L’istinto materno nuoce gravemente alla salute – di Debora Porfiri

Semplicemente, donne.

L’istinto materno nuoce gravemente alla salute – di Debora Porfiri

L’istinto materno nuoce

gravemente alla salute

di Debora Porfiri

Recensione di Emma Fenu

istinto materno

 

L’istinto materno nuoce gravemente alla salute  è un saggio discorsivo di Debora Porfiri edito da Pellegrini nel 2018.

A volte mi capita. Fra tante recensioni che scrivo, una “atipica” ogni tanto male non fa. Non nuoce gravemente alla salute.

Quando sono incappata nel titolo, ho sorriso.

Eh sì, l’istinto materno, la chiave della sopravvivenza della specie umana (perché l’istinto sessuale porta a concepire, ma solo l’accudimento consente ai cuccioli di crescere) non è insito in ogni donna e, in quelle in cui è insito, non è solo foriero di sole/ cuore/ amore.

Nel mio caso di infertile, dopo 5 tentativi di fecondazione assistita e relativa assunzione, tramite sottocutanee e intramuscolo, di ormoni vari, eparina e cortisone, e relative soppressione, stimolazione, prelievo di ovociti e trasferimento di embrioni… lo posso confermare: l’istinto materno nuoce gravemente alla salute!

Ma questo vale anche quando i figli si concepiscono naturalmente e facilmente, perché MAMMA lo si diventa dopo il parto, o dopo l’arrivo del figlio, in caso di adozione, ed è allora che comincia l’avventura.

Il saggio di Debora Porfiri è scandito in 52 capitoli, corrispondenti ad altrettante settimane, ossia al primo anno di vita della figlia dell’autrice, e racconta in modo ironico ma non scontato il percorso di evoluzione di una relazione affettiva fondante e fondamentale, quella fra la madre e il proprio bambino.

Ogni capitolo ha una struttura simmetrica:

  • Titolo derivato dalla parodia di una canzone famosa;
  • Incipit con la frase “se devo essere sincera”;
  • Testo del capitolo;
  • Epilogo ciclico, con il ritorno di “se proprio devo essere sincera”;
  • Acronimo del termine M.A.M.M.A. (urge un esempio: Mostro Asfissiato Multitasking Monco di Arti).

Il proposito di sincerità viene rispettato.

La maternità viene descritta come un’esperienza meravigliosa e totalizzante, ma che non rende esenti dallo sconforto, dal bisogno di frivolezze, dall’esigenza di essere comunque se stesse: donne, compagne, lavoratrici e amiche, non solo genitrici.

Fra momenti di pura e intima e fusione con la propria creatura, che si realizzano odorandone i piedini o condividendo il lettone;

fra momenti di tensione con il proprio capo che non comprende che una madre non ha solo richieste e esigenze lecite e inderogabili ma è anche la stessa professionista competente;

fra momenti di lotta e riconciliazione con il proprio corpo in mutazione;

fra momenti di dissacramento di stereotipi e falsi modelli materni creati da una società patriarcale che delle donne non ha voluto capire nulla;

fra tutto questo, resta l’amore.

Amore che è imperfetto eppur assoluto, che è legame di viscere e sinapsi, che è ciò che rende materne verso la Vita.

L’istinto materno nuoce gravemente alla salute: è vero.

Perché? Perché crea dipendenza!

E in questo anelito di amore ci siamo tutti.

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Sinossi

Attraverso 52 cronache e altrettante settimane, l’io narrante racconta la propria nascita: dal parto al primo compleanno della figlia, in un tortuoso percorso che la vede nascere ogni settimana in una nuova versione di sé.

La protagonista si ridefinisce man mano che si confronta con sua figlia, con il mondo esterno, ma – soprattutto – con se stessa, in un doloroso eppure divertente faccia a faccia.

Il libro spazia da una dolorosa comicità a uno sguardo disincantato e polemico sulla società; da una nostalgia per un ideale irrealizzabile a un consapevole ma sofferto bisogno di far esplodere gli stereotipi.

Superando la consueta dicotomia della maternità come benedizione o malaugurata sorte, questa raccolta di cronache dolce-amare descrive con ironia e schiettezza la costruzione di una nuova identità multivalente: quella di una M.A.M.M.A.

Titolo: L’istinto materno nuoce gravemente alla salute
Autore: Debora Porfiri
Edizione: Pellegrini, 2018

 

 

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