Dimentica le nuvole – di Cinzia Lacommare

Semplicemente, donne.

Dimentica le nuvole – di Cinzia Lacommare

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Dimentica le nuvole – di Cinzia Lacommare

Recensione di Piera Nascimbene

Dimentica le nuvole di Cinzia Lacommare è senza dubbio un romanzo diverso da quelli cui ci ha abituati quest’autrice che qui ho scoperto essere anche poetessa.

È infatti una favola moderna, ma è anche una guarigione, una maturazione, una presa di coscienza di tanti sentimenti e sensazioni che la vita, o perché ci si trova in una grande città, o perché si vive nella solitudine mentale, non ci permette più di godere.

dimentica le nuvole di cinzia lacommare

Adelaide Merz si è ritirata nel dolore di un abbandono e di un tradimento e non riesce a vedere ciò che c’è intorno.

Da Milano arriva in un piccolo paese, Cogolo, sulle montagne trentine, per sostituire il medico assente per qualche mese.

Qui si scontra con “il tutto chiuso” che vede intorno a sé…

… Erano passate le nove del mattino da circa mezz’ora, tuttavia, con mio sommo stupore, sembrava che tutto fosse ancora avvolto nel silenzio quasi spettrale, disturbato solo dallo sciabordio del fiume.

-Possibile che i negozi fossero ancora chiusi a quell’ora?

-Dunque è questo il posto dove vivrò per i prossimi quattro mesi- bisbigliai intimorita dalla totale assenza di rumore.

Non potei non chiedermi tacitamente chi accidenti avrei dovuto visitare a Cogolo, se sembrava non esserci anima viva.”

Non capisce che la gente del luogo diffida di chi non è nato nel paese.

Non ha nessuno con cui parlare se non l’amica rimasta a Milano e fatica parecchio a non rifare le valigie e tornare là da dove è scappata.

Non comprende la curiosità degli anziani, la scontrosità dei vecchietti che si fanno dispetti a vicenda salvo poi essere dei compagnoni nelle bevute all’osteria.

Non sopporta le lamentele di chi si reca dal dottore solo per potersi sentire meno solo e non accetta le usanze di una società che ha poco a che fare con il progresso tecnologico.

Solo con chi la tratta senza guanti riesce ad aprirsi un po’ anche se magari con parole e gesti di stizza.

Non si vuole affezionare alle persone ma lo fa con un essere vivente che ha la fortuna/sfortuna di aiutare a nascere: un vitellino che lei chiama Vincent e per la cui nascita, il suo padrone ha dovuto chiedere l’aiuto della scontrosa nuova dottoressa.

 … Quando gli chiesi di cosa avesse bisogno, lui iniziò a vagheggiare a proposito di una vacca.

-La sua vacca cosa?

-Sta per partorire- spiegò esagitato con un piede dentro e l’altro fuori dall’ambulatorio.

-La mia vacca sta per partorire e ha bisogno di un veterinario.  Subito!

– E io ho detto che non c’è.

-Lei è un medico o cosa?

-Sono un medico, certo!

-Bene allora venga con me!

-E dove dovrei seguirla… in una stalla magari?

-In una stalla, per forza. Dove crede che dovrebbe partorire una vacca?”

Già, il suo padrone, un essere burbero e senza alcuna eleganza, che la tratta con tanta indifferenza e offensività, però le procura i primi veri sentimenti di rinascita, sebbene lei ancora non se ne renda conto.

Hans, questo è il suo nome, in paese è detto il corvo, è un rude malgaro che alleva mucche, produce latte, formaggio, burro, sapone e vive in una malga quasi in cima alla montagna.

Non ha le parole forbite, l’abbigliamento sempre coordinato, i modi da gentiluomo, non le manda mazzi di rose come invece fa Matteo l’avvocato, nipote della signora Maria.

Lui, lavora a Milano e va nei fine settimana a Cogolo, le fa una corte discreta ma anche un po’ opprimente cui Adelaide risponde con titubanza.

Il suo pensiero però ritorna sempre in malga con il rude allevatore e solo con lui ridiventa viva, e “le nuvole”, che non sono solo quelle che si muovono nel cielo ma anche quelle che la circondano spiritualmente, si allontanano e ritorna il bel tempo.

Ma il suo incarico in paese ha una fine… cosa succederà alla giovane dottoressa?
Chi sceglierà tra i due uomini che la corteggiano?

…Il mio treno era partito senza intoppi.

Senza nessuno che gridasse il mio nome. che corresse sulla banchina implorando il tranviere di fermarsi e guardare fuori dal finestrino fino a che la stazione non era stata troppo lontana, era servito solo a osservare le montagne sparire mentre il mio volto si rigava di lacrime nuove.

Ero arrivata con il cuore in pezzi, e me ne ero andata allo stesso modo. Per uomini differenti accomunati dall’incapacità di amarmi.

Se volete conoscere come finirà, vi consiglio la lettura di questo splendido romanzo che lascia un ricordo piacevole al suo termine e che fa sognare sia per l’ambientazione che per la credibilità della storia che potrebbe avere come protagonisti ciascuno dei noi!

Una lode alla cover, semplice ma affascinante che porta immediatamente nel clima del romanzo: brava Cinzia!

Dimentica le nuvole – di Cinzia Lacommare – sinossi

Un paesino tra le Alpi del Trentino.
Una giovane dottoressa arrivata dalla città, un malgaro scontroso e un’antica rivalità mai risolta.

Le leggi dell’amore però non seguono logiche e certe volte non possono essere ignorate…

Dimentica le nuvole – di Cinzia Lacommare – scheda

Titolo: Dimentica le nuvole

Autore Cinzia Lacommare

Lunghezza 406 pagine

In ebook dal 12 novembre

12

 

 

 

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