Corpo felice – di Dacia Maraini

Semplicemente, donne.

Corpo felice – di Dacia Maraini

Corpo felice – di Dacia Maraini

Recensione di Franca Adelaide Amico

corpo felice

 

Corpo Felice è l’ultimo romanzo di Dacia Maraini edito da Rizzoli nel 2018.

Corpo felice: ciò cui ogni donna tende nel faticoso percorso verso la vera emancipazione.

Il corpo felice è il corpo che si muove al ritmo di una libertà di pensiero spesso negata o imperfetta.

La nostra protagonista, Dacia, cala in una situazione realisticamente fantastica tutto il suo gioioso tormento dell’essere donna; perché fantasia e realtà, gioia e dolore spesso si mescolano nell’Essere Femminile.

La Grande Madre è il Tutto, almeno così era millenni addietro.

Oggi, il Corpo-Terra della Madre è stato sezionato e disperso in quei frammenti che ogni donna, nel suo profondo Io, oggi, è chiamata a ricomporre.

Protagonista del romanzo è Dacia bambina che impara dalla vita cosa significhi possedere il senso del “giusto”.

Si pone delle domande, questa futura donna ancora bambina, che si chiede se la sensibilità nei confronti delle ingiustizie
sia qualcosa di innato o di acquisito.

La risposta è il frutto di una riflessione e intuizione ad un tempo: ciascun essere umano possiede innato il senso della giustizia che deve essere tuttavia esercitato affinché non si isterilisca e muoia del tutto.

Dacia bambina ci invita, così, ad essere sempre presenti a noi stessi,vivi e parte attiva della società.

Protagonista del romanzo è Dacia, dicevamo, ma protagoniste siamo noi tutte e protagonista è anche un bambino non nato, un feto che ha concluso la sua vita ancor prima di nascere, a cui la mamma-Madre si rivolge parlandogli come ci si potrebbe rivolgere ad un bimbo prima, ad un adolescente poi e ad un uomo adulto in seguito.

Con parole semplici, con infinito amore, a lui la mamma racconta la Storia, quella vera, quella fatta di dolori e rivendicazioni, la storia quotidiana che vede, in ogni istante, la presenza femminile, spesso ridotta a non-presenza.

Analisi storica finissima quella di Dacia Maraini che isola nella Preistoria l’unica era in cui la Donna abbia avuto un posto dignitoso nel mondo.

La deprivazione inizia già con la cultura greca e con quella latina quando, larvatamente,la letteratura lascia intuire il timore della forza femminile primigenia e, più scopertamente, mostra di sminuire ciò che, appunto, fa paura.

Da tale momento in poi, è sempre stato così: sminuire e abbattere ciò che sconvolge e impaurisce.

È così, la “caccia alle streghe”, è così la concezione di alcuni Padri della Chiesa che vedono nella donna l’incarnazione del male.

È così ancora ai nostri giorni, quando la lotta femminista ha riacceso le speranze e, pur nella furia iconoclasta, ha spazzato via tanto vecchiume.

E oggi, che raccogliamo le macerie del passato, con le cicatrici delle nostre ferite appena rimarginate, ci rivolgiamo al bambino che è dentro ciascuna di noi,perché una Rinascita integra e benedetta possa cambiare le sorti della Storia.

 

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Sinossi

Una madre che non ha avuto il tempo di esserlo.

Un figlio mai cresciuto.

Tra di loro, i giorni teneri e feroci, sognati eppure vividissimi che non hanno vissuto insieme.

E un dialogo ininterrotto che racconta cosa significa diventare donne e uomini oggi.

A più di quarant’anni dai versi che hanno disegnato i contorni di un cambiamento possibile – “Libere infine di essere noi / intere, forti, sicure, donne senza paura” – Dacia Maraini riavvolge il filo di una storia tempestosa, quella al femminile, attraverso le parole di una madre a un figlio perduto, il suo, che cammina verso la maturità pur abitando solo nei ricordi.

È così che l’immaginazione si fa più vera della realtà, come accade per tutte le donne che popolano i suoi libri – Marianna, Colomba, Isolina, Teresa – e sono arrivate a noi con le loro voci e i loro corpi.

Corpi che non hanno mai smesso di cercare la propria via per la felicità, pieni di vita o disperati per la sua assenza, amati o violati, santificati o temuti, quasi sempre dagli altri, gli uomini.

Ed è proprio a loro che parlano queste pagine.

Agli occhi di un bambino maschio non ancora uomo.

Per ricordare a lui e a tutti noi, sul filo sottile ma resistente della memoria, che solo quando l’amore arriva a illuminare le nostre vite, quello tra i sessi non sarà più uno scontro ma l’incontro capace di cambiare le regole del gioco.

Titolo: Corpo felice
Autore: Dacia Maraini
Edizione: Rizzoli, 2018

 

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