“Rose d’autunno” di Simon B

Semplicemente, donne.

“Rose d’autunno” di Simon B

Rose d'Autunno

“Rose d’autunno” di Simon B

recensione di Serena Savarelli

Rose d'autunno

Rose d’autunno è il primo romanzo dell’autrice, classe ’68, che preferisce firmarsi con uno pseudonimo, senza rivelare la sua identità. Un particolare questo che avvicina la scrittrice a molti personaggi di questa opera, tutti offuscati dal mistero e dove le loro missioni sono come la magia che aleggia tra le pagine: tutto è segreto, ben custodito fino al finale.

Il romanzo inizia come l’elenco degli ingredienti che precede la preparazione di una ricetta:

 “La fantasia, l’intuizione e l’istinto si ritrovano in festa e ricevono gli invitati con tutti gli oneri del caso.

Tra i tanti, gli ospiti principali sono la ragione e il cuore, anche se è rischioso farli incontrare. Di questo si parlerà, questa è la storia che andremo a raccontare.”

Il cespuglio di rose di Eastmontain, vicino a Courte Village, osserva silenzioso un’antica profezia che lega un re e una regina all’intero loro regno. Un luogo amato e da difendere da un nemico subdolo che conosce la magia nera. La presenza misteriosa di una strega buona in esilio diventerà la chiave per trasmettere un grande potere a una donna prescelta.

“Scandirò il tempo con le mie rose d’autunno”.

 Le fioriture autunnali delle rose sono diverse da quelle primaverili. Le loro sfumature sorprendono l’osservatore: più effimere e struggenti, come il romanzo appena letto, dove le rose diventano il simbolo dell’amore, dell’attesa, della fedeltà e della speranza. I fiori, più volti descritti, sono lo strumento che scandisce il tempo, i fatti e le azioni. La fioritura di settembre è bellissima, ma le rose d’autunno portano anche tristezza perché diventano il segnale che l’estate è finita e con lei anche i momenti gioiosi dei protagonisti.

Come questi fiori a ottobre si trasformano in poesia, di una bellezza languida e rilassata, la storia che Simon B compone è l’evoluzione narrata di ogni singolo personaggio.

“Restammo qualche minuto in silenzio a osservare quella splendida fioritura. C’erano rose di tutti i colori possibili, con tante sfumature, alcune sembravano avere il calore del fuoco nel cuore, altre davano la sensazione di un’elegante freddezza. Tutte indistintamente però, erano belle, rigogliose e profumatissime.”

I frammenti delle memorie di Trevor, mezzosangue di colore, devoto suddito del re, maestro di Glauco, quest’ultimo secondogenito dei sovrani di Eastmontain, diventano la voce narrante cronologica dei fatti. Trevor è custode attento dei segreti del regno, ma anche colui che conosce la vita intima di ogni abitante.

Eastmontain è in pericolo e il viaggio di Glauco e Trevor a Southterrae sarà l’avvio dell’antica profezia.

“Esiste una profezia. Quarant’anni fa una strega predisse il futuro di questo Regno. Ella era devota a mio padre perché le aveva salvato la vita, quando alcuni uomini di Chiesa volevano bruciarla viva. Purtroppo mio padre perse la vita prematuramente, ma grazie alla profezia, io fui in grado di salire al trono come legittimo erede e di mettere a tacere le pretese di mio zio”.

 Il romanzo è un genere fantasy ma catapulta il lettore in un regno fantastico che mantiene i connotati storici del periodo medievale. È un regno dove i passaggi segreti finiscono nelle biblioteche che custodiscono gli antichi manoscritti di magia, dove sotto la luna piena si raccolgono erbe per pozioni e dove le pareti delle segrete celano le conversazioni più intime. Un paese immerso nella natura dove imponenti cascate sono i rifugi che pochi conoscono, dove le montagne più impervie nascondono un lago magico e la stregoneria segna la sorte di tutti, là dove la donna rischia la vita se svela i segreti della natura.

Il lettore si perde tra i dialoghi e le emozioni dei personaggi, schiavi di leggi e ordinamenti che regolano i popoli dai tempi dei tempi. E all’interno di due popoli, che si contendono la supremazia totale di questo luogo, s’intrecciano le vite di tre donne, apparentemente diverse tra loro, ma indispensabili per la rinascita del regno o la sua definitiva sconfitta.

In principio il lettore conosce Federica: figlia di un’inserviente costretto a celare la sua vera identità per proteggere i propri sovrani. Bella, determinata, coraggiosa e altruista. Simile alle rose d’autunno, è lei a incarnare l’amore vero, quello paziente, devoto e fedele. Un amore corrisposto ma ostacolato.

“Purtroppo lui era destinato a unirsi a un’altra donna. Il matrimonio di un principe non poteva essere libero, scelto per amore e questo avrebbe spezzato il cuore a entrambi. Poi mi venne in mente la profezia. Forse le cose non sarebbero andate proprio come programmato? Forse, per loro due, c’era la possibilità di cambiare il destino disegnato da altri?”

 

Federica ha una rivale: Alexandra. Ecco che a metà del romanzo il lettore si scontra con l’audace e sensuale figlia del comandante dell’esercito del re. L’intrigante fanciulla misteriosa che vaga di nascosto nel regno e trama mentre le vicende scorrono dietro la sua ombra; Alexandra è ribelle e all’apparenza l’antagonista, scorbutica e fredda come la roccia, ma il fato la vuole di fatto la protagonista all’interno della stessa profezia.

“Sai in fondo noi due siamo uguali.” Affermò Alexandra a sorpresa. Con voce malinconica aggiunse “Amiamo entrambi due uomini che non potranno mai essere nostri.”

“Per tutta la vita ho sempre voluto agire, invece subivo. Questa era la rabbia che mi portavo dentro. Ora so che posso agire veramente. Mi sento libera, anche se riconosco che mi sono ficcata in una situazione tremenda. Tu vuoi essere mia amica?” Le chiese stringendo forte le sue mani.

 L’unione delle due fanciulle è il suggello che scatena quel legame potente che difenderà fino alla fine il regno caduto in guerra. Quando due donne si uniscono con un unico obiettivo, la determinazione è tale da scatenare conseguenze ed effetti visibili, come uno tsunami capace di travolge il negativo e portare positività dappertutto.

Le donne che si amalgamano con le loro rispettive qualità diventano armi potenti e sprigionano sentimenti tali da soverchiare un’intera trama.

Questa unione è sancita dall’ultima figura femminile. Anche lei una rosa delicata che sa pungere dove serve e il lettore proverà anche lui il desiderio di proteggerla contro coloro che vogliono la sua rovina. È Annamaria: la dolce e premurosa regina di Eastmontain. La sua figura, imponente nel ruolo e seria nei comandi, si rivela in realtà simbolo della madre e la sua totale dedizione verso i suoi figli, il suo regno, i suoi sudditi e, soprattutto, verso le due fanciulle sarà la guida delle sue scelte.

“Promettetemi un’altra cosa.” Gli occhi chiari della Regina continuavano a fissare prima una e poi l’altra ragazza. “Promettete che sarete amiche. Mi rendo conto che la vostra posizione è difficile, che siete in contrasto l’una con l’altra. Ma è vostro dovere superare le ostilità perché unite sarete più forti. Appianate i vostri dissapori e nella vita affronterete meglio le avversità. Se sarete leali l’una verso l’altra potrete abbattere ostacoli che da sole vi farebbero soccombere.”

 Alexandra e Federica, simili nell’amore che provano per due uomini che, per legge, non possono avere accanto, spronate da sentimenti sinceri, diventano entrambe il propulsore che alimenterà il coraggio e lo spirito d’impresa; mentre la figura maschile vuole approfittarsi negativamente di loro, vederle distrutte, loro imperterrite mantengono il loro giuramento aumentando la loro potenza.

“Alexandra e Federica avevano prestato un solenne giuramento con la piena convinzione di non tradirlo mai. Esse erano ignare del fatto chela vita, spesso, è come un’onda che ti porta proprio dove non vorresti.”

 Il viaggio di Glauco e Trevor scatena nel regno un susseguirsi veloce di fatti che trasforma la narrazione lenta e caratterizzata dallo scambio di emozioni dei personaggi, in avventure dinamiche e misteriose che portano il lettore a ipotizzare un finale che non riesce comunque a immaginare. Alla partenza dei due uomini seguono altri due viaggi attraverso i quali nuovi personaggi s’incontrano tra loro e nascono nuove amicizie e amori in conflitto.

“Questo viaggio organizzato così improvvisamente. Glauco che non torna. Alexandra che si interessa a cose che non dovrebbero nemmeno…” Sua madre s’interruppe per un attimo, poi continuò: “Ho la sensazione che stiano per accadere fatti importanti e sconvolgenti perle nostre vite e per il nostro regno”.

Alexandra e Federica, afflitte dalle loro pene d’amore, lottano insieme per cambiare la sorte del regno, fino al momento in cui i segreti vengono a galla e Riccardo, l’erede al trono di Eastmointan, fratello di Glauco, si sente doppiamente tradito dai fatti e dalla verità che emerge come saetta improvvisa capace di scuotere la terra con il suo rombo imponente.

“Una sensazione di solitudine e di abbandono, che mai aveva provato, lo pervase interamente. Lui, guerriero fiero e forte, si era sempre sentito invincibile. Lui l’erede al trono di un regno vasto e potente. Lui uomo amato dalla donna che amava e desiderato da tante altre. Lui ora non era più niente di ciò che era sempre stato.”

 Così come il regno è in lotta, gli animi dei protagonisti si ritrovano in un subbuglio interiore che si riversa nelle loro azioni esterne alimentando la rabbia, l’odio e la sfiducia fino a determinare un caos totale che avvolgerà tutti a Eastmontain.

La verità rimane una e soltanto:

“…i sentimenti non guardano in faccia nessuno. Se ami, ami. Altrimenti non è vero amore.”

E nel romanzo si parla di amore tra i personaggi, di amore per un regno, di amore per i propri sovrani e amore per la vita, nonostante gli innumerevoli ostacoli e avversità.

“Sto pensando che dovremmo prendere esempio dalle rose. Oltre a curare la nostra bellezza dovremmo essere spietate e pungere quando è necessario.”

“È una metafora interessante. Peccato che noi siamo un po’ più complesse delle rose.”

“Sì è vero, ma da ogni pianta o essere vivente che esiste in natura, noi dovremmo prendere spunto e carpirne i loro segreti, imparando ciò che c’è di meglio.”

 Le avventure arrivano al culmine e generano lotte e duelli dove le magie sprizzano inganni e illusioni, dove le donne si rivelano combattenti al pari degli uomini e essenziali figure che, nella guerra, danzano piene di coraggio, con passi selvaggi e mirati, infliggendo i colpi attraverso azioni e parole.

Un romanzo dal finale inaspettato e che lascia al lettore la sensazione di essere stato insieme a tutti i personaggi, a lottare con loro, ad amare con loro e a determinare la sorte di un regno fantastico che di reale ha la morale: l’amore tutto può e tutto trasforma.

336 pagine ricche di descrizioni e dialoghi che scorrono tutte d’un fiato e trattengono il lettore in attimi di suspense e incredulità.

 

Titolo: Rose d’autunno
Autore: Simon B
Editore: Youcanprint (14 maggio 2015)
Collana: Narrativa
Copertina flessibile: 336 pagine

Sinossi:

Romanzo fantasy che nasce attorno al frammento di una lettera indirizzata a una strega.
Siamo a Eastmontain, florido regno situato a ridosso delle Montagne dell’Est, dove tutte le vicende ruotano attorno alla profezia di una strega di alcuni decenni prima. A Eastmontain il sovrano Re Vittorio, affida a Trevor, maestro di lettere e di armi, uomo di colore di mezza età, l’educazione del suo secondogenito, Glauco. Purtroppo i nemici del Re non sono soltanto i forti guerrieri dei Popoli del Nord ma anche il vecchio zio del sovrano stesso, il quale, con l’aiuto della magia, vuole prendere il potere. Saranno tre donne a decidere la sorte del regno: Annamaria, Federica e Alexandra, rispettivamente la regina, la figlia di un inserviente misterioso e la figlia di un cavaliere dell’esercizio reale. Tre donne diverse tra loro e il fato, intriso di magia buona, unirà le loro rispettive vite. L’intrigo delle vicende viene in parte raccontato da Trevor, che vedrà la famiglia reale aver bisogno di circondarsi di persone amiche e fedeli.
L’amore influenzerà le vite dei personaggi e le avventure del regno, portando emozioni fino al lettore.

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