Facciamolo per l’Italia – l’amore secondo Chicco

Semplicemente, donne.

Facciamolo per l’Italia – l’amore secondo Chicco

Facciamolo per l’Italia. L’amore secondo Chicco

Facciamolo per l’Italia. L’amore secondo Chicco

Facciamolo per l’Italia. Se non avete visto il nuovo spot della Chicco potreste chiedervi cosa.

Di problemi ne abbiamo tanti: mancano posti lavoro, mancano giuste retribuzioni per gli stagisti; le donne sono ancora discriminate, se non dal settore di lavoro, dalla carenza di asili nido e di strutture che permettano di vivere serenamente la vita familiare e lavorativa; la popolazione invecchia e truppe di badanti arrivano da est e da ovest per curare gli anziani di cui le famiglie non possono prendersi carico direttamente (e mancano strutture a cui appoggiarsi in tutta tranquillità); l’istruzione pubblica è carente, le scuole spesso fatiscenti; i migliori vanno all’estero dove le qualità trovano un corrispettivo nel trattamento e nelle possibilità di carriera…

facciamolo per l'italia

Un attimo. No, il problema è un altro. Siamo infelici perché l’Italia non è arrivata ai Mondiali di Calcio. Tutto qui.

E se l’Italia non va in finale, le coppie non fanno sesso, quindi i bambini non nascono e l’Italia peggiora. Insomma: è necessario, per amor di patria (e per amor di Chicco) fare comunque sesso, concepire, e rimpinguare le fila della prossima generazione.

L’appello è rivolto a tutti: bianchi e neri, purché la coppia sia in grado di concepire. Chicco non è razzista, basta che poi compriate il loro biberon.

Perdonatemi, ma il sunto dello spot è proprio questo, senza amore e senza ma: scopate senza precauzioni e concepite.

Seguono varie immagini di coppie che si approcciamo gioiosamente, per il gusto di farlo, ovunque e comunque, pure ignorando che esiste il reato di atti osceni in luogo pubblico (scusate, ma chi i figli li porta in giro vorrebbe evitare di incrociare qualcuno che si apparta nella cabina delle fototessere) e che, a monte, il concepimento di un figlio non è cosa da prendere alla leggera.

Facciamolo per l’Italia, ma con allegria.

Chicco affronta con leggerezza – troppa e troppo fuori luogo – un tema scottante e molto serio, quello della denatalità del nostro Paese.

Un problema così grave che persino gli immigrati, dicono le statistiche, dopo qualche anno di soggiorno qui cambiano atteggiamento e fanno meno figli che nei loro Paesi d’origine.

Fare figli costa (la Chicco propone prodotti che non sono a buon mercato, parola di mamma), ma non solo economicamente, costa vita.

Costa una difficoltà e una solitudine che i signori Chicco neppure immaginano, perché col cavolo che ti mandano una tata gratis nei primi quaranta giorni per permetterti di farti una doccia come si deve o un bel pisolino. O ti regalano un buono libri per la prima superiore (scuola dell’obbligo).

Facciamolo per l’Italia vuole essere uno spot divertente, ma non lo è per chi ha figli e fa fatica, per chi non ne ha e vorrebbe averne; per chi li desidera ma non ha i mezzi e i modi per farsi una famiglia. E a giudicare sempre dalle statistiche, questi tre gruppi stanno crescendo.

Il punto è che anche questa volta ci sentiamo dire “armiamoci e partite”, e quel che è peggio che ce lo dice l’azienda che sulle nostre difficoltà ci ha costruito un piccolo impero.

Ci hanno insegnato a buttarci a cuor leggero sul latte artificiale, ci hanno detto che senza sterilizzatori, detergenti specifici, oggettistica ad uopo predisposta un figlio non si poteva crescere. Che per uscire ci voleva un passeggino per la campagna e uno per la città, che si poteva far dormire un bambino sul seggiolone ma solo ultimo modello, che ci volevano posatine, omogeneizzati, oppure elettrodomestici pensati per facilitare la vita materna.

Con tutto questo, che timore abbiamo delle gravidanze?

Facciamolo per l’Italia e non pensiamoci più

Come è possibile arrivare a proporre oggi un comportamento come quello suggerito nello spot?

Dire “stiamo scherzando” non basta. Sono cent’anni che gli spot pubblicitari lavorano per creare negli spettatori esigenze, modelli, desideri. Una pubblicità anche scherzosa non è mai uno scherzo.

Fa sorridere, e pericolosamente, chi magari prende già di suo la cosa con leggerezza.

Era il 1968 quando veniva pubblicato questo testo.

In rapporto alle tendenze dell’istinto e delle passioni, la paternità responsabile significa il necessario dominio che la ragione e la volontà devono esercitare su di esse. In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato, una nuova nascita. (Lettera Enciclica Del Sommo Pontefice Paolo PP. VI Humanae Vitae, 10 – Paternità responsabile)

Il concetto di genitorialità responsabile, a prescindere dal credo religioso, è un concetto di universale valore. Avere figli è un dono, ma avere figli significa anche donarsi totalmente.

Magari prendersi cura dei figli fosse solo comprare biberon e passeggino! Disgraziatamente, questo vale per Cicciobello, ma un figlio esige ben altro, non solo economicamente. E non si ferma ai primi passi, al “mamma ti voglio bene”. Le famiglie con adolescenti lo sanno bene.

Facciamolo per l’Italia

Forse oggi abbiamo troppa paura

Forse oggi abbiamo fin troppa paura, è vero. Se fosse dipeso da me forse non avrei mai avuto figli e invece oggi ne ho tre. Ho dovuto ogni volta superare il terrore della gravidanza, del parto, i difficili primi mesi, senza sonno e senza tregua, e poi i capricci, i malanni, la fatica… chiedendomi costantemente se ne valeva la pena.

Non vi dico a quale conclusione sono arrivata, ma posso dirvi a quale non arriverò mai: che la vita da mamma è facile. Nemmeno se sai come farlo, nemmeno se hai tutti i manuali del mondo.

Ma la paura si vince; purché ci sia coscienza dell’importanza che ha l’amore nella nostra vita.

Fatelo per amore

Inutile girarci intorno: l’amore si fa per amore.

Si può fare per divertimento, per passare il tempo, per impulso e per errore, ma allora chiamiamolo sesso. E sinceramente, non credo che sia la premessa migliore per una paternità o maternità responsabile.

Ma l’amore che si fa per amore, alla fine, porta frutto, in molti modi e in molte declinazioni. Anche se non necessariamente questo frutto ci deve rendere clienti Chicco.

 

Maternità in Cultura al femminile

A proposito di maternità…

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.