dimensione accessibile, familiare.

Quadri tenuti insieme dalla capacità di sondare gli stati d’animo dei personaggi da parte di Pier Bruno Cosso, di metterne a nudo le fragilità e i desideri più intimi, dipingendo i contorni della realtà in cui sono immersi in un registro narrativo carico di coraggiosi traslati
e tratti visionari, che rendono la raccolta ricca di spessore e di originalità.
Un tracciato di storie comuni, che proprio nella loro dimensione ordinaria, acquistano il valore della straordinarietà.
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Sinossi

In queste storie il filo conduttore è nelle zone d’ombra dell’animo umano.

Tutti i personaggi non sono nati per vincere.

Partono sconfitti, e devono risalire la china con fatica per conquistare qualcosa; qualcosa che certe volte sfugge.

Così l’avventura diventa una lotta con sé stessi e con i guai.

Viaggiando tra le pagine ci si scontra con il vizio del gioco, l’emarginazione di un quartiere malfamato, la mancanza assoluta di rispetto della natura, o la terribile piaga della violenza sulle donne.

Per fare qualche esempio di tormento che, spesso, cerchiamo di non vedere, voltandoci dall’altra parte.
Mentre qui, con questi guai, ci si sporca le mani.

La scrittura, con una cifra alta, porta dentro le vicende come dentro un guado, contaminando con le sue sensazioni, le sue immagini, e quello sguardo introspettivo sempre un po’incantato.

Titolo: Fotogrammi slegati
Autore: Pier Bruno Cosso
Edizione: Il Seme Bianco, 2018

 

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