Cosa significa oggi sostenere la maternità – di Cecilia Santilli

Semplicemente, donne.

Cosa significa oggi sostenere la maternità – di Cecilia Santilli

Cosa significa oggi

sostenere la maternità –

di Cecilia Santilli

“Al termine del nostro mandato il nostro governo verrà giudicato soprattutto sul numero dei nuovi nati piuttosto che sul debito pubblico”.

Queste le parole del nuovo Ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista al Sunday Times.

Questo il senso del nuovo Ministero della Famiglia e della Disabilità affidato a Lorenzo Fontana.

Questo il senso del Disegno di Legge Pillon.

Cosa significa sostenere la maternità e promuovere la natalità attraverso un Ministero incentrato sulla Famiglia?
E cosa significa unire il termine Famiglia a quello di Disabilità?

Che l’Italia stia da anni attraversando un momento di crisi della natalità e di invecchiamento della popolazione è fuori discussione.
Ma le strategie di risposta cambiano e si basano su scelte politiche ben precise.

Il ministro Fontana ha dichiarato che fra gli scopi principali del ministero è quello di difendere una famiglia composta da una madre e da un padre.

Una famiglia definita come naturale, che non lascia spazio ad altre forme di genitorialità.

Un genitore solo, soprattutto se donna, o una coppia gay non solo non sono protetti dal nuovo governo ma combattuti – il Ministero delle Pari Opportunità non esiste più.

E quale è l’altra battaglia del governo per promuovere la natalità?

Combattere l’aborto a qualsiasi costo.

“Lo stato deve aiutare le donne a non abortire “

Non bastavano i dati sull’aumento di medici obiettori di coscienza in tutto il Paese.

C’era bisogno di un Ministero ad hoc, di un Ministro uomo, di un sottosegretario uomo anche lui, che si occupassero della donne, che le aiutassero a non abortire, mai e per nessuna ragione, e preferibilmente a non divorziare.

D’altronde, il posto delle donne in questo nuovo assetto della società italiana non è certo al governo: sono soltanto cinque (di cui
tre senza portafoglio) su un totale di 18 dicasteri.

E mentre in Irlanda, un referendum storico legalizza l’aborto, l’Italia guarda all’Argentina dove questo diritto delle donne è negato.

La legge 194 non è solo frutto di un forte attivismo delle femministe ma di una scelta dell’intera società italiana, fatta da donne e da uomini.

La 194 nasce da un referendum. Il problema non è che sia un uomo a rappresentare la questione.

Il problema è che il governo rischia di non tener conto delle donne e della loro libertà di scelta.

Non tutte le donne vogliono essere madri, non tutte le donne vogliono abortire.

Le donne non possono essere considerate meri corpi.

Una madre resta sempre una donna, che una donna sia sempre una madre è tutto da dimostrare.

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