“Il meglio della vita” di Rona Jaffe

Semplicemente, donne.

“Il meglio della vita” di Rona Jaffe

“Il meglio della vita” di Rona Jaffe

Recensione di Sabrina Corti


In uno dei miei tanti viaggi immaginari nel tempo mi piacerebbe ritrovarmi a New York negli anni 50 per osservare l’universo femminile che, dopo il secondo grande conflitto mondiale, inizia a farsi spazio nel mondo brulicante di una città che pare essere nata già “moderna”.
La mia macchina del tempo è la lettura.
Inizia così il mio viaggio ne “Il meglio della vita” di Rona Jaffe.

Manhattan anni cinquanta.

In un grattacielo come tanti, negli uffici di una famosa casa editrice si sviluppano e si intrecciano le storie di vita di cinque ragazze poco più che ventenni.
Cinque ragazze, di provenienza, educazione e cultura assai diverse ma tutte accomunate dalla ricerca de “il meglio della vita”, si raccontano in questo romanzo che sembra l’antesignano del più moderno “ Sex and the city”.
Il meglio della vita, che in alcune recensioni ho visto catalogato come “romanzo rosa”, in realtà è un romanzo con uno scopo ben più impegnato che non la (più o meno) rosea vicenda sentimentale delle cinque protagoniste.
Il comune denominatore è il lavoro: tutte le ragazze sono indipendenti economicamente e si guadagnano da vivere lavorando come impiegate, recensore e dattilografe nella casa editrice.
È l’unico elemento in comune, oltre (ça va sans dire) al fatto di essere donne.
E questo, nel romanzo, non è affatto un elemento secondario.

Ma chi sono queste donne?

C’è la ragazza abbandonata dal marito con una figlioletta piccola costretta a lavorare per mantenere sè stessa e la sua bambina.
C’è la ragazza che lavora con il solo scopo di racimolare quanto più denaro possibile per garantirsi una festa di matrimonio ed un viaggio di nozze da favola, sperando poi in una vita da madre e moglie dedita unitamente alla famiglia.
C’è la ventenne niente affatto intenzionata alla famiglia, quanto invece alla carriera professionale.
C’è la fanciulla che spera nell’amore vero e disinteressato ma che, nel frattempo, ha la necessità di mantenersi.
E infine c’è la ragazza che vorrebbe diventare un’attrice a Broadway e che in attesa del grande ingaggio si accontenta di dattilografare manoscritti per la casa editrice.


Il meglio della vita è una denuncia dei grandi taboo americani degli anni cinquanta (ma solo di allora?): l’affrancamento dalla famiglia di origine, l’indipendenza economica, i rapporti prematrimoniali, l’aborto, il mobbing.
Tematiche che, nonostante siano passati oltre cinquant’anni, le donne sono costrette ad affrontare senza tregua.

Una grande sorpresa del romanzo: l’autrice scrive “Il meglio della vita” negli anni cinquanta. Rona Jaffe, dunque, scrive “IN DIRETTA”. Fa una vera e propria cronaca di uni spaccato di New York.
Eppure, leggendo “Il meglio della vita” si ha un senso di scrittura attuale, come se l’autrice riproponesse un tempo passato.

Ma così non è.

Il meglio della vita è un romanzo attuale e sovrapponibile, per certi aspetti, alla vita di cinque qualsiasi ragazza di una qualsiasi città moderna. Magari con qualche anno in più, magari con qualche aggeggio tecnologico che ha sostituito le vecchie macchine da scrivere.

Tutto il resto non è cambiato di molto. Purtroppo.

Sinossi

In una gelida mattina del 1952 a New York, Caroline Bender, completo grigio di tweed, borsetta di cuoio con miseri cinque dollari all’interno, varca la soglia della casa editrice Fabian – cinque piani ad aria condizionata, poltrone di cuoio e interni dalle geometrie déco – per il suo primo giorno di lavoro. Nella casa editrice, altre due ragazze condividono con lei l’emozione del debutto: April Morrison, una texana col viso così bello da togliere il respiro, e Gregg Adams, una bocca che fa sembrare peccaminoso persino fumare una sigaretta. Tra dirigenti sadici e feroci e colleghi ambiziosi e affascinanti, le tre ragazze svolgono con distratta grazia il loro lavoro, sognando di conquistare tutto quello che ogni giovane donna può desiderare, all’alba degli anni Cinquanta, a New York: the best of everything, il meglio della vita, il meglio di ogni cosa.

Titolo: Il meglio della vita
Autore: Rona Jaffe
Genere: romanzo
Editore: Beat
Anno: 1958
Pagine: 543

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