“Il respiro della luna” – di Gabriella Raimondi

Semplicemente, donne.

“Il respiro della luna” – di Gabriella Raimondi

luna

“Il respiro della luna” – di Gabriella Raimondi

recensione di Savarelli Serena

luna“Dedicato a tutte le donne che non riescono a leggersi dentro.
In ognuna di esse c’è una parte di me.”
Il respiro della luna” è un romanzo scritto come inno alla figura femminile nella sua più sostanziale essenza; una celebrazione alla donna come creatura capace di rialzarsi in piedi dopo una terribile caduta, abile nel compiere l’evoluzione palpitante di sé stessa, determinata nel portare avanti obiettivi all’interno di sfide impossibili, esperta nel conoscere e sperimentare emozioni nuove, coraggiosa nel prendere decisioni e, soprattutto, abile manipolatrice buona nell’Amore. Una storia di donne per le donne; un romanzo che insegna come rinascere e trasformare i propri dolori in opere vive e concrete.
Un’opera che dimostra che il caso non esiste e che tutti gli esseri umani fanno parte di un intreccio prestabilito che se, attivato, produce effetti meravigliosi.

“La notte è giunta come sempre umida e velata.
Ascolti i suoi suoni silenziosi. Poi più nulla.
Soltanto il respiro della luna entra in te.
E chiudi gli occhi.”

Quattro donne: Asia, Letizia, Nicoletta e Uma. Aeroporto di Fiumicino invaso dal caos; la stessa identica meta per tutte loro: India.

“Ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa; in quella cosa, impara.” Gandhi

ASIA è frutto dell’amore che i suoi genitori hanno nutrito da sempre realizzando il loro sogno di vivere in India. Gira tra le dita la sua collana di giada e sa che sta tornando a casa. Sola, senza amore e senza futuro.

LETIZIA conosce per la prima volta l’India attraverso un manifesto che incrocia tutte le mattine uscendo dal B&B dove alloggia a Roma, vicino alla Stazione Termini. C’è uno slogan impresso:

“Discover India… you will find yourself”

Scopri l’India… troverai te stesso. Perché questo è il bisogno di Letizia. In aereo stringe la sua bambola portafortuna come disperato bisogno di raggiungere l’essenza del suo inconscio che ha cancellato i ricordi di una vita.

NICOLETTA, nel suo austero completo blu, è la donna che ha rubato e infranto il desiderio del padre di avere un erede maschio. La sua vita manageriale corre verso un paese orientale come il fiuto per gli affari s’insinua tra la merce da valutare. Il suo tablet è l’unico compagno fedele che la segue ovunque. Cresciuta in una grande villa sul Lago di Como, con una tata svizzera e un autista, tutto poteva ottenere tranne l’affetto dei suoi genitori. Finché era diventata donna, moglie, madre e imprenditrice, ma restando nella sua totale solitudine dove era impossibile relazionarsi con gli altri e amare.

“La sua voglia di prevalere su tutti, la sua dedizione al lavoro e agli affari le avevano fatto scordare i valori della vita.”

UMA non ha mai vissuto prima dell’arrivo a Fiumicino. La sua vita comincia con un volo aereo. Uma e il suo flauto sono come due viaggiatori alla ricerca di passioni lontane per troppo tempo trascurate. Diplomata al conservatorio di Bologna con il massimo dei voti, Uma aveva ereditato il dono della musica dalla nonna austriaca, della quale portava il nome.

“Una notte, mentre suonava Chopin e le lacrime le scendevano in viso, dalla finestra aperta entrò una leggera brezza estiva e la luce della luna piena illuminò la stanza. Anche la luna la stava ascoltando.”

Uma e Letizia condividono il volo in seconda classe. Hanno qualcosa in comune nelle loro vite stravolte: ognuna di loro ha perso il proprio compagno. Perdere qualcuno, tuttavia, è l’opportunità per andare oltre, per scoprire che un viaggio condiviso apre orizzonti inimmaginabili.

«Sai…» continuò Uma, «… la musica era tutta la mia vita, anzi è tutta la mia vita. Per troppo tempo ho dovuto rinunciarvi per dedicarmi completamente alla mia famiglia.»

Letizia comprende il dolore di quella donna conosciuta tra le nuvole.

In modo empatico riconosce quelle sensazioni amare e confuse.

Sono le stesse che lei si porta appresso da quando è uscita dal coma, dopo il suo incidente stradale, e la sua mente nulla ricorda. Neppure un frammento. I suoi occhi soffrono di fronte all’uomo estraneo che dice di chiamarsi Marco ed essere suo marito.

“E ora era lì, sola, pronta ad andare in un paese sconosciuto, così lontano dal suo mondo. Ma in fondo qual era il suo mondo?”

Nicoletta e Asia sono in prima classe e la prima comprende subito che per concludere un buon affare in terra straniera è utile far amicizia con chi parla bene la lingua del posto. Per questo le due donne si avvicinano curiose l’una dell’altra.
Finché, al termine di quel volo, Mumbai si spalanca davanti a loro.

“Era la serena convivenza fra tradizione e modernità, unite in un equilibrio instabile e precario.”

Un albergo di lusso per Asia e Nicoletta, una locanda fatiscente per Uma e Letizia.

Ogni spazio di quel paese brulica di affamati, di bambini che saltellano chiedendo elemosina, ma l’India raccoglie le quattro donne e le vuole insieme.

“La cena proseguì allegra e le quattro donne, estranee fino a qualche ora prima, sembravano conoscersi da sempre. Si raccontarono, si confrontarono, si confidarono fra un piatto speziato e un bicchiere di vino fresco.”

Nel cuore di una donna si riversa sempre un oceano di emozioni. Avere scelto come meta del loro viaggio l’India è stato distruggere la diga delle loro certezze e catapultare le proprie debolezze altrove, lontano da passi precari e incerti.

L’India è il loro suolo franoso che le vuole spiazzare togliendo equilibrio.

«L’India ti prende allo stomaco, a volte non ti fa respirare. Per me che ci sono nata forse è più facile. Ho vissuto tutto questo gradualmente, ma capisco il tuo malessere», continuò prendendole la mano. «Non vergognarti mai delle tue emozioni», sorrise.

Spesso per trasformare il dolore è necessario assorbire una forte emozione, qualcosa esterno al proprio animo, ma talmente potente da capovolgere il modo di pensare.

“Nel buio delle loro camere, ognuna delle donne ripensò a quanto successo in quei quattro giorni: incontri, amicizia, emozioni, turbamenti, stupore, tristezza e felicità. Sentimenti intensi e contrastanti, come contrastante è l’India stessa. Tutte avevano imparato qualcosa e soprattutto cominciavano a vedere il mondo in maniera diversa.”

Un paese dove la ricchezza si scontra con la povertà estrema è la rappresentazione di una lama affilata che si conficca nel cuore di ogni turista che osserva, è un ferro rovente che scava e incendia i pensieri e che porta a chiedersi come sia possibile che quei due estremi così opposti possano convivere nello stesso luogo. Per alcune persone vivere direttamente quel binomio, che rappresenta unione e separazione insieme, come un vocabolario di sinonimi e contrari poggiato sullo scaffale di una libreria, è l’input che rafforza una personalità già in essere, per altre, invece, è un ribaltamento di certezze e l’introduzione a una visione nuova da conoscere.

La storia delle quattro protagoniste altro non è che la metafora dell’essere vivente in tutte le sue sfaccettature e in un contesto universale del nostro mondo. Quattro spaccati di identità di fronte alla verità che, inevitabilmente, incide e trasforma.

“Ripresero a camminare per raggiungere il binario. L’attenzione di Letizia fu attirata da un vecchio seduto per terra che, con un telo, cercava di coprire la sua compagna rannicchiata e infreddolita. Senza dir nulla, tirò fuori dal suo borsone da viaggio uno scialle di lana e lo porse al vecchio che lo prese incredulo. Poi si voltò sorridendo, salutando con la mano. Nicoletta osservò la scena, colpita dal gesto dell’amica. Asia sorrise.”

Conoscere L’India diventa per le quattro donne imparare a costruire una “sorellanza”, imparare ad arricchirsi reciprocamente, sapersi donare vicendevolmente fino a trarre dalla propria unione il significato delle rispettive esistenze. I riferimenti continui a Gandhi non sono altro che il ricco e sostanziale contorno di un paese dove la popolazione non solo ha imparato a sopravvivere ma a saper vivere e lo trasmette agli altri attraverso una quotidianità reale e toccante.

In questa realtà ecco che emerge la verità scottante: le sensazioni che scaturiscono dal vivere un oriente così profondo, spirituale e infinito, possono rimanere senza azioni?

Sarà questa la chiave che consentirà alle quattro sorelle di interpretare il loro vivere in un connubio tra passato e presente che getterà le basi per il loro futuro.

“Ripensò a quanto le diceva Kashura: “Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso”. La frase di Gandhi era scolpita nella sua mente”.

L’India si rivela a Letizia, Uma, Asia e Nicoletta nella sua essenza e permetterà loro di piangere, ridere, confidarsi, confrontarsi, capirsi, curarsi nelle ferite delle loro anime, come una curandera silenziosa che attraverso opere e gesti risveglia la parte dormiente dell’essere e ne fa scaturire poteri dimenticati. L’India pervade loro di pace.

«È vero», rispose Asia. «L’India devi respirarla a lungo, sentirla sulla pelle, viverla fino in fondo e soprattutto devi capire la gente. Kashura mi diceva sempre che con un sorriso gli indiani accettano la pioggia, così come il sole. Basta aspettare».

Le quattro sorelle iniziano a progettare, sognare e realizzare in un contesto dove gli eventi abbracciano ognuna di loro, come guide spirituali che illuminano i passi. Si scontrano con la morte e con la condizione indigente della donna in India, con l’abbandono e le condizioni lavorative che portano a trattare i bambini come schiavi da sfruttare.

Vivono il Gange e i suoi misteri, quelli che elevano l’uomo e lo trasformano in spirito, in un’atmosfera fatta di credenze e superstizioni ancestrali.

“Qualsiasi cosa tu faccia sembrerà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia”. Gandhi

Perché l’India è uno dei tanti paesi bisognosi di cambiamenti, soprattutto quelli volti a risollevare la condizione discriminata della donna. La donna. La LUNA. Quella luna piena che brillava in cielo la sera prima della loro partenza da Roma. Letizia, Uma, Nicoletta e Asia. Il loro progetto in India dove tutto ha avuto inizio dopo aver abbandonato e lasciato, per ragioni diverse, casa e affetti che non credevano importanti o che non esistevano più.
L’India dà a loro un’occasione nuova per riscattare sé stesse, come trampolino di lancio verso un percorso evolutivo personale fatto di amicizie, di affetti e di calore. Un cammino che Uma immortala in tanti scatti, tanti per ogni tappa del loro viaggio. Ogni fotografia un passo verso la conquista di sentirsi ed essere donne nuove, per trasformare le idee in futuro… per loro donne, per gli uomini che avevano accanto, per le famiglie che sarebbero potuto diventare, per tanti bambini, per un paese… l’India che hanno imparato ad amare.
Come accade al lettore che grazie a questo meraviglioso romanzo ha la possibilità di leggere sei storie contemporaneamente, tutte collegate tra loro: la storia singola di ognuna delle quattro protagoniste, la storia che nasce dalla loro amicizia e la storia dell’India. Il libro termina con un’ultima storia: quella che ha il sapore del futuro, bocciolo pronto a schiudersi, e il lettore immagina e domanda “Ci sarà un seguito?”; il romanzo scorre velocemente tra descrizioni e dialoghi, punti di vista e tensioni dei personaggi e arriva alla fine troppo presto, ma ciò che resta sono le emozioni palpitanti, i profumi speziati, il desiderio di immergersi nel Gange e rinascere in sé stessi.

 

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Sinossi:

Asia, Letizia, Nicoletta, Uma. Quattro donne diverse per natura, passato, cultura, che si ritrovano in India per caso. Il viaggio come percorso di conoscenza, come ricerca di un senso per colmare ciascuna il proprio vuoto, l’India come luogo simbolo di un “Altrove” che è colore, poesia, contrasti, povertà, degrado e quindi luogo dei valori e dei disvalori primari dell’uomo, le farà diventare ami-che. L’autrice, amante dei viaggi, dell’arte, della bellezza, con una dolcezza disarmante, orchestra una storia romantica e realista. Gabriella Raimondi trasmette al lettore il suo amore per l’India, dove ha vissuto, la sua passione per i viaggi e la sua curiosità di conoscere culture e popoli diversi.

 

Titolo: Il respiro della luna

Autore: Gabriella Raimondi

Copertina flessibile: 204 pagine
Editore: Torri del Vento (25 novembre 2014)
Collana: I palmizi
Lingua: Italiano

 

https://www.culturalfemminile.com/2016/04/12/this-is-india/

 

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