“Non lo farò mai!” di Laura Saija

Semplicemente, donne.

“Non lo farò mai!” di Laura Saija

“Non lo farò mai!” di Laura Saija

Due nuovi capelli bianchi, stamattina.

Ne conosco bene la causa.

É l’esasperazione di una come me, che oggi perderà del tempo prezioso a rispiegargli cose che mi ha chiesto ieri, e l’altroieri!

Ha problemi di memoria? O è uno di quelli a cui piace sentirsi dire le cose cento volte e non l’ho ancora capito?

Sono tuttora in tempo a scappare via da uno che a 40 anni soffre di amnesia; ci dovrei pensare seriamente.

Il rischio è che a 50, quelle cose, le ripeterà, sempre le stesse. Che gioia!
Finiró come Sandra Mondaini. Che barba, che noia! Io peró la fortuna di incontrare uno che stia zitto e accetti di dormire senza coperta non l’ho avuta! Se continua a chiedermelo, mi trasformeró in Sandra, mi tingeró i capelli, guarda! Proprio per lui che odia le bionde!

Non è forse felice con me? Sì che lo è! Perchè insiste, allora?

Non gli piace condividere la vita quotidiana, mangiare la mia pasta al forno, fare le vacanze insieme come adesso?

Che cambierebbe tra noi? Niente, onestamente, un bel niente a parte qualche foto di famiglia da mostrare sulle mensole… dove non abbiamo neanche spazio, oltretutto!

Ed ora che gli album non sono più alla moda, che ce ne faremmo di quelle foto?
Non sarebbe meglio risparmiare quei soldi, invece? E usarli per una gita fuori porta quel giorno, invece di spendere per istantanee e regalini?

Già immagino sua madre comprarsi il vestito mesi prima. Per la grande occasione.

In una di quelle boutique eleganti del centro – non chiamatele negozi, basta una sedia design a renderle boutique, oggi – dove circolano signore impellicciate anche ad Agosto, dai capelli viola e che puzzano di gatto.

Sei mesi dopo, si lamenterebbe che le sta stretto – eh si’, la signora non ha mai smesso di ingrassare, sono anni che dice di aver preso un chilo dal mese scorso; secondo i miei calcoli, ad oggi, dovrebbe pesare quanto il mio tavolo di marmo -.

Ci sarà un motivo se la suocera in francese si chiama “belle- mère”, che significa bella madre, e in italiano SUOCERA?

Forse si pensava a un insulto (immagino un toscano in mezzo al traffico che urla “bella madre! Spostati da li’ che faccio tardi”… non lo prenderei come un complimento se lo dicesse a me).

O forse le suocere francesi sono semplicemente più belle delle italiane. Di sicuro hanno la delicatezza di non svegliarti la domenica mattina con l’odore delle cotolette sul pigiama.

Mi chiedo, che cosa cambierebbe se non accettassi? Eviteremmo di sciupare uno stipendio, scanserei il pericolo delle domande intime della suocera e vivremmo felici.

E se qualcosa andasse storto, non dovremmo spiegarlo ad amici e parenti, che si sono presi le ferie per andare lì, solo per incontrarmi, e si sono sciolti come candele, invece di starsene tranquilli in spiaggia a ingurgitare i loro panini con salsiccia.

Mi sentirei ridicola, osservata e al centro dell’attenzione. Non sono il tipo, suvvia!

Te lo ripeto, smetti di chiedermelo, perchè io al compleanno di tua madre non verró neanche quest’anno!

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