Il tè del venerdì con Mirella Morelli

Semplicemente, donne.

Il tè del venerdì con Mirella Morelli

Il tè del venerdì con Mirella Morelli

Continuiamo a conoscere la squadra di Cultura al Femminile, presentandovi oggi Mirella Morelli.

 

Ciao Mirella e benvenuta al tè del venerdì.

Ciao a te! Grazie dell’invito, è davvero un piacere essere ospite di questo salotto salotto.

Partiamo come sempre col personale, chiedendoti di raccontarci chi sei. Troppo facile? Allora descriviti in cinque libri che hai amato!

Sarebbe stato più facile raccontare di me! Dico questo perché cinque libri sono riduttivi, se ne leggono così tanti nella vita e di molti di essi non rimane granché, ma tanti altri ci segnano, talvolta anche inconsciamente, si fermano nelle pieghe dell’anima e prima o poi scappano fuori come  fossero altro, invece sono i tuoi – metabolizzati, personalizzati, ma con radici profonde proprio in quei libri lì… Sono te!

E allora comincio da un libro letto nei lontani anni universitari, “Nessun luogo è lontano”, di Richard Bach. Sì, proprio l’autore del Gabbiano Jonathan, ma pur avendo letto tutti i suoi libri io ho amato questo, sul concetto della lontananza, e dello spazio che si annulla laddove il cuore si cerca. Forse perché ho sempre avuto una valigia da riempire e da svuotare, sono sempre stata lontana da qualcuno o da qualcosa, e non c’ero mai quando volevo o dovevo esserci, così come le persone amate non erano mai al mio fianco quando avevo voglia del loro abbraccio. Ecco, questo libro mi ha insegnato che ci sono altri modi di abbracciarsi, pertanto ho smesso di soffrirne.

Il secondo libro che ho amato è stato Cent’anni di solitudine, perchè mi ha insegnato quanto conti la passione, e anche l’esaltazione se così posso chiamarla, insomma quell’essere al centro del mondo eppure isolati dal mondo.

E poi Seta, di Alessandro Baricco, dal quale ho imparato che tutto ciò che sembra in realtà è altro, e tutto ciò che si ama può essere sospeso, rinviato, non vissuto e nonostante ciò far parte della parte più intima di noi.
Fondamentale nella mia maturità è stato La valle dell’Eden, di John Steinbeck: mi ha lasciato la consapevolezza che tutti abbiamo un destino e, all’opposto, che tutti possiamo creare il nostro destino: Timshel!

Infine Il visconte dimezzato, di Calvino: la parte buona e la parte cattiva, il Bene e il Male che convivono in ognuno di noi, senza possibilità di esclusione, senza che mai si sappia quale prevalga sull’altro e, giocoforza, quell’essere continuamente costretti a “ricucirsi” per poter vivere.

 

Posso citarne un sesto? Dai, ti prego, ti prego! Ho dimenticato la poesia, e io sono una divoratrice di poesia!

Per farmi perdonare di aver citato solo autori contemporanei, per la poesia cito un immenso del passato: il mio adorato Giacomo Leopardi, il giovane favoloso, con una particolare predilezione per i Canti e di una poesia in particolare: La Ginestra.

mirella morelli il volo del soffione

Dopo le tue letture preferite, non posso che proseguire col gioco, chiedendoti quali generi attirano la tua attenzione come lettrice e come autrice, e quali invece proprio non ami.

La mia attenzione è sempre attratta da libri di fantasia, quelli dai voli eccezionali al di fuori di ogni realtà, eppure in qualche modo “agganciati” al reale, insomma il genere surreale oppure le favole moderne.
Contrariamente a quel che si potrebbe intendere con ciò, non amo il genere fantasy, perché come dicevo prima mi piace la fantasia ma solo se ancorata al mondo in cui vivo.

Detesto gli horror e i trhiller, assolutamente lontani da ogni mio sentire.

E poi mi piacciono i romanzi psicologici.

Come Autrice spazio dalle favole al romanzo di formazione alla poesia.

Cosa non è nelle mie corde? Tutto ciò che non amo leggere, non amo nemmeno scriverlo!

Mirella Morelli, poetessa e scrittrice per l’infanzia: come ti accosti alla penna? Quali sono le tue ispirazioni principali?

Ho iniziato a leggere da piccolissima e divoravo fiabe, ma anche i romanzi che acquistava mia sorella, parecchio più grande di me. Per cui se da un lato leggevo Peter Pan, Piccole donne, Collodi e Rodari, dall’altro mi cibavo di Emily Brontee e Jane Austen.
Un bel giorno dopo aver riletto Piccole donne ed essere stata profondamente delusa dal finale, ho preso la penna e iniziato a riscriverlo tutto a modo mio. Un atto di presunzione innocente, che segna il mio primo scritto. Non ho più smesso…

Il volo del Soffione – che cosa significa per te scrivere per l’infanzia? Hai altri progetti in cantiere?

Scrivere per l’infanzia mi permette un linguaggio “pulito”, quasi naif, che sceglie la semplicità e lo stupore necessari a scovare in ogni adulto il bimbo nascosto.

Mi consente, inoltre, di portare alla luce il desiderio di giustizia, di equità, di benevolenza, insomma quei valori etici che sono in me ed in noi ma che crescendo sembrano venire accantonati, perchè sempre presi dalla ferocia del quotidiano.

I bimbi ci arrivano senza mediazioni, alla comprensione di questi concetti, perché quello che per noi è favola per loro è realtà non ancora sconfessata.

Altri progetti in cantiere?… Oh, troppi forse! Due romanzi, di cui uno scritto solo per metà e un altro presente ancora soltanto nella mia testa. Una silloge di poesia, se mai supererò la vergogna di darla alle stampe. Un libro di microracconti al femminile. E poi, e poi…

Quali sono le tematiche che secondo te deve affrontare chi scrive per bambini? È davvero così difficile, oggi, far avvicinare i giovani alla lettura?

Pare assurdo, eppure la favola ci permette di affrontare tematiche dure, assolutamente attuali, come difficilmente si potrebbe fare in un romanzo per l’infanzia, raggiungendo il bambino in maniera meno traumatica, quasi giocosa. E questo perché la favola parla per metafore, lasciando all’istinto del bimbo la recezione di ciò che il suo piccolo raziocinio ancora rifiuta.

In questo senso si potrà e si dovrà parlare di temi forti come la perdita genitoriale, la separazione,  il distacco da una città per un’altra, la prevaricazione e il bullismo, le difficoltà di comunicazione, la malattia o il diverso da sé… Affrontare questi temi con delicatezza avvicina i giovani alla lettura, perché possono trarne sollievo al male di vivere sempre più diffuso.

Gli e-reader e la lettura digitalizzata possono dare una mano, rendendo meno “vecchio” e “fuori moda” l’atto di avvicinarsi al libro.

Domanda immancabile: come prendi il tè?

Amo il tè al bergamotto, anzi lo adoro. Mi piace sorseggiarlo da sola, davanti a un buon libro, ma più ancora in una sala da tè con un’amica, facendoci piccole confidenze e risate. Confidenze.

Per carità, niente latte, e niente limone: puro!

E ad accompagnare, dei semplici freschissimi frollini.

francesca de angelis cenere sulla brughiera

 

Ciao Mirella e grazie per essere stata con noi!

 

Grazie a voi, è stato davvero un piacere entrare in questo salotto!

Mirella Morelli

Mirella Morelli è nata a Venafro, nel Molise, ma da anni vive  a Fabriano, nelle Marche. Laureata in Scienze Politiche, è impiegata amministrativa in un’azienda sanitaria, sposata e madre di due figli.

 

Con Il Volo del Soffione è alla sua prima pubblicazione, pur  se alcuni suoi racconti e poesie sono inclusi in antologie quali “Grande come la terra” del 2015 e “Veglia” del 2016.

 

Fa parte dello staff redazionale di Cultura al femminile, il nostro sito letterario per il quale recensisce libri di poesia e narrativa e per il quale cura la rubrica mensile dal titolo “Favola sarà lei!”; collabora inoltre con vari blog tra i quali Gli Scrittori della Porta Accanto, per il quale cura una serie tutta al femminile di interviste e recensioni di scrittrici e poetesse.

Da qualche anno è  giurata per la Sezione di Poesia del Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano”, all’interno del quale si occupa della formazione della giuria popolare.

 

Admin di un neonato gruppo facebook sulla creatività, dal nome “Tra parole e immagini”, è molto attiva anche nella vita “reale” della sua città, dove collabora all’organizzazione di eventi culturali e artistici del territorio all’interno del format “Lo Spirito e la Terra”.

 

Pur se appassionata di Arte in generale, ha un debole per la Scultura e la Pittura.

Il suo attivismo sociale è tutto rivolto alle problematiche ambientali.

Il volo del soffione

“In questo libro ascoltiamo la natura, e talvolta persino gli astri. Ascoltiamo proprio ciò che ignoriamo: piccoli insetti, uccelli e animali, come protagonisti di un mondo meraviglioso e muto, che nella favola si evolve acquistando la parola. E tutto attraverso il volo di un intrepido soffione e dell’unico filo conduttore rappresentato dal semino errante, emblema di conoscenza e libertà, che attraverso la libertà stessa acquisisce conoscenza. Dieci episodi scandiscono questo viaggio, dieci piccole storie in forma di favola che illuminano un unico racconto” (dalla Prefazione di Giuseppe Pellegrino).

Mirella Morelli

 

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