I tre moschettieri di Alexandre Dumas

Semplicemente, donne.

I tre moschettieri di Alexandre Dumas

“I tre moschettieri” di Alexandre Dumas

Uno per tutti e tutti per uno: gli eroi nel seicentesco mondo di Dumas

di Valentina Dragoni

I tre moschettieri di Alexandre Dumas – fonte Wikipedia

Tra i tanti romanzi, ad errore considerati per ragazzi, I Tre moschettieri di Alexandre Dumas è quello che sicuramente ha creato alcuni dei personaggi più memorabile della letteratura occidentale.

Athos. Porthos, Aramis e D’Artagnan non solo solo i nomi dei protagonisti di una pietra miliare della letteratura di genere storico avventuroso, ma sono dei veri e propri tipi, ormai quasi stereotipi, di un modo di essere e di un’epoca perfettamente evocata dalle parole di Dumas. A questi si uniscono altri personaggi altrettanto memorabili: la cattivissima e manipolatrice Milady, vedova nera spietata e senza scrupoli, e il realmente esistito Cardinale Richelieu che nella penna di Dumas diventa l’emblema della machiavellica gestione del potere per il gusto del dominio.

Coraggio, galanteria, spudoratezza, lealtà, amicizia: i moschettieri incarnano un nuovo tipo di eroe, non solo impegnato nel compiere straordinarie e pericolose missioni per conto del re di Francia, ma anche in grado di divertire e rappresentare in modo vivido e colorito un mondo lontano che diventa mitico.

Un salto nel Seicento francese: spavalderia e galanteria

Pubblicato a puntate sul quotidiano Le Siècle dal marzo al luglio 1844, I tre moschettieri è il primo romanzo della trilogia scritta da Alexandre Dumas con protagonisti i fedeli soldati del re di Francia; a questa opera infatti faranno seguito Vent’anni dopo e Il Visconte di Bragelonne che racconteranno tutta la parabola esistenziale degli eroi in cappa e spada.

Alexandre Dumas si ispira per il personaggio del giovane e impetuoso D’Artagnan al volume intitolato Mèmoires de Monsieur d’Artagnan dello scrittore Gatien de Coutilz de Sandras, ritrovato dallo scrittore durante le sue ricerche sul personaggio di Luigi XIV.

Sulla presunta storicità di questo soldato e su quella un po’ più affidabile di personaggi come la Regina Anna, il Cardinale Richelieu e re Luigi XIII si incastrano le vicende del giovane guascone D’Artagnan desideroso di diventare un moschettiere reale.

Arrivato a Parigi con una lettera di raccomandazione per il signore di Treville, D’Artagnan si scontra subito con i moschettieri ignorando la loro identità: provocando subito una rissa, per poco non rimane ucciso in duello con tutti e tre che reciprocamente lo hanno sfidato.

Da qui iniziano le avventure del giovane quasi-moschettiere: preso sotto l’ala protettrice dei soldati del re, inizia il suo apprendistato sul campo venendo coinvolto nello scontro con i soldati del Cardinale Richelieu, per il quale vengono convocati dal re in persona.

La mossa del Cardinale: scacco alla Regina

I tre moschettieri di Alexandre Dumas

Il Cardinale Richelieu – fonte Wikipedia

Qui iniziano i problemi per i nostri eroi: mettendosi in mostra contro i soldati, entrano in collisione con le mire del potente Cardinale Richelieu, onnisciente primo ministro del re che formalmente sostiene il sovrano ma che il realtà è interessato a mantenere nelle sue mani il potere.

Nell’obiettivo del Cardinale c’è la Regina Anna: austriaca (e quindi, già di per sé candidata ideale a fare da nemica), è l’angelica figura al centro della lealtà dei moschettieri ma principale ostacolo ai piani del potente primo ministro.

Ma anche l’angelo ha i suoi segreti: innamorata dell’inglese Duca di Buckingham, la regina dona come pegno del suo amore dei diamanti al duca, dono fattole dal re.

Il cardinale scopre il tutto e cerca di mettere fuori gioco la sovrana ordendo un piano diabolico: organizza un ballo di corte durante il quale la regina avrebbe dovuto indossare i favolosi diamanti, testimoniando la sua devozione al re.

Spaventata e preoccupata, la regina chiede aiuto alla sua fedele cameriera Costanza: questo è il secondo personaggio femminile del romanzo, tanto semplice e buona quanto leggera. Coinvolgerà il giovane D’Artagnan nella missione di recupero dei gioielli facendo leva sull’amore che il ragazzo prova per lei (amore che durerà il tempo di qualche capitolo).

Mission impossible: il recupero dei diamanti

La missione inizia in modo più che difficoltoso: inseguiti dagli sgherri del cardinale, i moschettieri fuggono per imbarcarsi per l’Inghilterra. Durante il tragitto, Porthos resta ferito in duello, Aramis cade in una trappola e Athos viene bloccato prima di Calais.

Dei tre, solo D’Artagnan riesce a salpare e a raggiungere il duca per recuperare i diamanti. Ed è qui che incontra la più pericolosa delle nemiche: Milady de Winter, femme fatale tanto affascinante quanto letale, incaricata dal cardinale di rubare alcuni dei diamanti in possesso del duca.

Nonostante le trame di Milady, D’Artagnan recupera i diamanti e riesce a tornare a Parigi per restituirli alla regina che così può salvare il suo onore indossandoli durante il ballo.

Ma i problemi non sono ancora finiti: Milady fa rapire Costanza e D’Artagnan viene inviato da Treville a recuperare i moschettieri dispersi.

Il giovane eroe non può non seguire gli ordini del suo signore: ritrova Porthos ferito in una locanda, Aramis in ritiro in un monastero e Athos ubriaco in uno scantinato di un’osteria.

Riuniti i suoi amici, ai quali viene ordinato di recarsi a La Rochelle, D’Artagnan corre a salvare la sua amata: fingendosi innamorato di Milady, cerca di carpirle informazioni ma è costretto a scappare quando il suo piano fallisce.

Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po’ di attenzione, a distinguerla dal volto”

Il costo salatissimo del dovere de i tre moschettieri

Da qui è tutto un precipitare di eventi fino allo scontro decisivo: la perfida Milady avvelena Costanza e riesce a far uccidere il duca di Buckingham, portando un colpo quasi fatale ai moschettieri. Ma la lealtà al dovere e il coraggio non possono venir sconfitti così facilmente: aiutati da un misterioso uomo dal mantello rosso (che poi si scoprirà legato ad un terribile segreto nel passato di Milady), i moschettieri fanno arrestare la tremenda nemica e la fanno giustiziare, salvando il regno dalle sue trame e da quelle del Cardinale Richelieu. Ma a caro prezzo: pur lottando fino alla fine, Costanza muore e la compagnia dei moschettieri si disperde, lasciando solo D’Artagnan a mantenere alto il vessillo dei soldati del re.

I tre moschettieri sono il risultato perfetto tra il rigore storico e la fantasia letteraria

Qui si concludono le prime avventure dei nostri moschettieri, pronti a riprendere in mano la spada per nuove mirabolanti missioni nei due successivi capitoli della trilogia di Alexandre Dumas.

Ma già solo questo romanzo basterebbe a dimostrare la grande arte del suo autore: esempio straordinario di feuilleton, I tre moschettieri è uno dei migliori esempi di romanzo storico ottocentesco, filone di grandissimo successo inaugurato da scrittori come Sir Walter Scott.

Mescolando sapientemente personaggi realmente esistiti e ambientazione storica accuratamente ricostruita, Alexandre Dumas sforna un romanzo pieno di suspanse, colpi di scena e battute memorabili.

Chi non ha mai pronunciato almeno una volta il famigerato motto “Tutti per uno, uno per tutti”?

Potremmo quasi paragonare l’operazione fatta da Dumas di riportare alla luce un periodo storico come il seicento francese con quella che il nostro Alessandro Manzoni compie con i Promessi Sposi per l’accuratezza fatta nella documentazione storica; me se ne differenzia per la capacità tutta particolare dello scrittore francese di creare personaggi scoppiettanti, affascinanti eppure in un certo senso poco profondi psicologicamente: i tanti segreti nel passato di Athos o i continui ripensamenti di Aramis circa i suoi voti sono si sotto trame narrative che permettono a Dumas di arricchire il romanzo (ricordiamoci che era pubblicato a puntate e che lo scrittore aveva necessità di incollare i suoi lettori alla pagina per invogliarli a continuare nella lettura dell’episodio successivo).

Ovviamente lo scopo dei due romanzi è diverso come anche il pubblico per il quale sono stati scritti, ma entrambi testimoniano la voglia di scoprire epoche lontane e cercare forse un’ambientazione che permettesse una discreta libertà nel raccontare vicende e dinamiche politiche.

Ma mi permetto una nota d’eccezione sul personaggio secondo me più riuscito dell’opera: Milady, perfida fino al midollo, crudele, profittatrice, è il perfetto antagonista dei moschettieri perché possiede un’arma che nemmeno il cardinale può usare, il potere della seduzione sfruttato nel modo più privo di scrupoli possibile.

E se c’è una critica movibile all’opera di Dumas è proprio sul ruolo delle donne: il mondo dei moschettieri è caratterizzato da valori ad alto tasso di virilità e forse non è un caso che il personaggio più negativo di tutta l’opera sia una donna. Infatti, se non sono conquiste, le poche figure femminili che compaiono in questo romanzo non sembrano recitare una parte importante… ad eccezione di Milady.

Lealtà, coraggio, guasconeria, galanteria… la legge del moschettiere è dettata dagli uomini per gli uomini, che devono farsi strada nel mondo con la propria spada e che vedono nella donna o un angelo intoccabile da venerare (la regina) o una conquista da ottenere (Costanza) o un nemico da distruggere (Milady).

Ma non si può non leggere I tre moschettieri di Alexandre Dumas: la trama sarà anche arcinota per tutte le (più o meno felici) trasposizioni cinematografiche o televisive, ma ad ognuna delle circa 600 pagine si può godere di una prosa avvincente come poche, capace in un attimo di catapultare nel mondo di duelli e avventure confezionato dal buon Dumas.

A quasi 200 anni di distanza, questo romanzo non smette di affascinare e di divertire: Athos, Porthos e Aramis vivono nel nostro immaginario come simboli di amicizia e lealtà e D’Artagnan è ancora l’epigono di quella spavalderia giovanile che abbatte i muri e sconfigge il male, capace di realizzare il sogno di una vita grazie alle proprie forze.

 

Riferimenti

“I tre moschettieri”, di Alexandre Dumas, ed. Mondadori (2016)

Alexandre Dumas – biografia Wikipedia

 

 

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