“La luce sugli oceani” di M.L.Stedman

Semplicemente, donne.

“La luce sugli oceani” di M.L.Stedman

La luce sugli oceani

“La luce sugli oceani” di M.L.Stedman

Recensione di Caterina Stile

La luce sugli oceani

A volte la vita si dimostra dura. A volte ti dilania. E a volte, quando pensi che sia già successo il peggio, torna indietro a prendersi un altro morso.

Isabel e Tom vivono a Janus Rock, il promontorio che vede mescolarsi le acque dell’oceano australe e di quello indiano, isolati dal mondo intero ma felici. Tom è il guardiano del faro, Isabel sua moglie. Innamorati e felici, pensano di colmare con il loro amore la solitudine che li circonda, ma il destino si accanisce contro di loro negando a Isabel la felicità di diventare madre. A poche settimane dal terzo aborto, del quale resta una croce spoglia tra le rocce, una barca naufraga sulla riva di Janus Rock con a bordo il cadavere di un uomo e una bambina, viva, di pochi mesi.

Non c’è modo di difendersi dall’amore per un figlio

Isabel non ha dubbi: Dio ha ascoltato le sue preghiere e ha deciso di donare loro una figlia.

Non è un caso se il naufragio è avvenuto proprio in quel momento, non può essere un caso che quella barca sia giunta proprio lì e che la bambina sia sopravvissuta.

Ma Tom è scettico. Reduce dalla Prima Guerra Mondiale, ferito da eventi che non potrà mai dimenticare, Tom ha vissuto i suoi giorni nell’obbedienza e nell’onestà, nel tentativo vano di cancellare colpe di cui solo un soldato può macchiarsi.

Inflessibile e leale, non vuole cedere all’impulso sensibile suggerito da Isabel e dal suo cuore eppure non può negare tutto questo alla donna che ama, l’unica persona che è riuscita a superare la sua cortina di ferro e offrirgli la possibilità di godere ancora della vita.

Quando si tratta dei figli, i genitori diventano puro istinto. Speranza e paura. Regole e leggi volano via dalla finestra.

La bambina resta a Janus Rock, sopra le immense sfumature dell’oceano, cullata da un amore immenso.

La verità era che in Isabel le radici della maternità – ogni suo impulso e istinto, messi a nudo dal recente aborto – erano diventate tutt’uno con il pollone – la neonata che aveva bisogno di cure materne – come l’innesto su un rosaio.

Isabel rifiorisce e anche Tom scopre una nuova parte di sè. Ma il tormento è forte e se Isabel riesce a tenerlo a bada per amore della piccola Lucy (sarebbe devastante per lei scoprire la verità), per Tom non è altrettanto facile soprattutto dopo che, per una sfortunata coincidenza, si scoprono le origini della bambina.

La madre di Lucy è viva e si spegne ogni giorno nell’attesa che suo marito e la sua bambina tornino da lei.

I rimorsi di Tom si fanno sempre più forti e si accumulano a una vita di colpe ingiustificabili. Ma questo è troppo. Una madre aspetta la sua bambina e ha diritto di sapere che è viva.

Chi è la vera madre di Lucy? “La luce sugli oceani” pone l’attenzione su un dilemma sempre attuale: è giusto rispettare le regole anche se il cuore ci guida su un’altra strada? Chi è la vera madre di Lucy, la donna che l’ha partorita o colei che l’ha salvata e amata per quattro anni?

È davvero così netto il confine tra giusto e sbagliato?

Bene e male, giusto e sbagliato possono essere come serpenti: così avviluppati da non riuscire a distinguerli finché non hai ucciso entrambi, e allora è troppo tardi

Sfogliando le pagine del romanzo, che scorrono incollando il lettore alla storia, le regole e i principi morali crollano di fronte al pianto di una bambina che chiama “strega” la sua madre naturale e si aggrappa disperata alle gambe della donna che lei riconosce come madre. L’assoluto diventa relativo e una bugia si trasforma in verità. Luce e ombra si fondono alternandosi al ritmo del faro che dipinge attorno a sé una realtà diversa, isolata, quasi fuori dalle regole. Quasi. Perché le regole esistono, la legge fa il suo corso senza curarsi delle lacrime disperate di una bambina che si vede strappata via dalla sua famiglia né del dolore di una donna che vede frantumarsi il suo labile sogno né di un uomo onesto che rincorre la giustizia a discapito della felicità di chi ama.

Per la prima volta si rese conto della portata di quel furto. Davanti ai suoi occhi c’era la prova evidente di tutto ciò che le era stato rubato: le centinaia di giorni e le migliaia di abbracci che sua figlia e quella donna avevano condiviso, l’amore usurpato.

Janus Rock, chiaro riferimento alla divinità classica Giano bifronte, diventa simbolo di dualità. Simbolo di quel dubbio inestinguibile che la giustizia terrena non potrà mai risolvere.

Ogni notte l’aria risuonava dell’incessante brusio della lanterna che girava, instancabile, sempre imparziale, senza biasimare le rocce né temere le onde

Lo stile delicato e incalzante, la trama avvincente e ricca di colpi di scena, le ambientazioni ricche e poetiche fanno de “la luce sugli oceani” un romanzo indimenticabile che lascia segni profondi nel lettore e soprattutto una scia di domande senza risposta, una scia di vita.

Dimenticare è molto meno faticoso, basta perdonare una volta sola. Per provare rancore, invece, serve tutto il giorno, tutti i giorni. È necessario ricordare tutte le cose cattive

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SINOSSI

Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l’alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d’improvviso la quiete dell’alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell’ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c’è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata. Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più.

Titolo: La luce sugli oceani
Autore: M.L.Stedman
Edizione: Garzanti, 2012

 

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