“La mia vita è un giardino. Vita di Frances Hodgson Burnett” di Carmela Giustiniani

Semplicemente, donne.

“La mia vita è un giardino. Vita di Frances Hodgson Burnett” di Carmela Giustiniani

“La mia vita è un giardino. Vita di Frances Hodgson Burnett” di Carmela Giustiniani

Recensione di Ilaria Biondi

Frances Hodgson Burnett

“Davvero credo che l’interiorità e anche la vita stessa di questa complessa scrittrice somigliassero a un giardino: con i suoi angoli ombrosi e quelli soleggiati, i suoi fiori lussureggianti, ma anche le erbacce. Forse proprio per questo […] le opinioni di critici, contemporanei e perfino amici su di lei non erano mai concordi: ognuno, di volta in volta, aveva accesso a una zona diversa del giardino, e forse per tutta la vita conobbe solo quella.”

Il ricordo struggente delle pagine disseminate di fiori del primo libro, ricevuto in dono dalla nonna, The Little Flower Book, su cui la sua mano paffuta di Frances Hodgson Burnett bambina scivolava con stupore.

Il giardino della casa dove la famiglia si trasferisce dopo la morte del padre, luogo di stupore luminoso che imprime nella sua immaginazione i primi, durevoli germogli dell’incanto.

Il “giardino delle rose”, un piccolo angolo all’interno del  lussureggiante parco che circonda Maytham Hall, la signorile dimora inglese nella quale si trasferisce con il secondo marito, il giovane Stephen Townesend.

Un universo appartato nel quale la Burnett si ritira per scrivere, indossando un abito bianco e un largo cappello.

Un nido nascosto che ella trova in stato di semiabbandono e di cui comincia ad occuparsi personalmente, circondandosi di petunie e calendule e custodendo la bellezza indomita delle rose rampicanti, che hanno saputo resistere a lunghi anni di trascuratezza.

Silenzioso turgore di petali, aromi carnosi e delicati, stupefazione di cielo e foglie, quiete d’aria e di luce, gracile danza d’erba.

Una vita segnata dal marchio dolente della miseria, da distacchi forzati e lontananze non colmabili, dal graffio indelebile dei lutti.

Una vita intensa, affrontata con piglio indipendente, determinazione, pragmatismo e spirito anticonvenzionale e messa al servizio della lotta per le disuguaglianze sociali.

Una penna di raro e precoce talento, trascinata da un “inarrestabile vortice letterario” che fa ben presto di lei una scrittrice prolifica e d’indiscusso successo.

Una donna non bella nell’accezione comune del termine, ma brillante, perspicace, di modi semplici e cordiali, dotata di una grazia fanciulla e aliena da qualsivoglia forma di invidia.

Una donna volitiva, infaticabile e sfuggente, che divide la sua esistenza muovendosi inquieta tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America.

In questa complessa geografia d’anima e di spazi a sorreggere Frances Hodgson Burnett nei crinali ombrosi dei suoi giorni sono la forza limpida e granitica, la corsa dell’immaginazione e del pensiero cristallino, la tenacia di quercia e lichene, il cammino segreto di uno sguardo che si avvinghia alla vita pulsante e alla parola scritta, sfidando venti e tempeste, arsure e naufragi, come le corolle coraggiose delle sue amate rose rampicanti.

Una radice viva che, seppur strappata molte volte dal suo terreno di appartenenza, riesce a gettare nuovi tralci e a sbocciare odorosa anche nella pietra dura, con ostinazione luminosa.

Nel cuore e negli occhi di Frances Hodgson Burnett, anche nel bel mezzo della desolazione operaia della città di Manchester di metà Ottocento prima e del gelido snobismo newyorkese poi, non vengono mai meno il sorriso di petali e d’erba dei suoi giardini e l’abbraccio selvaggio di monti, colline e foreste, di quella natura appartata e fuori dal mondo che impara a conoscere e ad amare nel Tennessee.

La bella e appassionata biografia di Carmela Giustiniani, che fin dal titolo utilizza la metafora del giardino come chiave di lettura privilegiata della parabola umana (di figlia, sorella, moglie, madre e donna) e professionale di Frances Hodgson Burnett, ci consegna un ritratto caleidoscopico della scrittrice anglo-america, della sua “anima-ibrida”, costantemente in bilico tra una realtà dolente e difficoltosa (che porta a lungo i tratti della povertà) e la potenza salvifica della fantasia.

Carmela Giustiniani rileva un dato tristemente vero, vale a dire la scarsa attenzione e visibilità di cui la Burnett gode a tutt’oggi nel nostro paese, che stride pesantemente con l’attenzione e la stima di cui ella ha goduto in vita, da parte di personalità del calibro di Emily Dickinson, Oscar Wilde, Mark Twain e Henry James, che ebbe a definirla “la più nobile delle vicine e la più celestiale delle donne”. Poche le sue opere tradotte in italiano e ancora scarsamente valorizzate, benché l’autrice segnali uno spiraglio di rinnovato interesse in tempi recenti nei confronti di questa versatile scrittrice (cimentatasi con disparati generi letterari e attivissima in ambito teatrale) che è stata anche paladina dell’indipendenza economica delle donne nonché sensibile e attenta interprete delle differenze tra Vecchio e Nuovo Continente.

Mossa dall’intento di “incrementare l’interesse nei confronti di questa donna così in bilico tra tradizione e modernità” al punto da risultare sovente “scandalosa” per l’epoca, Carmela Giustiniani correda la sua pregevole biografia con un esaustivo apparato bibliografico, comprensivo dell’intera produzione in lingua originale della Burnett e delle traduzioni disponibili in lingua italiana.

Poiché le sue opere più celebri (Il piccolo Lord, La piccola principessa e Il giardino segreto) sono state oggetto di numerose trasposizioni filmografiche, in appendice al testo è consultabile anche l’elenco completo dei film, film muti, serie tv e anime che, con un grado variabile di fedeltà agli intenti dell’autrice e dei testi, ad esse si sono ispirati.

Ultima, ma non meno importante, la sezione conclusiva consacrata agli studi biografici sulla Burnett, in cui figurano sia i testi dati alle stampe che i siti di approfondimento in lingua italiana.

Mi sia permesso di chiudere queste brevi riflessioni con un plauso, oltre che alla succitata Carmela Giustiniani,  alla casa editrice Flower-ed di Michela Alessandroni, per l’attenzione appassionata e competente che pone – fra le altre cose – alla letteratura classica anglosassone, con studi di eccelsa qualità, arricchiti da una cura grafica ed editoriale di rara ricercatezza ed eleganza.

https://www.amazon.it/anima-giardino-Frances-Hodgson-Burnett/dp/8885628133/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1542553754&sr=8-1&keywords=carmela+giustiniani

Sinossi

In questa meravigliosa biografia dedicata a Frances Hodgson Burnett (Manchester, 24 novembre 1849-Plandome, 29 ottobre 1924), Carmela Giustiniani ripercorre tutte le fasi della vita della scrittrice, lasciandoci esplorare il suo giardino interiore, fatto di luci e di ombre, di fiori lussureggianti e di erbacce. Nota ai lettori soprattutto per aver scritto capolavori come Il giardino segreto, La piccola principessa e Il piccolo Lord, fu una donna complessa e sfuggente, animata da alti ideali e, pur nelle difficoltà e nelle delusioni che la vita le riservò, desiderosa di vivere come nell’incanto di una fiaba. Indice degli argomenti: I. La piccola Lady (1849-1865) II. La giovane autrice (1865-1873) III. Un matrimonio americano (1874-1881) IV. Lord e principesse (1882-1892) V. Un matrimonio inglese (1892-1906) VI. Il giardino dell’anima (1907-1924)

Titolo: La mia vita è un giardino. Vita di Frances Hodgson Burnett
Autore: Carmela Giustiniani
Genere: Biografia
Editore: Flower-ed
Data: 2017
Pagine: 86

 

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