“La primavera di Palma” di Salvatrice Vilardi

Semplicemente, donne.

“La primavera di Palma” di Salvatrice Vilardi

Palma

“La primavera di Palma” di Salvatrice Vilardi

Recensione di Emma Fenu

Palma

Corrono gli anni ’30 e ’40 in un paesino del messinese.

Anni duri, di sole e vento.

Anni di valori che scorrono nel sangue di generazioni, per i quali vivere e perfino morire.

Bisogna difendere l’onore e fare del rispetto per i genitori, in particolare del padre, un dogma di vita.

Bisogna difendere la coesione familiare e fare del sacrificio, nel lavoro e nelle rinunce, un’eredità da conservare.

Ne La Primavera di Palma “i Vinti” di Verga, vessati da un destino crudele servo scaltro del progresso, trovano un motivo per reggere, per avere fede, per accettare di non comprendere del tutto alcune sconfitte, pur sapendo, però, che è giusto farlo.

La protagonista racconta alla nipote la propria storia, quella di una fanciulla condannata ad un amore contrastato dalle famiglie, eppur, ancor più a causa di ciò, intenso e passionale.

Non c’è, nell’abbandono al sano istinto del desiderio, il senso di peccato della Deledda, il rimorso della colpa che dai padri ricade sui figli seguendo le orme di Edipo, né c’è l’impeto passeggero, permeato di disicanto o di bestialità, di Lampedusa.

Palma ama come una pura figlia della terra e del cielo, schiudendosi come un fiore alla rugiada e inebriando di profumo notti senza stelle.

La Vilardi ci regala una storia dolce e amara in cui ogni inverno cova nel gelo i semi dei fiori che un giorno fioriranno, ossia le nuove donne di una stessa famiglia, gemme preziose nutrite dall’albero secolare della memoria familiare.
Link d’acquisto

https://www.lafeltrinelli.it/libri/salvatrice-vilardi/primavera-palma/9788863000122

Sinossi

In questo secondo romanzo, la scrittrice Salvina Vilardi ci presenta uno spaccato della Sicilia a cavallo tra gli anni ’30 e ’40, raccontato attraverso le parole della zia Palma, che sgrana, capitolo dopo capitolo, come in un rosario, i trascorsi fondamentali avvenuti all’interno della sua famiglia: le nascite, le gioie, i matrimoni, i dolori e i lutti, non mancando di presentare uno spaccato reale della Sicilia di allora, piena di povertà e miseria.

La scrittrice, per scelta personale, decontestualizza l’ambiente originario dove avvengono i fatti narrati, ambientando il romanzo in un paese dei monti Peloritani, Castroreale, in provincia di Messina.

Pur mutando il luogo e il nome dei suoi personaggi, tutto permane magicamente invariato, un setting e una trama che potrebbero svolgersi in un qualsiasi paese del meridione di quel periodo, dove i palpiti del cuore, gli avvenimenti, le emozioni e i sentimenti, resistono alle avversità, come costanti universali intatte: proprio come la voce e il fare rassicurante di zia Palma che accompagna l’intero romanzo!

Titolo: La Primavera di Palma
Autore: SalvatriceL Vilardi
Edizione: Smasher, 2010

 

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